Rassegna Stampa Libraria – 14 settembre 2025

Rassegna Stampa Libraria – 14 settembre 2025

«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» dice allo zio il giovane Tancredi prima di unirsi ai garibaldini, nella prima parte de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Feltrinelli, cura Gioacchino Lanza Tomasi). Il parco della città natale di Josef, protagonista de La continuità del parco del ceco Petr Šestak (Bonfirraro Editore, traduzione Angela Zavattieri) rimane l’ultima entità a non far mostra di una trasformazione. Perfino la novità del Comunismo ora si chiama Vecchio Regime. Josef torna alla città natale in cerca delle proprie origini ma, ora come allora, riconferma la propria estraneità negli esiti catastrofici del suo impegno nella città molle, perfida e neghittosa a dispetto della parvenza. Alla fine, persino il parco sarà oggetto di una radicale “rivitalizzazione”. Recensione di Alessandro Catalano su Robinson de la Repubblica.

Tra le “idee” intramontabili dell’umanità si deve annoverare la disponibilità al contagio paranoico. Disastroso nel contesto relazionale, lavorativo o famigliare, esiziale nel momento in cui l’epidemia si struttura in ideologia: determina le sorti degli equilibri politici. Lo storico inglese Laurence Rees approfondisce in La mente nazi. 12 moniti dalla storia (Bompiani, traduzione Jadel Andreetto) le modalità in cui il virus ha infettato la lucidità dei più. Il paradosso paranoico determinò un’immedesimazione difensiva dalla quale scaturì l’aggressività violenta del nazismo, violenza giustificata inoltre dal voto ad un alto traguardo morale. Il contagio paranoico incombe costantemente nelle vite di ciascuno di noi, con le sue semplificazioni di comodo e l’illusione di appartenenza a compagini “speciali ed illuminate”. Recensione di Frediano Sessi su La Lettura del Corriere della Sera.

Sulle nostre montagne, sempre più spesso gli operatori di soccorso devono intervenire per recuperare escursionisti che, spinti dalla forza sostitutiva delle cosiddette “biciclette elettriche” , si mettono in situazioni fuori dalla loro normale portata, magari spronati dall’imperiosa necessità di un “selfie”. Nulla di grave se non fosse che la problematica non riguarda solo un gruppo di sprovveduti ma la realizzazione ideale della realtà tout court. Anna Maria Lorusso descrive, nel saggio Il senso della realtà. Dalla tv all’intelligenza artificiale (La nave di Teseo) le modalità con le quali le tecnologie mediano profondamente ormai il nostro rapporto con la realtà che ci comprende, al punto da sostituirla. Perciò Lorusso definisce vicaria la realtà proposta dalle tecnologie, non solo quelle generative, e ammonisce sull’esposizione alla manipolazione cospirazionistica. «Continuiamo a preoccuparci delle capacità generative dell’intelligenza artificiale – scrive Lorusso nella presentazione del volume sul Domenicale de il Sole 24 ore – ma forse dovremmo occuparci delle capacità interpretative dell’intelligenza naturale: questo è il punto».

La qualità della cura editoriale nelle notizie delle agenzie di stampa e, ad esempio, della strisciata sottostante lo schermo televisivo dei canali dedicati ai notiziari è sempre più scadente, per non parlare dei grossolani errori propinati dall’IA. Aggettivazioni improprie, profusione di refusi, errori di pronuncia, imprecisioni ammannite per malintesa semplificazione o per semplice incuria. Stefano Bartezzaghi e Mauro Tamburini hanno scritto Bozze non corrette (Mondadori), un giallo disseminato di un migliaio di errori ortografici, grammaticali, di sostituzione, lapsus, incoerenze, riferimenti temporali, informazioni e attribuzioni. Il libro è composto da cento brevi capitoli in ciascuno dei quali sono presenti nove errori da scovare. A loro volta, gli stessi errori sono portatori di un significato recondito il quale permetterà, una volta completato il gioco, la soluzione del thriller. Aguzzate la vista! Per non abituarsi alla superficialità. Recensione di Paolo Albani sul Domenicale.

Sempre più inquietanti, i cruenti fatti di cronaca con protagonisti minorenni o comunque giovanissimi pongono questioni fondamentali. Sempre più si parla di “giovani” pontificando prescrizioni per il loro bene e il loro futuro, tuttavia i giovani di cui si parla sono ideali, quelli reali sono ignorati. Ignorati nelle loro dinamiche psichiche, nei loro desideri condizionati da un insulso consumismo, piatto e banale, nella mancanza di orizzonti veramente significativi e concreti, nelle ansie di prestazioni autoreferenziali e stupide, nel generale disorientamento. Walter Siti, nel suo La fuga immobile. Lo strano caso della Generazione Z (Silvio Berlusconi Editore), esplora il mondo dei giovanissimi, i loro ambienti, i loro riti, le loro usanze, le piattaforme digitali, li incontra, li intervista e cerca di farsi partecipe di un milieu sociale e culturale la cui principale ambizione non è affermarsi, ma sparire. Recensione di Cristina Taglietti su La Lettura.

Nelle serate autunnali, l’abitudine che riuniva la famiglia del Principe di Salina attorno al caminetto nell’attesa della cena era quella delle letture. Don Fabrizio leggeva ai suoi un romanzo moderno. «Un paio di volumi di Balzac, è vero, – scriveva Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo – era giunto attraverso sotterfugi fino alle mani di Don Fabrizio che si era attribuito la carica di censore familiare; li aveva letti e prestati via, disgustato, ad un amico cui voleva del male, dicendo che essi erano il frutto di un ingegno senza dubbio vigoroso ma stravagante e “fissato” (oggi avrebbe detto monomaniaco); giudizio frettoloso, come si vede, non privo per altro di una certa acutezza». L’opera di Honoré de Balzac segnò letterariamente l’abbrivio della visione individualistica moderna: con intento programmatico, l’autore francese si impegnò nella disamina romanzata della fenomenologia sociale contemporanea, producendo la colossale Commedia umana. Francesco Fiorentino restituisce, nel suo saggio intitolato Balzac (Laterza), la vita poliedrica, la ricca aneddotica, la figura operosa e appassionata del genio letterario francese. recensione di Paolo di Paolo su Robinson.

Nell’epoca immateriale del digitale, il prolifico genere epistolare è destinato alla scomparsa. Fin che siamo in tempo, Donzelli pubblica Lettere a mia sorella di Vincent van Gogh (traduzione Franco Paris, David Scaffei), un volume che raccoglie 25 lettere che il pittore olandese scrisse alla sorella minore, Willemien. Figura malinconica, fragile e sensibile, Willemien era affine allo spirito di Vincent che fin dal 1887 le scrisse assiduamente. Recensione di Melania Mazzucco su Robinson.

Genere peculiare nell’era di mezzo, il Bestiario medievale inoltra lo sguardo in profondità immaginarie e reali, insinuandosi tra le pieghe teratologiche, chimeriche, teologiche e financo oniriche, del mistero naturale. Bestiario artico di Frank Westerman (Iperborea, traduzione Francesco Panzeri) invece ci mette sulle tracce del navigatore cinquecentesco Willem Barents (quello del Mare di Barents). Nel libro, Westerman racconta la storia di sette animali incontrati dall’esploratore nel suo ultimo viaggio: il narvalo, l’anguilla, la renna, l’oca colombaccia, il granchio reale, i lemming e l’orso polare. Un bestiario educativo nel tempo dell’Antropocene, tra i disastri naturali dell’emergenza climatica. Recensione di Enrico Franceschini su Robinson de la Repubblica.

Andrea Oddone Martin

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