Rassegna Stampa Libraria – 12 giugno 2022

Rassegna Stampa Libraria – 12 giugno 2022

È un libro importante, questo di Fernando Rigon Forte. Tratta dell’architettura di Andrea della Gondola detto il Palladio ma, in realtà, usa l’architettura palladiana per una sontuosa riflessione sul tempo. Perciò, attraversando un intero catalogo ragionato di architetture, pitture, mosaici, decorazioni ci scopriamo incastonati in un eterno avvicendarsi, quello delle stagioni. Qualche inverno prima, il titolo del libro (Skira) è recensito da Claudio Strinati su Robinson de la Repubblica. Ma siamo già irretiti dall’argomento, che ci conduce alla conoscenza che ci precede e ci fonda. Come non pensare a Pitagora e alla sua scuola? Nuccio d’Anna rivolge la propria ricerca alla personalità del filosofo di Samo, tracciandone la figura e l’avventura in Pitagora e il pitagorismo (Arkeios). Recensione di Armando Torno sul Domenicale de il Sole 24 ore.

La conoscenza che ci precede e ci fonda, nel senso della nostra particolarità di “mondo occidentale”. Evadere dalla costrizione di un unico punto di osservazione è ciò che propone Joseph Henrich, professore di antropologia ad Harvard. Nel suo Weird: la mentalità occidentale e il futuro del mondo (il Saggiatore, traduzione Valeria Gorla) il prof. Henrich considera la cultura occidentale ben lontana dall’universalismo professato; anzi, l’autore denuncia il provincialismo di una forma culturale di fatto minoritaria nel mondo, al punto da poterla considerare un’anomalia. Questa disamina dei modelli culturali mondiali parte dalla necessità di verificare come l’evoluzione culturale interagisca e condizioni l’evoluzione naturale, una regione d’indagine di grande fascino e interesse. Recensisce il volume Sebastiano Maffettone sul Domenicale.

Conoscenza è la fonte di tutte le letterature, di tutti gli sforzi letterari che, raccontando, cercano di comprendere e di comprendersi. Ne Le evasioni particolari (E/O, traduzione Alberto Bracci Testasecca), Véronique Olmi racconta le vicende di una modesta famiglia francese nel mutamento della società del suo paese nel passaggio del ’68, nei cambiamenti che investirono ogni ceto sociale ed ogni consolidata abitudine. La recensione è di Patrizia Viola e si trova su La Lettura del Corriere della Sera. Ancora un romanzo francese di famiglia, che si concentra però sulla qualità delle relazioni famigliari, sulla loro apparenza e sulla loro consistenza. Un romanzo di formazione critica che permetterà al protagonista, la mente del romanzo, di distinguere e valorizzare le presenze importanti. S’intitola Storia del figlio, questo bel romanzo di Marie-Hélène Lafon (Fazi, traduzione Antonella Conti). Recensione di Romana Petri su La Lettura.

Di tutt’altra natura, la narrativa di James Salter che troviamo in Crepuscolo e altre storie (Guanda, traduzione Katia Bagnoli), una narrativa che abbaglia, nel riflesso della scalfittura della selce di un’ascia primitiva. Recensione di Livia Manera su La Lettura.

Anne Berest è una scrittrice più che riconosciuta in Francia, ed è ora tradotta per la prima volta in italiano. Il suo La cartolina (E/O, traduzione Alberto Bracci Testasecca) è in realtà il racconto di un’indagine sulle tracce della sua famiglia d’origine, deportata e scomparsa negli abissi di Auschwitz. Una riflessione sull’antisemitismo moderno, la ricostruzione di un’identità. Recensione di Fabio Gambaro su Robinson.

Adelphi pubblica Briciole di vita dell’aristocratico russo Pëtr Andreevič Vjazemskij, per la cura di Serena Vitale. In questa selezione, in questi stralci diaristici, tocchiamo con mano il cosmopolitismo della cultura russa dell’epoca e le relazioni a più livelli, coordinate geografiche e culturali inclusivamente europee, in cui l’occidente e l’est si mescolano. Una vita metaforica della familiarità ambivalente del rapporto tra Europa e Russia. Recensione di Wlodek Goldkorn su Robinson.

Sovente, la letteratura si occupa dell’improba difficoltà di vivere, di restituire un senso ad esistenze piegate dalla stanchezza, dalla solitudine, dalla vecchiaia, dai rimorsi: dai nostri compagni di viaggio. È così che i racconti di Isaac Bashevis Singer raccolti nel volume intitolato Un amico di Kafka (Adelphi, traduzione di Katia Bagnoli) trovano la loro sostanza, la loro concretezza. I personaggi di Singer sfidano la morte costantemente, testimoni di una vitalità impertinente, indefessa e conscia della propria impotenza. Recensisce il volume Antonella Lattanzi su La Lettura. Un’eterna partita a scacchi, come quella evocata da La diagonale Alechin di Arthur Larrue (Neri Pozza, traduzione Alberto Folin). Ma non si tratta di un’invenzione, è la biografia letteraria di un personaggio veramente esistito, lo scacchista Aleksandr Alechin. Un racconto avvincente come una vera partita, recensito da Severino Colombo su La Lettura.

Si permea di complessità, la letteratura, quando scende nelle istanze più nascoste, nei recessi degli inconsci. Una complessità che magari non appare direttamente, ma si cela mascherata in metafore indirette. E.T.A. Hoffmann è stato un maestro del genere, l’odierna traduzione della sua opera mette in campo il titolo Automi, bambole e fantasmi (L’Orma Editore, traduzione Eva Banchelli, Simone Costagli, Alessandro Fambrini, Matteo Galli, Riccardo Morello), una raccolta di racconti fantastici in cui gli oggetti e gli esseri umani frastagliano la luce della coscienza in un gioco rutilante di specchi. Recensione di Michele Mari su Robinson.

Consapevole del limite congenito al proprio medium, lo scrittore diligente punta l’ottica d’ingrandimento sulla tangente del linguaggio alla realtà. In questo modo, innesca la ciclicità di una corrente alternata che si rende manifesta nello stile di scrittura; supera la convenzione e cristallizza una struttura la cui funzione è quella di promuovere il gioco d’eco necessario all’intuizione immaginativa. Magistrale in questo senso il titolo La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera di Alberto Ravasio (Quodlibet). In questo esordio narrativo, Ravasio dimostra un virtuosismo stilistico raffinato, impegnato nel restituire con nitidezza inusitata i particolari dei riquadri fotografici del nostro reale attuale, ironicamente impregnato di vibrante comicità. Recensione di Daniele Giglioli su La Lettura.

Certo, non è da tutti frequentare il senso del non-senso. È una pratica da funamboli, da professionisti dell’allitterazione, da giocolieri del concetto, della fonetica, della semantica. Se si è predisposti, ci si arriva per gradi, inesorabilmente sospinti dalla necessità di una corretta espressione. Una corretta espressione che sottende un pensiero chiaro, frutto di un confronto qualificato, in cui l’ambiguità perde il connotato negativo ma diventa possibilità. Sottende una proprietà lessicale evoluta, opposta all’omologazione, alle condotte imposte dagli slogan, dal misero convenzionalismo emotivo, dalla “lingua che batte sul dente che duole”, dal vuoto pappagallismo. L’espressione corretta è il primo passo della libertà. Due guide importanti, divulgative e autorevoli: Conosciamo l’italiano? Usi, abusi e dubbi della lingua di Rosario Coluccia (Accademia della Crusca) e Nuova grammatica dell’italiano adulto di Vittorio Coletti (il Mulino), ne scrive Lorenzo Tomasin sulle pagine del Domenicale de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

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