Rassegna Stampa Libraria – 12 ottobre 2025

Rassegna Stampa Libraria – 12 ottobre 2025

È palese l’impotenza delle istituzioni nell’affrontare le importanti questioni d’attualità. Potremmo considerare, ad esempio, l’emergenza climatica che ormai, tra alluvioni, temperature elevate, mari bollenti, tropicalizzazione della fauna, si è decisamente conclamata a dispetto dei “ciechi”. Assisteremo prossimamente agli esiti della 30a edizione della Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, sintetizzata con la sigla COP. La COP 30 si terrà tra il 10 e il 31 novembre 2025 a Belém, in Brasile. Finora le Nazioni Unite si riuniscono, discutono, riconoscono (come il riconoscimento della necessità della transizione dai combustibili fossili, della COP 28 tenutasi a Dubai), profilano testi di accordo. La prima COP si è tenuta nel 1995, a Berlino. Il famoso politologo Robert Kaplan, nel suo Il secolo fragile. Caos e potere nel mondo in crisi permanente (Marsilio, traduzione Anita Taroni, Stefano Travagli) paragona la situazione attuale all’esperienza tedesca della Repubblica di Weimar tra il 1918 e il 1933. Quindici anni di passivo preludio all’avvento del nazionalsocialismo. Recensione di Giuseppe Sarcina su La Lettura del Corriere della Sera.

Considerato il limite della volontà umana, potremo supporre una volontà nella materia? Oppure, come reputavano gli antichi, un destino stabilito dalle Parche? Nel romanzo intitolato Nella carne di David Szalay (Adelphi, traduzione Anna Rusconi) il protagonista István partecipa del proprio destino senza opporre lo sforzo di alcuna decisione, nel successo e nella disfatta. Recensione di Gabriele Romagnoli su Robinson de la Repubblica.

Attualmente, la cognizione del concetto di realtà deve fare i conti con una dominanza tecnologica che propone surrogati digitali. Il romanzo Pixel di Alex Lauber (SEM Giangiacomo Feltrinelli Editore) è ambientato a Bolzano ed è una dettagliata immersione nel rapporto tra realtà virtuale e realtà non-virtuale. Un’avventura dal lieto fine. Recensione di Piergiorgio Paterlini su Robinson.

Spesso, le descrizioni di eventi, circostanze o frangenti sono sostenute da dichiarazioni quantitative, di dati. Non andremo oltre la citazione circa la flessibilità interpretativa dei dati, segnaleremo invece la decisa pars construens definita nel libro Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia di Linda Laura Sabbadini (Marsilio). «Una dichiarazione di forza del valore dei numeri – afferma Eliana di Caro nella recensione sul Domenicale de il Sole 24 ore – della sostanza umanistica delle statistiche, della loro capacità di incidere sulla società portando alla luce fenomeni ignorati e dando visibilità a ciò che altrimenti resterebbe sepolto nel silenzio».

È la prima volta nella storia, afferma il filosofo Wolfram Eilenberger, che la civiltà non deve impegnarsi per affrontare problemi del passato ma, al contrario agire per contenere le minacce che giungono dal futuro: emergenza climatica e cibernetica legata all’intelligenza artificiale. Nella società della tecnica si privilegia il fare, la specializzazione strategica. Ormai, l’esercizio di un pensiero complesso, la riflessione ponderata a largo spettro non possiedono appeal mediatico. Invece, in un tempo non troppo lontano il confronto veniva proposto da figure culturalmente preparate, gli intellettuali cui la maggior parte si rivolgeva per comprendere problematiche, innescare orientamenti, visioni, possibilità. Ne I fantasmi del presente 1948-1984 (Feltrinelli, traduzione Federico Zaniboni), ultimo titolo di una trilogia, Eilenberger illustra il pensiero di Theodor W. Adorno, Susan Sontag, Michel Foucault, Paul Feyerabend. I due volumi precedenti, Il tempo degli stregoni 1919-1929 (Feltrinelli, traduzione Flavio Cuniberto) e Le visionarie 1933-1943 (Feltrinelli, traduzione Flavio Cuniberto) sono dedicati all’opera di Ludwig, Wittgenstein, Martin Heidegger, Walter Benjamin, Ernst Cassirer il primo, Hannah Arendt, Simone de Beauvoir, Ayn Rand, Simone Weil il secondo. Per ricordare chi eravamo e non rinunciare almeno alla speranza. Marco Signori intervista il filosofo tedesco su La Lettura.

Anche la consapevolezza letteraria è un assunto raro nelle produzioni odierne, ma alcuni autori testimoniano con le loro opere la qualità della letteratura. Uno di questi è certamente Giovanni Mariotti il cui ultimo gioiello, Carpæ Dies. I giorni della carpa (Palingenia) si ispira alla letteratura classica nipponica. Recensione di Orazio Labbate su La Lettura.

È straordinario il fatto che la penisola italiana, nonostante una geografia priva di incertezza, continui a mantenere una proiezione ideale di tipo continentale. Non è certo sempre stato così ed è sufficiente pensare alle repubbliche marinare come alle colonie greche nel sud. Lo storico Claudio Fogu individua un responsabile della prevalenza di una prospettiva terrigna: il Risorgimento. Il saggio intitolato L’immaginario mediterraneo nella storia d’Italia (Pacini Editore) è uno studio circostanziato, di carattere storico, geopolitico e antropologico, a sostegno dell’interessante tesi del prof. Fogu. Recensione di Antonio Carioti su La Lettura del Corriere della Sera.

Andrea Oddone Martin

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