Rassegna Stampa Libraria – 15 febbraio 2026
Nonostante il tasso di crescita della popolazione mondiale sia in costante ribasso (si tratta dell’incremento complessivo per unità di tempo) il numero di persone che abita il pianeta è in costante crescita e non tende a diminuire. Se nel 1927 la popolazione mondiale contava due miliardi, già nel 1974 era raddoppiata. Nel 2022 ha raggiunto gli otto miliardi e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione stima che nel non lontano 2043 raggiungerà i nove miliardi. Inimmaginabile l’incidenza di tali numeri su risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili, su infrastrutture e consumi di suolo, sull’inquinamento complessivo, sul consumo di energia, sullo smaltimento dei rifiuti organici e inorganici, come l’impatto sulle biodiversità. Altrettanto incontenibile l’avvento invasivo e sostitutivo delle tecnologie, soprattutto digitali e informatiche. Il romanzo d’esordio di Hugo Bertello, Notturno elettronico (TerraRossa Edizioni) nasconde dietro un plot surreale e divertente (una finlandese, un messicano, una coreana, un iraniano e un italiano si ritrovano a Helsinki e decidono di demolire ed annientare la rete mondiale di Internet) una ricca messe di riflessioni e citazioni derivate ad esempio dalle discussioni tra i personaggi, sull’intreccio tra scienza, filosofia, religioni, culture millenarie, sul tempo, sulla conoscenza, sulle idee fondamentali che regolano l’universo e la vita, e sulla consapevolezza dell’enormità di ciò che attualmente ancora non conosciamo, nonostante tutto. Recensione di Piergiorgio Paterlini su Robinson de la Repubblica.
Si intitola Tre nomi l’ultimo romanzo di Florence Knapp (Garzanti, traduzione Federica Merati), un romanzo di funzione educativa, diremmo pedagogica. La costante che attraversa l’intero libro è la violenza domestica, nelle sue molteplici declinazioni. Fin dall’inizio, siamo alle prese con il dispotismo abusante di Gordon, marito di Cora e padre di colui di cui a seguire si narreranno le tre possibili esistenze, legate al nome scelto dalla madre di volta in volta. Ogni vita del figlio presenterà la varietà della tavolozza della violenza domestica: fisica, psicologica ed economica. Nelle scene di maltrattamenti vengono descritte le modalità concrete in cui la violenza famigliare si manifesta e si sviluppa, realtà non immaginate dalla maggior parte di persone (per buona sorte, fortunatamente) ma che risultano decisamente famigliari a coloro che ne hanno avuto esperienza. Un libro utilissimo, per individuare con più sicurezza il confine tra autorità ed abuso. Recensione di Francesca Giannone su Robinson.
Spirano venti bellicosi nel mondo, ogni pretesto è buono per frustrare gli animi e aizzare animosità. Il fenomeno della guerra è una costante della storia dell’uomo, ma sfuggono le ragioni che sottendono questa costanza. A far chiarezza e a smontare luoghi comuni ci pensa l’analista geopolitico Manlio Graziano, nel suo Come si va in guerra. Propaganda, interessi, ideologie: cosa infiamma lo scontro tra potenze (Mondadori) approfondisce, discute, demistifica, individua e scarta ragioni storiche, interpretazioni generalizzanti, impulsi giustificanti quella tragedia che ispirò il black-humor di Pierre Desproges: «Il nemico è stupido. Pensa che il nemico siamo noi, e invece è lui!». Recensione di Stefano Montefiori su La Lettura del Corriere della Sera.
Per l’uomo di genio «gli errori sono i portali della scoperta» afferma Stephen Dedalus nell’Ulisse di James Joyce; talvolta, il pianista e compositore Thelonious Monk si rammaricava di aver commesso gli errori sbagliati; Domenico Starnone, nel saggio Il nocciolo solare dell’esperienza posto in esergo alla raccolta di opere di Luigi Meneghello dei Meridiani, si sofferma sul celebre avvio di un romanzo dello scrittore vicentino: «Libera nos amaluàmen», come sulla patologia di una contadina del Sud italiano, malata di «‘ntacca cardiaca». Errori sorgivi, da cui si dipartono innumerevoli possibilità altrimenti impedite, metafisiche diversamente occultate e verità probabilmente mancate. L’errore fonda infatti anche l’ultimo romanzo di Domenico Starnone, Destinazione errata (Einaudi) nel quale un messaggino telefonico inviato all’indirizzo sbagliato provoca sviluppi inattesi. Recensione di Gino Ruozzi sul Domenicale de il Sole 24 ore.
La recente narrativa della bolognese Marilù Oliva trova nella reinterpretazione del mito una delle sue principali radici. La prospettiva proposta da Oliva infatti, cerca di demolire il dispositivo narrativo mitico individuandone la funzione regolativa, normalizzante della marginalizzazione femminile, della violenza e del silenzio. Il mito stabilisce per secoli chi può parlare e chi no, chi può agire e chi deve essere sacrificato. Nel romanzo Via delle streghe (Solferino Libri), Oliva sostituisce la cronaca al mito ma si confronta comunque con il tragico nel momento in cui la violenza, una volta innescata, non è arginabile e non si può controllare. Esattamente come nel mito antico. Recensione di Carmen Pellegrino su La Lettura.
La pozione, tossica o miracolosa, è uno dei frequenti topos letterari, soprattutto del thriller. Come dimenticare infatti, la dimestichezza di Sherlock Holmes con la chimica e i composti nocivi ed eccitanti, le decine e decine degli assassinii per avvelenamento dei romanzi di Agatha Christie, il veneficio causa delle morti ne Il nome della rosa di Umberto Eco, solo per citare alcuni dei più famosi esempi. All’austriaca Klaudia Blasl va attribuito il merito di aver inventato il “giallo botanico”. Il suo Giardini, veleni e cadaveri (Emons Edizioni, traduzione Laura Locatelli) inaugura una trilogia di cui il virtuosismo botanico viene addirittura consigliato dalle riviste scientifiche, oltre che essere già insignito di premi per la letteratura naturalistica. Un noir venato di green. Recensione di Alessandra Iadicicco su La Lettura del Corriere della Sera.
Andrea Oddone Martin
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