Rassegna Stampa Libraria – 12 gennaio 2025

Rassegna Stampa Libraria – 12 gennaio 2025

Nella storia, alcuni libri svolgono funzioni decisive. Sono veri e propri cardini sui quali ruotano pesanti soglie, aprendo visuali fino ad allora ignorate. Il compendio storiografico alla Città di Dio di Agostino d’Ippona, scritto da Paolo Orosio e intitolato Historiarum adversus paganos libri septem ebbe i natali nei primi anni del V secolo. Tuttavia, sviluppò il suo ruolo in tempi più tardi, nella traduzione araba successiva all’ambasciata bizantina presso il Califfo di Cordova del 948. In quest’opera, la storia sostiene e conferma la dimensione temporale cristiana, progressiva e lineare, proiettata rettilineamente verso il compimento escatologico; una rivoluzione che affronterà la tradizione ancestrale della ciclicità del tempo, sostituendola. L’ampio studio di Marco di Branco dal titolo Orosius (Pisa University Press) scandaglia questo importante testo apologetico, nei suoi significati ed esiti successivi. Recensione di Francesco Monticini su Robinson de la Repubblica.

Talvolta i libri si possono assimilare a luoghi significativi, incroci di possibilità in potenza, catalizzano energie intellettuali, si rivelano crogiuoli alchemici di reazioni imprevedibili, insospettati specchi animati. Certi libri, nella loro indifferenza ironica quanto bugiarda, nel loro torpore illusorio e complice, sonnolento e a volte dimesso, assomigliano a certe città. Sono piccole città, urbane miniature, a volte perfino tascabili conglomerati d’umanità. Richiedono circospezione, indagini saltuarie e costanti accensioni di spirito, casuali aperture improvvise e sornione promenades, immersioni attrezzate ed esplorazioni estemporanee. In compagnia di Thomas Bernhard, Roberto Andò si inoltra nelle atmosfere, nelle memorie, tra le architetture del capoluogo siciliano ne Il coccodrillo di Palermo (La nave di Teseo). Recensione di Paolo di Stefano su La Lettura del Corriere della Sera.

Si tratta comunque di un costante esercizio d’attenzione, di una sensibilità pronta alle più lievi interferenze, alle opacità, alle discontinuità abissali dissimulate dalla patina del quotidiano. Katherine Mansfield aveva un particolare talento in questo, la sua scrittura coglie le discontinuità irrilevanti, le minime fenditure del ménage giornaliero, rivelandone gli scoscesi dirupi. La raccolta di racconti Pura felicità (Feltrinelli, traduzione Nadia Fusini, Sara de Simone) si rivela un catalogo di gemme dal bagliore intenso e fugace. Recensione di Marta Morazzoni sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Dice l’adagio: «Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna». Dietro, appunto. Spesso invisibili e dotate di talento, possiamo ricordare la poetessa, scrittrice e commediografa Venetia Taubner-Calderòn detta Veza, moglie di Elias Canetti; oppure la scrittrice e fotografa Tabitha Jane Spruce, moglie di Stephen King. L’invisibile signora Orwell di Anna Funder (Feltrinelli, traduzione Katia Bagnoli) racconta la breve vita di Eileen O’Shaughnessy, prima moglie dell’autore de La fattoria degli animali e di 1984, George Orwell. «Un libro che sfugge alle categorie – afferma Enrico Franceschini nella recensione su Robinson – biografia romanzata, saggio di critica letteraria, scene da un matrimonio diverso da come sembra».

Ricordate il cane Brian de I Griffin, la serie di cartoni animati ideata da Seth MacFarlane?  Oltre ad essere “il migliore amico dell’uomo”, il cane è anche il principale personaggio di molta autentica letteratura. Michail Bulgakov, Anton Čekov, Curzio Malaparte, Luigi Pirandello, Jack London, Umberto Saba, Thomas Mann, William Faulkner, Anatole France, Gabriel García Márquez, Rudyard Kipling tra gli altri, hanno dedicato pagine memorabili al fedele quadrupede. Billy il cane parla in prima persona nel libro omonimo di Alberto Rollo (Ponte alle Grazie), racconta della propria vita, degli umani che lo accolgono e della reciproca cura. Fino al momento estremo, in cui le differenze tra il mondo naturale e la civiltà non possono annullarsi in consuetudini di compromesso, e Billy decise di sparire nella Natura quando capì che non gli restava altro tempo. Un omaggio struggente, la recensione è di Massimo Recalcati e la troviamo sulle pagine di Robinson de la Repubblica.

Andrea Oddone Martin

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