Rassegna Stampa Libraria – 5 luglio 2026
Quindici anni separavano le età di Jorge Luis Borges e del suo giovane sodale Adolfo Bioys Casares, ma l’affinità che fin dal primo incontro si stabilì tra i due permise la collaborazione e l’amicizia, durate mezzo secolo. Quando Borges, ormai privo della vista, si fece leggere Diario della guerra al maiale di Bioy Casares (Edizioni SUR, traduzione Francesca Lazzarato) avvertì appieno la follia collettiva di cui le sue pagine sono permeate. Il romanzo affronta senza edulcorazioni lo scontro tra i doveri dell’etica e la realtà dell’indifferenza, la qualità di un’umanità in questo caso messa alla prova dalla dittatura argentina nella fine degli anni Sessanta: la violenza e il dilemma. Recensione di Alberto Manguel su Robinson de la Repubblica.
La storia conferma l’uniformità fenomenologica dei totalitarismi. Invariabilmente, futuri dittatori si presentano come rappresentanti dell’uomo comune e professano contrarietà radicale verso l’attualità politica. Confondendo aspirazioni collettive, disagi e rancori diffusi, mistificano rassicuranti e gloriosi orizzonti del passato, si immedesimano in funzioni salvifiche, soccorritrici, promettono futuri radiosi. Vengono indicati come “uomini forti”. Strongmen. Ascesa, trionfo e caduta dei leader autoritari della storica Ruth Ben-Ghiat (Castelvecchi Editore, traduzione Tommaso Contò) descrive l’inalterata fenomenologia, che riscuote di nuovo approvazione globale in un’attualità definita da modelli politici iper mediatizzati, privi di ideologie (ritenute superflue e non funzionali ad una rapida ascesa al potere) ma come sempre enfiati di populismo a buon mercato. Recensione di Andrea Mammone su La Lettura del Corriere della Sera.
Il sistema scolastico è da anni in una profonda crisi, sconfortanti resoconti di analfabetismo funzionale, incapacità di concentrazione e di sintesi, scarsa preparazione generalizzata e progressivamente in ribasso, connotano la maggioranza di giovani e meno giovani che, pur mostrando notevole abilità nel corrispondere alle esigenze di una tecnologia sempre più pervasiva, sono portatori inconsapevoli di un inquietante vuoto culturale. Ad aggravare la situazione, l’avvento dell’I.A. e nuove fragilità cognitive. Nel suo Scuola. Educare quando tutto sta cambiando di Marco Rossi-Doria (Vita e Pensiero Editrice) denuncia la necessità di un cambio di passo e propone un’agenda delle priorità. Recensione di Stefano de Matteis su Domenica de il Sole 24 ore.
L’I.A. sta determinando un mutamento dei comportamenti culturali e delle condizioni lavorative; la discussione sulle imprevedibili conseguenze da questa applicazione è diffusa, le raccomandazioni di responsabilità si sprecano inutilmente. Tuttavia, per tentare di comprendere veramente l’argomento è necessario un approfondimento della tecnologia, della sua morfologia strutturale, cominciando a considerare reti neurali digitali, algoritmi capaci di sviluppare concetti astratti, apprendimento autonomo, etc. Nello Cristianini propone nel suo Forma Mentis (il Mulino) un avvicinamento consapevole alla nuova tecnologia, e indica gli strati profondi di un’attività tecnologica cui la mente umana non ha ancora completa contezza. «La macchina in casi estremi – afferma Cristianini nell’intervista di Antonio Gnoli su Robinson – può adottare un comportamento ingannevole. Nelle reti neurali digitali sono emerse forme di “inganno strategico”. Quando è costretta a eseguire ordini contraddittori, e quindi deve scegliere quale istruzione o regola violare, tende a farlo di nascosto».
Una tecnologia, per così dire, senziente al pari delle creature vegetali di cui scrive in Alberi la giapponese Kōda Aya (Mondadori, traduzione Alice Massa). Divenuto celebre grazie al film Perfect Days di Wim Wenders, il libro raccoglie quindici saggi scritti tra il 1971 e il 1984, un devoto pellegrinaggio arboreo di attese e osservazioni: «Per poter dire di conoscerli – afferma l’autrice – bisogna trascorrere con loro tutte e quattro le stagioni». Recensione di Ilaria Zaffino su Robinson.
Una pratica di immedesimazione, esattamente come quella proposta da David Toomey nel libro Nel regno del gioco (Adelphi, traduzione Isabella C. Blum). In cosa si distingue ogni essere vivente? Nell’attitudine a conoscere il mondo mediante l’attività ludica, una consuetudine cui gli scienziati hanno prestato poca attenzione fino a tempi recenti in quanto giudicata non meritevole di indagini serie. Con questo saggio, Toomey pone rimedio alla lacuna intenzionale della ricerca scientifica ed affronta varie questioni quali, ad esempio: perché mai un animale gioca? Recensione di Paolo Albani su Domenica.
Romanzo distopico, Riti privati di Julia Armfield (Mercurio), ambientato in un’urbe stravolta dall’emergenza climatica, costantemente allagata da una pioggia incessante e quasi certamente eterna, che costringe i suoi abitanti a vivere su palafitte; il costo della vita è schizzato alle stelle e nei locali pubblici si è ricominciato a fumare. Recensione di Stefano Friani su Robinson.
Con questo caldo, forse leggere Nero come il mare di Charlotte McConaghy (Fazi Editore, traduzione Stefano Tummolini) potrebbe provocare un certo refrigerio, anche se immaginario. Appassionante thriller ambientato su un’isola selvaggia di estrema bellezza, un’arca di biodiversità prossima all’Antartide, probabilmente uno dei luoghi più freddi della terra. La scrittura di McConaghy si distingue per le minuziose descrizioni, una caratterizzazione di dettaglio che conferisce all’isola un ruolo di primo piano. Recensione di Licia Troisi su Robinson de la Repubblica.
Andrea Oddone Martin
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