Rassegna Stampa Libraria – 13 settembre 2026

Rassegna Stampa Libraria – 13 settembre 2026

Al tempo, la letteratura di Guido Morselli godette dell’inattualità dei noti scritti di Friedrich Nietzsche, oltreché del danno che risultava dalla sua posizione sociale, l’agio di una ricca provenienza borghese. La radicale indipendenza da avanguardie e accademie, l’emarginazione concessa dal confronto con il cieco settarismo tribale che connotava (e connota) l’Italia non solo editoriale, la colta autonomia di pensiero, l’acume di un’intelligenza penetrante, letterariamente evoluta fino al paradosso espressivo di uno stile piano, scevro da emotività inconsulte ed educato al fecondo ordine della pagina scritta, della precisione che onora il consistente bagaglio culturale da cui proviene, generò quella letteratura, all’epoca fraintesa, che ai giorni nostri possiamo oggettivamente definire in tutta la concretezza che il termine profetica include. Per tutta la vita, Morselli compilò un diario che oggi viene ripubblicato in forma ampliata con il titolo Mi sono conosciuto nel sogno (Adelphi, cura Valentina Fortichiari). Recensione di Bruno Quaranta su Robinson de la Repubblica.

L’irriducibilità della vita nonostante destini infausti si fa protagonista ne La piccola cameriera di Bérénice Pichat (Salani, traduzione Francesco Bruno), romanzo ambientato nella Francia degli anni Trenta, nella Parigi superstite dalla Grande Guerra e alle soglie della Grande Depressione. Recensione di Patrizia Violi su La Lettura del Corriere della Sera.

Nel romanzo Furgonauta di Andrea Pauletto (66THAND2ND) viene stigmatizzato lo sviluppo e il risultato di quel processo sociale nel quale “il mezzo” si trasforma “in scopo”, generando destini fini a sé stessi. Il lavoro di autotrasportatore permette al protagonista di vivere, ma solo per poter ancora lavorare innescando l’annullamento identitario nel circolo vizioso. «Il protagonista non mette in vendita soltanto il suo tempo – afferma Carmen Pellegrino nella recensione su La Lettura – progressivamente, mette a disposizione il corpo, la lucidità, le relazioni e persino la possibilità di immaginare un futuro che non sia già inscritto nella necessità». La globalizzazione del consumismo ha trasformato il mondo in una piscina artificiale, nella quale l’universalità del mito classico viene esautorata e con essa l’uomo stesso.

Prima di diventare un riferimento mondiale per lo sviluppo socialdemocratico, la Svezia era segnata dalle disuguaglianze dello sfruttamento e dell’emarginazione. Ne La pietra e la seta (Iperborea, traduzione Katia de Marco) l’autore Mikael Niemi incrocia tre livelli epocali a partire da un episodio reale accaduto negli anni Trenta: lo sciopero degli sterratori. Giallo, romanzo sociale e antropologia innervano il corposo scritto che non teme di rivelare in trasparenza le dinamiche di sfruttamento, esclusione e oppressione riproposte in forme diverse dalla contemporaneità. Recensione di Melania Mazzucco su Robinson.

È incredibile la dissociazione argomentativa che separa questioni strettamente correlate: quando si argomenta d’economia non si parla della ricaduta sull’ambiente, quando si argomenta degli atti di guerra, viene estromesso totalmente qualsiasi riferimento alle conseguenze ambientali, ad esempio, di un bombardamento. Danilo Zagaria rompe il tabù con il suo Guerra alla Terra. Conflitti armati e crisi ecologica (Add Editore), una disamina archivistica, storica e sul presente degli atti di guerra e le loro pesanti conseguenze ambientali. Lo sapevate che molti dei droni con cui vengono effettuati gli attacchi tra la Russia e l’Ucraina viaggiano pilotati da finissimi cavi di fibra ottica, materia plastica che inquinerà terreni e foreste per secoli? Recensione di Adriano Favole su La Lettura del Corriere della Sera.

Andrea Oddone Martin

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