Rassegna Stampa Libraria – 12 maggio 2024

Rassegna Stampa Libraria – 12 maggio 2024

Nel XVIII secolo, Edmund Burke (politico, filosofo e scrittore) affermò nel suo Pensieri sulle cause dell’attuale malcontento (1770): «Quando i malvagi si uniscono, i buoni devono associarsi. Altrimenti cadranno uno ad uno, un sacrificio spietato in una lotta disprezzabile». In Il canto del profeta, lo scrittore irlandese Paul Lynch (66thand2nd, traduzione Riccardo Duranti) immagina le vicissitudini drammatiche della famiglia Stack mentre nel Paese si fanno prevalenti le politiche del nuovo partito al potere, che condurranno ad una terribile deriva autoritaria. Larry, il marito insegnante, scomparirà mentre la moglie Eilish, autorevole biologa di un’importante azienda, una volta emarginata e infine licenziata dovrà considerare l’espatrio per sopravvivere e proteggere i propri quattro figli. Recensione di Susanna Nirenstein su Robinson de la Repubblica.

In fin dei conti, si tratta di una questione antropologica. Secondo il pensiero Cherokee, ognuno di noi è animato da due lupi compresenti nella propria anima. L’uno è buono quanto l’altro è malvagio. Sta a ciascuno di noi il nutrire l’uno oppure l’altro. Ne Lo spettacolo del male (Ponte alle Grazie), Lucrezia Ercoli espone la trista verità: «La brutalità e la violenza non sono turbamenti transitori, ma caratteri dormienti sempre pronti a risvegliarsi» ed analizza i fenomeni oscuri della cultura di massa, aggravati dal flusso psichico onnipervasivo del digitale. Breve presentazione del volume su La Lettura del Corriere della Sera.

Il film Seven di David Fincher ha avuto uno straordinario successo soprattutto per il protagonismo del serial killer. Nessun personaggio possiede un fascino paragonabile. I miei uomini di Victoria Kielland (Sellerio, traduzione Andrea Romanzi) indaga gli estremi della condizione maniacale della ormai celebre Brynhild Størseth, domestica norvegese emigrata in America e autrice di più di quaranta omicidi. Recensione di Stefania Parmeggiani su Robinson.

Che venga la notte di Alessandro Ceccherini (Nottetempo) si immedesima nella personalità di uno dei più atroci serial killer italiano della fine del XX secolo. Recensione di Mirko Zilahy su La Lettura.

Il dottor Franco Basaglia rivoluzionò gli inquadramenti diagnostici psichiatrici del tempo, irrigiditi nella sterile dicotomia normale/anormale, superando la crudele e controproducente condizione di segregazione clinica (manifestazione della rimozione psichica sociale, ricordiamo la vergogna del tempo di avere un “matto” fra i parenti) dei pazienti, riconoscendo loro l’umanità negata. Lo psichiatra Mario Colucci e il filosofo Pierangelo di Vittorio, in Franco Basaglia (Feltrinelli) raccontano l’eredità del lascito di Basaglia (che ispirò a suo tempo la Legge 180 sulla chiusura dei manicomi) e i suoi sviluppi fino ai nostri giorni, in cui l’umanità dei pazienti (e non solo la loro) si scontra meno con il pregiudizio ma si trova ad affrontare «quella ontologia imprenditoriale (Fisher) che vorrebbe ridurre la gestione della salute mentale a criteri meramente aziendali». Recensione di Massimo Recalcati su Robinson.

«L’86% degli esseri viventi sulla Terra è costituito da piante. Esse comunicano e hanno una vita sociale, esattamente come gli animali». Sono gli alberi i protagonisti di Arborama. Scopri e osserva il favoloso mondo degli alberi di Lisa Voisard (Slow Food, traduzione Irene Annoni), una pubblicazione per ragazzi concepita sull’osservazione della Natura. Recensione di Giulia Boero su Robinson.

Capire la Natura e comprendere l’umanità grazie all’insegnamento dei giardini. Il giardino contro il tempo di Olivia Laing (il Saggiatore, traduzione Katia Bagnoli) affronta i retroscena della storia di innumerevoli giardini, svelando articolazioni sorprendenti. Recensione di Beppe Giacobbe su La Lettura.

L’antica attitudine dell’uomo nel produrre immagini e oggetti con intenti artistici ci spinge a considerare propriamente il significato dell’arte. I riferimenti culturali di ciascuna civiltà fanno da sfondo alle produzioni artistiche, tuttavia esiste un minimo comun denominatore: ogni immagine artistica trova la propria corrispondenza significativa in ciò che non è presente nella concretezza. L’arte prima dell’arte dell’antropologo Philippe Descola (Marsilio, traduzione Alberto Folin) approfondisce e articola la questione, contribuendo a dipanare le coltri del diffuso “opinionismo” artistico. Uno stralcio del saggio di Philippe Descola su Robinson.

Ricordate il film Otto donne e un mistero di François Ozon e Marina de Van di qualche anno fa? Fra le attrici, tra le altre: Catherine Deneuve, Fanny Ardant, Isabelle Huppert. La trama si imperniava classicamente su un assassinio ma le figure di primo piano erano le storie del vissuto delle protagoniste. Il pranzo delle signore e altre storie di Lore Segal (Elliot, traduzione Franca Pece) ci porge l’importanza della narrazione. Le signore di cui narra il romanzo sono «legate tra loro non solo da una lunga consuetudine ma dal desiderio di raccontarsi, di non perdere il filo del condiviso racconto della loro vita. Perché se il filo del racconto si spezza, della vita cosa resta?». Una grande lezione sulla letteratura. Recensione di Elisabetta Rasy sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

© RIPRODUZIONE RISERVATA