Rassegna Stampa Libraria – 30 maggio 2021

Rassegna Stampa Libraria – 30 maggio 2021

È proprio nel periodo di crisi che la radice della vocazione editoriale impone l’intervento divulgativo della conoscenza. Sono i momenti traumatici, personali e storici, a sollecitare la coscienza (per chi ce l’ha, ovviamente) e trasformano il pensiero in azione. Come non ricordare l’inizio di Einaudi, ad esempio, oppure l’avvio di Rizzoli. Pure durante il recente periodo pandemico, con lockdown annesso, nuove imprese editoriali si sono affacciate alla realtà. 451, Pessime Idee, Le Commari, Blackie, Astarte e 21 Lettere sono i nomi segnalati da Cristina Taglietti sulle pagine di La Lettura del Corriere della Sera.

Non sempre viene inteso il profondo ruolo etico che accompagna la dimensione commerciale dell’editoria ma noi vogliamo pensare che lo sia, sempre l’esempio dell’Einaudi del ‘900 ci sostiene. Desideriamo pensare che l’editoria non rinunci alla propria importanza nel fondare, per esempio, la meditazione sul classico limine tra la natura (il mondo naturale, non civilizzato) e l’articolato patrimonio culturale dell’umanità. Detto limine viene frequentato in maniera divulgativa e attenta da Alessandra Viola e Manlio Speciale nel loro Andare per orti botanici (il Mulino) recensito da Luca Martinelli su Robinson de la Repubblica. Ogni fattualità che sottolinea l’importanza del ruolo della cultura nella società è un’importante occasione per l’editoria, per riscoprire le proprie qualità e i propri doveri. Il pianoforte di Einstein di Antonella Gasperini e Marco Ciardi (Hoepli) riveste proprio questo ruolo mentre descrive appassionatamente il contesto familiare della famiglia del grande scienziato, intriso di cultura musicale: ne scrive Lara Crinò su Robinson. L’editoria volge un occhio al passato e un occhio al futuro, scopertamente nelle pubblicazioni di fantascienza come ad esempio la corposa raccolta intitolata Divergent, la serie completa di Veronica Roth (De Agostini, traduzione di Roberta Verde). Ilaria Zaffino intervista l’autrice del fortunato bestseller sulle pagine di Robinson.

Ogni serio comparto della nostra realtà è soggetto ad un assetto culturale. A titolo di esempi, segnaliamo per l’economia il titolo Missione economia di Mariana Mazzuccato (Laterza) di cui possiamo leggere un estratto sul Domenicale de il Sole 24 ore; per i fondamenti della tradizione occidentale, la ripubblicazione per i tipi di Luni Editrice de La leggenda del Buddha di Édouard Schuré (recensione di Armando Torno sul Domenicale); una riflessione sugli enigmi proposti dalla nostra più stretta attualità sociale nel titolo Seimila gradi di separazione di Bruno Ventavoli (E/O editore, recensito da Ernesto Ferrero sul Domenicale); per l’armonia della nostra quotidianità, la pubblicazione di Sara Garofalo, scienziata in ambito psicologico e dottore di ricerca presso l’Università di Bologna, dal lungo e significativo titolo di Sbagliando non si impara. Perché facciamo sempre le scelte sbagliate in amore, sul lavoro e nella vita quotidiana (il Saggiatore, recensione di Paolo Legrenzi sul Domenicale); principe naturale, il puro settore letterario, nella pubblicazione di una raccolta di inediti di Marcel Proust dal titolo Il corrispondente misterioso e altre novelle inedite (Garzanti, a cura di Luc Fraisse, traduzione di Margherita Botto) di cui troveremo un sostanzioso anticipo sulle pagine de La Lettura accompagnato da un interessante articolo di Giulia Ziino sui Libri della Spiga, importante collana di Garzanti. Comprendere il fondamentale ruolo della letteratura e della lettura in genere è fondamentale per qualsiasi persona: in questo senso, utile risulta la lettura del recente All’orizzonte di Benjamin Myers (Bollati Boringhieri, traduzione di Simona Garavelli). Questo romanzo, in cui i libri svolgono un ruolo insostituibile, racconta la formazione e le decisive scelte di un giovane ed è recensito da Marzia Fontana su La Lettura.

La funzione dell’editoria risulta quindi di capitale importanza e, proprio per questo comporta dei rischi altrettanto importanti. Un paio su tutti: uno, trascurare la vitalità della memoria compiacendosi degli usi e delle abitudini nel cimitero delle ripetizioni banali e dei vuoti sensazionalismi; due, non cercare ininterrottamente il narratore vero, lo scrittore autentico, promuovendo invece vanità, inettitudine, protagonismo, superficialità, velleitarismo quando non ignoranza. A rinforzo del primo punto, indichiamo il titolo Decontaminare le memorie di Alberto Cavaglion (Add editore) recensito su Robinson da Paolo Rumiz. Per il secondo invece, come esempio contrario, indichiamo la recente pubblicazione da parte di Adelphi dell’opera indubitabile di un vero scrittore, Sait Faik Abasiyanik. Un uomo inutile viene recensito da Melania Mazzucco sulle pagine di Robinson de la Repubblica.

 

Andrea Oddone Martin

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