Rassegna Stampa Libraria – 1 ottobre 2023

Rassegna Stampa Libraria – 1 ottobre 2023

Don Chisciotte di Cervantes viene comunemente considerato il primo romanzo moderno, la sua pubblicazione risale ai primi anni del ‘600. Ma è con la fine del secolo che, soprattutto in Francia, si hanno le prime produzioni di quello che sarà il romanzo popolare odierno, realizzato nell’habitus espresso dalla mentalità moderna. Fin dalla prima pubblicazione nel 1678, La principessa di Clèves di Madame de la Fayette (Neri Pozza, traduzione Vincenzo Acanfora) godette di un ininterrotto successo. Per misura di paragone, si contano una decina di traduzioni italiane negli ultimi quindici anni. Recensione di Alessandra Sarchi su La Lettura del Corriere della Sera.

Come accennare al romanzo moderno e non segnalare la nuova traduzione del racconto Boule de Suif di Guy de Maupassant? (Mattioli 1885, traduzione Franca Brea). Il racconto, accompagnato nel libro da altri tre racconti dello scrittore francese, denuncia accuratamente lo squallore della doppiezza ipocrita della società coeva. Recensione di Mariarosa Mancuso su Robinson de la Repubblica.

Cade fra pochi giorni, il centenario della nascita di Italo Calvino. Sodale, allievo ed amico di Calvino, Ernesto Ferrero fornisce in Italo (Einaudi) un ritratto biografico dello scrittore che «sta sempre dentro le cose, ma in una posizione lievemente eccentrica, con un piede sulla porta, come dovesse partire da un momento all’altro». Recensione di Chiara Fenoglio su La Lettura.

La scrittrice irlandese Naoise Dolan racconta, in uno stile ironico e caotico, il presente di una giovane coppia tra Dublino e Londra al giorno d’oggi. La coppia felice (Atlantide, traduzione Claudia Durastanti) è l’emblema narrativo, istrionico e realista, del disorientamento nella svolta epocale in cui ci troviamo. Recensione di Leonetta Bentivoglio su Robinson.

La generazione degli odierni venti-trentenni è protagonista del romanzo a fumetti Goblin Girl di Moa Romanova (Add Editore, traduzione Alessandro Storti). Per essere più precisi, è il disagio che connota questa generazione ad essere il protagonista della storia, la manifestazione di una insufficienza cronica e insuperabile. Recensione di Marco Onnembo sul Domenicale de il Sole 24 ore.

La linearità che un tempo correlava i contesti lavorativi con le retribuzioni resiste ora solamente nella mentalità diffusa, un inciampo cognitivo generalizzato. La certezza del reale poggia solidamente su desertificazione della vita privata, sfruttamento, devozioni che si trasformano in trappole esistenziali. È in corso una rivoluzione silente, ne dà esaurientemente conto la sociologa Francesca Coin in Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita (Einaudi). La recensione è di Alberto Orioli e si trova sul Domenicale.

Un libro che ci sentiamo di segnalare soprattutto agli aspiranti autori porta il titolo de La musica del futuro di Katerina Poladjan (SEM, traduzione Enrico Arosio). Un romanzo dalla zona liminale ed estrema della costrizione, tale da favorire la cognizione delle priorità nelle vite di ciascuno, soprattutto in quelle impegnate nell’arte. Recensione di Wlodek Goldkorn su Robinson.

Qual è la dimensione della conoscenza, nella contemporaneità globalizzata? Quale significato riveste per tutti noi il sostantivo “sapere”? Quali sono le ricadute del sapere sulle nostre vite? Una articolata riflessione sul tema, il saggio Sapere di Alessandro Carrera (il Mulino), filosofo teoretico e scrittore. Recensione di Francesca Nodari sul Domenicale.

Siamo riusciti a dare a tutta l’umanità uno smartphone ma non riusciamo a far avere a tutti di che sfamarsi. La prospettiva della mobilità (anche aerea) è indubbiamente elettrica, mutamento spinto dall’emergenza climatica. Ma quanto inquina produrre e far funzionare smartphone e cellulari? Inferno digitale di Guillaume Pitron (Luiss University Press, traduzione Ondina Chirizzi) descrive accuratamente i costi energetici ed ambientali del “mondo digitale”. Federica Colonna intervista l’autore sulle pagine de La Lettura.

Biodiversità è il patrimonio da tutelare, pena l’estinzione, ma non è così chiaro a cosa si riferisca questo termine. Imprevedibilmente, pensare ai sapori e alla qualità della nostra tavola ci può aiutare senz’altro a realizzare il concetto di biodiversità e le sue derivazioni. Dan Saladino, giornalista radiofonico britannico di origini italiane, propone il suo Mangiare fino all’estinzione. I cibi più rari del mondo e perché dobbiamo salvarli (Einaudi, traduzione Giovanni Garbellini), il risultato di una ricerca sul campo. Danilo Zagaria intervista Dan Saladino sulle pagine de La Lettura.

Su Robinson, Piero Colaprico ricorda Andrea G. Pinketts e la sua produzione giallistica ruvida, creativa, surreale e mai affettata, il suo talento speciale nell’inseguire la parola, la frase, il lessico mai scontato. L’assenza dell’assenzio, Lazzaro vieni fuori, Il senso della frase (Harpercollins Italia), alcuni titoli di una produzione che, come il vino d’annata, invecchiando migliora.

Andrea Oddone Martin

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