Rassegna Stampa Libraria – 13 aprile 2025
La fama di Albert Einstein è legata all’immagine dello scienziato geniale e trasgressivo, non molti però sono a conoscenza della dimensione spirituale della sua attività scientifica. In Sono parte dell’infinito. La biografia spirituale di Albert Einstein (Egea, traduzione Luigi Civalleri) Kieran Fox ci restituisce, sulla base di testi della corrispondenza scientifica e privata, nonché della biblioteca personale di Einstein conservata presso l’Università ebraica di Gerusalemme, il profilo di un pensiero scientifico tutt’altro che laico. Per Albert Einstein: «La scienza senza religione è zoppa, la religione senza scienza è cieca». Recensione di Stefano Gattei su La Lettura del Corriere della Sera.
Sovente, le intenzioni positive verso la preservazione, il ristabilire l’equilibrio nell’ambiente naturale vengono compromesse dal sospetto che, comunque sia, è troppo tardi. Il biologo marino, nonché professore di ecologia all’Università politecnica delle Marche, rinomato scienziato Roberto Danovaro contestualizza la necessità di ripristinare gli ecosistemi danneggiati dagli esseri umani in Restaurare la Natura (Edizioni Ambiente). Una circostanziata inchiesta sullo stato odierno della Natura, sulle risposte politiche, sulle conseguenze economiche, sull’ampia convenienza di uno sforzo corale. Recensione di Luca Fraioli su Robinson de la Repubblica.
Amianto di Sébastien Dulude (La nuova frontiera, traduzione Camilla Diez) contrasta il ricorso al rimosso collettivo, alla cancellazione degli errori del passato e promuove invece lo sforzo del ricordo e del trarne insegnamento. Il libro narra dell’amicizia tra giovani, dei lavoratori di un gigantesco sito estrattivo canadese e delle loro famiglie, dell’impari scambio tra salario e vita, della fantasia giovanile, dei conflitti generazionali, nella seconda metà del Novecento con un linguaggio intenso ed espressivo. Recensione di Angelo Ferracuti su La Lettura.
Nei confronti dell’ambiente naturale che la ospita, l’umanità si comporta esattamente come un virus. Con la differenza di necessitare costanti illusioni giustificative. Lo scrittore e filosofo norvegese Peter Wessel Zappfe svela, nel suo saggio L’ultimo messia del 1933 (Mimesis, traduzione Michele Corioni, prefazione Giuseppe Russo), la terribile verità: la coscienza umana cerca di conferire senso alla propria vita, invano. La coscienza, secondo Zappfe, è un errore evolutivo e determina la violenza di un’umanità che uccide (e si uccide) non per necessità biologica ma per paura, ideologia, vendetta e puro piacere. Recensione di Roberto Saviano su La Lettura.
Tutto iniziò negli anni ottanta con le “linee telefoniche hot” dove, in cambio del pagamento, era possibile condurre delle conversazioni erotiche. In pratica, veniva eliminata l’eventuale frustrazione del rifiuto in una relazione autentica; veniva garantita l’illusione di una prestazione all’altezza “delle aspettative”. Con l’avanzare imperioso della tecnologia, questi ricordi sembrano goffi quanto ridicoli. Intimità senza contatto di Lin Hsin-Hui (Add Editore, traduzione Lorenzo Andolfatto) ci conduce in un futuro nel quale l’umanità ha demandato all’intelligenza artificiale la gestione della propria sopravvivenza. È l’IA che regola l’economia, scrive le leggi, orienta le politiche, prescrive i comportamenti. Un bel giorno, l’IA annuncia un cambio di paradigma epocale: in base all’analisi di enormi quantità di dati ha concluso che l’umanità è infelice a causa del contatto fisico. Da quel momento, il contatto fisico sarà perciò proibito innescando una progressione inarrestabile verso il cibernetico e il digitale. Recensione di Licia Troisi su Robinson.
Alcune tra le ultime affermazioni dell’attuale Presidente degli Stati Uniti sembrano tracciare dei confini ideologici tra geografie dello stesso mondo civile. La levatura culturale del prestigioso Presidente ignora il logorio della sua boutade, già nel XVIII secolo gli americani, incapaci di un’etica non affaristica, ritenevano il sostegno degli europei come frutto di un calcolo interessato, e non di un’autentica filiazione di civiltà. La raccolta di saggi intitolata Atlantico rivoluzionario di Antonino de Francesco (Viella, cura Francesco Dendena, Giacomo Girardi, Stefano Levati) dimostra l’appartenenza unica di un universo continentale atlantico definito come Occidente, nel quale Americhe ed Europa confondono le problematiche radici. Recensione di Giancristiano Desiderio su La Lettura.
Chissà cosa ne avrebbe pensato, Tommaso “Tom” Landolfi delle scuole di scrittura creativa o meno. Probabilmente le avrebbe ignorate, impegnato com’era a vivere intensamente e letterariamente. Un paniere di chiocciole (Adelphi) raccoglie una cinquantina di elzeviri scritti per il Corriere della Sera, gli articoli “alimentari” scritti comunque con «la stilografica che sapeva di tempeste», nella consapevolezza che «a scrivere siamo soli colla nostra coscienza» perciò non ci è permesso di «perderci in chiacchiere inutili». Recensione di Bruno Quaranta su Robinson.
Uno dei ruoli della letteratura è quello di fornirci la chiave di accesso a menti che non sono la nostra. È questa la tesi di Menti trasparenti. Rappresentazioni narrative della vita interiore di Dorrit Cohn (Carocci), un testo di ormai quasi cinquant’anni fa pubblicato ora per la prima volta in italiano. «Solo i personaggi della finzione possono essere “ascoltati” mentre trasformano i pensieri in parole senza pronunciarle ad alta voce o scriverle; o meglio, possono essere “origliati”» scrive Dorrit Cohn. Recensione di Sara Sullam sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Andrea Oddone Martin
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