Rassegna Stampa Libraria – 31 maggio 2026

Rassegna Stampa Libraria – 31 maggio 2026

A partire dal secondo dopoguerra, la ripresa economica dell’Italia ha configurato un ventennio fenomenale. Intere geografie sociali, culturali ed economiche sono state riplasmate radicalmente, e hanno prodotto un tipo antropologico caratteristico: l’imprenditore del Nord-Est. Fenomenologia culturale e sociale frequentissima anche negli importanti insediamenti artigianali e industriali della pianura Padana. Una visione del mondo ridotta al microcosmo lavorativo, sostenuta da una devozione assoluta al lavoro. In seguito, dopo pochi decenni lo sviluppo capitalistico ha rivelato i suoi fondamenti e contemporaneamente svuotato di senso le visioni concentrate dell’imprenditore self made nei distretti tessili, calzaturieri, manifatturieri. Il protagonista de La casa del dormiveglia di Sandro Campani (Einaudi) è uno di questi imprenditori, oramai vive ogni giorno lo spaesamento di una comunità sfaldata dal consumismo e dalla globalizzazione, dalle trasformazioni imposte dalla tecnologia, dalla competizione esasperata e dalla complessità di un mercato non più decifrabile. «L’assoluto senso del dovere divorante – afferma il protagonista nel romanzo – che credevi autoimposto. Hai pagato, giorno su giorno, per qualcosa che non riscuoterai». Recensione di Angelo Ferracuti su La Lettura del Corriere della Sera.

Oggigiorno, lo spaesamento, la frustrazione e il disorientamento non si limita alle disillusioni della “locomotiva d’Italia”, una situazione peraltro messa a fuoco con precisione implacabile dal regista del pluripremiato Le città di pianura, Francesco Sossai. Non è segreto il dilagare del disagio, l’aumento percentuale del consumo di benzodiazepine e beta-bloccanti per fronteggiare prolungate esposizioni allo stress, i frequenti quanto gratuiti eccessi violenti di una gioventù che si percepisce vacua, priva di significati edificanti. Si tratta di un’emergenza sociale che non riguarda solo alcune fasce di popolazione. Emergenza malessere. Dalle cause economiche, sociali ed individuali ai rimedi per uno sviluppo più umano di Maurizio Pugno (Rubettino Editore) approfondisce in un’ampia disamina la situazione attuale, dribblando spiegazioni riduttive e denunciando la natura sistemica del disagio contemporaneo, promuovendo una possibile direzione d’uscita. Recensione di Vittorio Pelligra su Domenica de il Sole 24 ore.

Sono pagine rivelatrici, quelle di Corpi scomposti. La crisi della postura nella società borghese di Mira Miriam Stijak (La Traccia Buona Edizioni), pagine in cui si sottolinea come abbiamo abbandonato la schiena dritta (e non in senso metaforico) per assumere un atteggiamento del corpo sottomesso. «Posture dinoccolate concepite alla moda – afferma Andrea Gentile nella recensione al volume che troviamo su Domenica – esprimono fragilità strutturale, sottomissione e abulia, insultando l’integrità psicofisica della persona. I nostri corpi e le nostre menti sono affaticati, curvi, collassati, piegati dalla sindrome della Silicon Valley». Un invito esplicito al ripristino dell’architettura naturale del proprio corpo, scevro da ossessioni anti-aging e centro fitness.

Non sono rare le stesure autobiografiche che indulgono nel proustismo di maniera, nell’autocompiacimento descrittivo, nel sentimentalismo patetico. Nulla di tutto ciò si troverà nell’Autocronologia di Alberto Arbasino (Adelphi), esempio di rigore e pudore nella rievocazione del ricordo, ancorato saldamente alla cronaca puntuale e puntuta, brillante e ironica. Recensione di Andrea Cortellessa su Domenica de il Sole 24 ore, dove troveremo inoltre un ampio stralcio dell’Autocronologia arbasiniana.

Andrea Oddone Martin

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