Rassegna Stampa Libraria – 15 giugno 2025
Si dimostra ogni giorno che passa: le esigenze di un sistema gigantesco, inserito in un contesto economico internazionale, affastellatosi generosamente nel corso dei decenni, gradualmente intricato da rattoppi successivi di scarsa lungimiranza, regnano sovrane su qualsiasi volontà a dispetto di ogni propaganda. Carlo Marroni ha scritto Francesco. Il Papa che voleva cambiare la Chiesa. Segreti, scandali e nemici (Newton & Compton) un resoconto sull’operato del rivoluzionario Papa Bergoglio, le dinamiche interne conseguenti alle sue scelte coraggiose, l’originalità del suo metodo. Cosa resterà di cotanto impegno? Recensione di Marina Mojana sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Guido Mazzoni dà alle stampe il saggio, acuto e schietto, dal titolo Senza riparo (Laterza) nel quale dichiara senza mezzi termini come è mutato il valore attribuito alla libertà. A partire dal fallimento degli intenti illuministici i quali sostenevano l’emancipazione dalla tradizione autoritaria come origine di un uomo responsabile, cosciente e razionale, siamo giunti oggi alla declinazione individuale e non collettiva della libertà; inoltre, «il valore della libertà individuale non viene intesa come esercizio dei diritti politici, ma come possibilità di perseguire il proprio interesse particolare e assicurarsi un soddisfacente livello di consumi e di comfort». Una riduzione significativa riassunta dal mito nostalgico del «lavoro stabile e ben retribuito, niente stranieri per le strade». Visto il plauso odierno rivolto a politiche autoritarie sorge la domanda: abbiamo imparato qualcosa dalla storia? Recensione di Antonio Carioti su La Lettura del Corriere della Sera.
Del resto, se all’origine del mito e successivamente della filosofia, per risolversi nell’illusoria delega totale alla tecnologia, risiede la consapevolezza dell’eterno abisso sul quale irrimediabilmente pencola la fragilità umana e i conseguenti terrore, angoscia, thauma, possiamo comprendere la necessità di un’alternativa, pur artificiale. Talvolta, un irresponsabile si sporge oltre il bordo provocando l’ira degli Déi nel caso di Prometeo, o lo sgomento degli uomini nel caso dello scienziato russo Vladimir Demichov. Onestamente, il celebre chirurgo Christian Barnard non avrebbe potuto dare l’avvio alle pratiche di trapianto se non vi fosse stato il precedente corpus teorico e sperimentale di Demichov. Pur nel progresso della scienza, i metodi eterodossi di Demichov, provocarono l’imbarazzo generale. Lo scandalo gli procurò la condanna generale, la solitudine del negletto, l’emarginazione. Salvatore la Porta racconta la storia dello scienziato russo nel romanzo Demichov (il Saggiatore). Recensione di Demetrio Paolin su La Lettura.
Ma qual è la vera colpa di Prometeo? Probabilmente andata in scena ad Atene nel 460 a.C., il Prometeo incatenato di Eschilo (Edizioni Ares, traduzione Ezio Savino) rappresenta la punizione comminata da Zeus al titano. Sono diverse le figure che appaiono dinanzi a Prometeo in catene sulla rupe desolata: ai confini del mondo si mette in scena il dramma della condizione umana. Recensione di Armando Torno sul Domenicale.
Le teorie di Albert Einstein sulla relatività hanno indicato la dimensione spaziotemporale, soggetta ai mutamenti provocati dalle onde gravitazionali. Lo stesso Einstein era tuttavia scettico nel poter rilevare le onde gravitazionali, per il livello tecnico degli strumenti dell’epoca. Dopo circa un secolo, lo sviluppo delle tecnologie e dei metodi di rilevazione hanno individuato le onde gravitazionali teorizzate dal celebre scienziato. Matteo Barsuglia racconta la storia dell’avvincente scoperta in La rivoluzione delle onde gravitazionali (Hoepli). Recensione di Patrizia Caraveo sul Domenicale.
Nick Harkaway è figlio dell’indimenticato John le Carré, autore di romanzi di spionaggio tra i più letti. Nel suo La scelta di Karla (Mondadori, traduzione Sara Crimi, Laura Tasso) riesuma un personaggio del padre, l’agente segreto George Smiley. L’avvincente romanzo di Harkaway è più di un giallo in quanto, e proprio in questi tempi belligeranti, rievoca l’equilibrio di un conflitto «tra due idee di benessere del tutto opposte, che si potesse combattere entro certi limiti», l’equilibrio longevo della guerra fredda. Recensione Giancarlo de Cataldo su Robinson de la Repubblica.
La letteratura post-coloniale africana tratta notoriamente delle conseguenze culturali, economiche, personali, linguistiche, religiose, etc. della predazione europea. Lo scrittore africano Abdulrazak Gurnah, premio Nobel nel 2021, non manca di ambientare i propri romanzi a Zanzibar, sua terra natale. L’ultimo titolo, Furto (La nave di Teseo, traduzione Alberto Cristofori) non fa eccezione. Tuttavia, in questo libro insiste un elemento nuovo, un fattore infestante, vorace e miope: l’iperturismo. «Cosa vogliono da noi? Li si vede dappertutto, nei vicoli più stretti e nelle strade, sono lì a ficcare il naso in casa della gente, a guardargli in gola, accompagnati da uno dei nostri giovani spudorati che blatera sorridendo come una scimmia. Non hanno mari e spiagge nei loro paesi? Vengono qui con i loro modi sconsiderati ad aggiungere problemi a quelli che già abbiamo». Recensione di Viola Ardone su Robinson de la Repubblica.
Andrea Oddone Martin
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