Rassegna Stampa Libraria – 14 dicembre 2025

Rassegna Stampa Libraria – 14 dicembre 2025

«Sono ateo, grazie a Dio!» potrebbe sembrare una frase del miglior Woody Allen, invece è attribuita al regista spagnolo Louis Buñuel. Nel 1969, a Roma si tenne un simposio che segnò la presa d’atto della diffusione dell’ateismo, in proporzioni tali da modificare le proporzioni consuete. Nel saggio intitolato Le religioni nel mondo globale, Stefania Palmisano e Franco Garelli (il Mulino) indagano la storia recente delle religioni e delle loro recenti diversificazioni. Un intero capitolo è dedicato all’analisi delle varie posizioni presenti al sopracitato simposio, citato quale esempio nella recensione di Giuliano Boccali sul Domenicale de il Sole 24 ore. Gli autori perlustrano lo scenario contemporaneo con approccio rigorosamente sociologico, serenamente equilibrato. Un esame documentato e approfondito di un tema frastagliato, dinamico e ampio: comprendono infatti, oltre alla fenomenologia del disincanto moderno, tendenze nuove e nuove spiritualità, non escludendo nemmeno forme di neopaganesimo e neostregoneria: uno studio raffinato e dotato di completezza per un argomento particolarmente complesso.

Daniel Keyes esordì narrativamente con Fiori per Algernon nel 1959. Dopo un successo mondiale, il libro conserva tuttora integra la propria validità. Proposto oggi da Casa Editrice Nord nella traduzione di Bruno Oddera, vi si racconta del trentaduenne Charlie Gordon, affetto da una disabilità intellettiva e del roditore Algernon. Il romanzo coincide con il diario tenuto da Charlie dell’esperimento scientifico a cui si sottopongono come cavie, un’evoluzione che porterà Charlie a superare il proprio disagio, sostituendolo però con una nuova forma di solitudine. Infatti, scoprirà la risposta crudele e semplicistica della società alla domanda: «Cosa determina il valore di una persona?». Recensione di Francesca Tamburini su Robinson de la Repubblica.

È un romanzo breve fatto di poco, Vaim di Jon Fosse (La nave di Teseo, traduzione Margherita Podestà Heir). I personaggi apparenti sciolgono le loro gesta sommessamente, tra ricordi e presente. Gli autentici personaggi si rivolgono specularmente allo stile dello scrittore norvegese, lento incedere di brevi frangenti di pensiero, bagliori emotivi cui fa eco l’immensità del naturale, imponente tra i fiordi del nord. Si rivelano cautamente gli autentici personaggi di questa particolare letteratura: i boschi, la neve, le nebbie, il mare e il lettore di queste pagine. Recensione di Marta Morazzoni sul Domenicale.

È noto, il periodo nero dell’Italia tra la prima e la seconda guerra mondiale nasconde la propria confusione dietro le fanfare dell’orgoglio e delle forme. È così che autori affascinati dalle sirene fasciste come Alberto Savinio ritrovano la propria voce tarpata. Nell’ultimo numero della rivista Omnibus del fascistissimo Longanesi vi è un articolo di Savinio su Giacomo Leopardi. È vero il doppio registro interpretativo, sebbene labile e laterale, ma la fede dell’editore e del redattore sono genuine. Inutile, Omnibus viene costretto a chiudere i battenti. L’articolo su Leopardi di Savinio rimane sepolto fino ad ora, recuperato con altri due e riuniti in Leopardi. Tre carte napoletane di Alberto Savinio (Edizioni Spartaco, cura Silvio Perrella, Alessio Bottone). Recensione di Andrea Cortellessa sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

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