Rassegna Stampa Libraria – 16 febbraio 2025
Vi è una stretta contiguità fra il riconoscimento di un’identità e la limitazione di un confine. Ciò si deve al rimando cognitivo di una concezione naturale di confine, dovuto a morfologie territoriali, a omogeneità culturali. Lo slogan “proteggere i confini” risuona nelle coscienze come difesa della propria identità. Paul Richardson insegna Geografia umana all’Università di Birmingham, nel suo Le bugie delle mappe. Gli otto miti della geografia che capovolgono la storia (Marsilio, traduzione Nausikaa Angelotti, Daniela Marina Rossi) si confronta con la geografia delle nazioni, delle sovranità, dei confini, delle spinte espansionistiche, degli errori nelle interpretazioni politiche, confutando ciò che potremmo definire “mito della difesa dei confini”. Giuseppe Sarcina intervista l’autore su La Lettura del Corriere della Sera.
La spinta edificante di un’Europa unita ha finora donato la pace a tre generazioni, nonostante il confronto serrato con il groviglio di egoistici interessi nazionali. Subisce ora, dopo settant’anni di percorso, uno sgonfiamento di principio ed è vittima dell’idea puerile di orpello burocratico. In definitiva, ha perduto lo slancio ideale dei padri fondatori. Nel suo Grande da morire. Come evitare l’esplosione dell’Europa, Sylvie Goulard (il Mulino) esprime con franchezza la decadenza dell’ispirazione nella governance europea, nell’orizzonte di un ampliamento mastodontico di adesioni future. Recensione di Alberto Orioli sul Domenicale de il Sole 24 ore.
In Italia si parla della crescita del numero degli occupati, sorvolando sulla qualità dell’occupazione praticata da almeno vent’anni in questo Paese. L’economista Raffaele Brancati e il sociologo Carlo Carboni curano il volume Verso la piena sottoccupazione. Come cambia il lavoro in Italia (Donzelli). Nel libro vengono raccolte più voci per descrivere una realtà di lavoro frammentato e vulnerabile, di sottoutilizzazione delle persone in ore, istruzione e competenze, nonché della stagnazione dei redditi da lavoro. Sarà ancora vero che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro? Breve presentazione del volume a pagina 5 de La Lettura.
La nostra epoca è segnata profondamente dalla disillusione, una delle conferme è indicata nella percentuale di persone che hanno progressivamente perso ogni fiducia nell’apparato politico e nello Stato in generale, in deciso e continuo aumento. La disillusione attraversa senza requie il romanzo Splendeva l’innocenza di Roberto Camurri (NN Editore), nel quale i protagonisti sono i quarantenni traditi dalle promesse del passato, che si è dileguato, dal nulla del presente e particolarmente: da quale futuro? Recensione di Chiara Fenoglio su La Lettura.
In effetti, mentre un tempo non troppo lontano le generazioni avevano un testimone da passare, oggigiorno si giustappongono in una diversità priva di possibile comunicazione. «Nella nostra quotidianità – scrive Stefano de Matteis recensendo il libro di Tim Ingold, Il futuro alle spalle. Ripensare alle generazioni (Meltemi, traduzione Nicola Perullo) – i nonni sono diventati un peso morto, analfabeti digitali, bisognosi di continuo sostegno tecnologico, buoni solo per la paghetta ai nipoti (e per la rata del mutuo); i genitori sono il più delle volte assenti perché impegnati a guadagnare e incapaci nel loro ruolo di guide; i giovani vivono senza passato in un presente senza prospettive, senza significati». In questo libro appassionato ed acuto, Ingold propone alcune pratiche per «reimparare ad accordarsi con gli elementi che sostengono l’intera esistenza, come hanno fatto i nostri antenati e come fanno tutt’ora piante e animali».
«Sti pagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive: nuje simmo serie… appartenimmo à morte!» recita il celebre componimento ‘a Livella. Nell’esuberante romanzo di Kevin Chen, Città fantasma (Edizioni E/O, traduzione Silvia Pozzi) i destini si incrociano in una cittadina insignificante nel centro di Taiwan. Ma sono destini terreni e soprannaturali: il romanzo è popolato da spiriti di trapassati come vuole la secolare tradizione della cultura del luogo. Destini dolorosi di una famiglia e delle sue ramificazioni. Marco del Corona intervista l’autore su La Lettura.
«L’arte si origina da una ferita, la letteratura nasce dal disadattamento: bisognerebbe farlo sapere – scrive Filippo la Porta nella recensione di Suicidi imperfetti di Fabrizio Coscia (Editoriale Scientifica) su Robinson de la Repubblica – ai molti italiani ansiosi di pubblicare un romanzo come fosse uno status symbol». Nel libro, Coscia perlustra le situazioni di 19 suicidi di artisti e scrittori, fra i quali Stefan Zweig, Virginia Woolf, Cesare Pavese, Marina Cvetaeva, percorrendone per quanto possibile il dolore originario.
E che dire dell’uno plurimo di Fernando Pessoa? Anzi, sono precisamente centoventisette gli alter ego eteronimi che hanno accompagnato la vita dello scrittore. Il mio nome è legione. Fernando Pessoa e gli Altri di Paolo Collo è un saggio che indaga sulle ragioni profonde di una formidabile dissipazione identitaria multipla. Strategie di sopravvivenza. Recensione di Michele Mari su Robinson.
Per sfuggire alla frustrazione, possiamo proiettare la nostra immaginazione negli spazi siderali sognando colonie sul pianeta rosso e visite turistiche extraterrestri, come certi personaggi del nostro tempo prospettano e ormai, grazie all’immorale consistenza dei loro capitali, sperimentano. Volare oltre il cielo. I segreti dell’esplorazione spaziale di Paolo Ferri (Raffaello Cortina) è concepito come un manuale che dalle nozioni di base passa a descrivere temi e missioni spaziali complesse, intercalando aneddoti ed esperienze di prima mano. Per la soddisfazione di ogni curiosità degli appassionati di razzi, astronavi ed orbite. Recensione di Luca Fraioli su Robinson.
Del resto, la consuetudine cui siamo a questo punto abituati ha reso gli spazi siderali meno freddi ed algidi, cominciano ad assumere tratti familiari, caldi e tutto sommato più rassicuranti. Samantha Harvey racconta nel suo Orbital (NN Editore, traduzione Gioia Guerzoni) la bellezza e le impressioni dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, durante le orbite percorse in un giorno. Recensione di Lara Ricci sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Andrea Oddone Martin
© RIPRODUZIONE RISERVATA

