Rassegna Stampa Libraria – 16 marzo 2025

Rassegna Stampa Libraria – 16 marzo 2025

La spinta nostalgica, violenta e consolatoria, ai nazionalismi corrisponde alla generale presa di coscienza dell’incapacità di determinare un presente ed un plausibile futuro aderenti alle autentiche necessità di ciascuno. Le elusorie prese di posizione verso una problematica reale e trasversale come l’emergenza climatica ne sono un clamoroso esempio. Non bisogna dimenticare l’inevitabile conflittualità nazionalista che ha comprovato, con secoli di tragiche e sanguinose lacerazioni, la necessità della costituzione dell’Unione Europea. Nel libro Nazionalismo 2.0, la sfida sovranista all’Europa integrata (Mondadori), lo studioso di politica comparata, docente di Scienza politica e ricercatore Sergio Fabbrini presenta un quadro articolato e puntuale, in una prospettiva al contempo interpretativa e propositiva. recensione di Sabino Cassese sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Il nostro futuro è già stato raccontato in maniera aderente agli intenti che possiamo rilevare tutt’oggi. Il primo antecedente si intitola Razzi amari di Stefano Disegni e Massimo Caviglia, un fumetto multimediale edito da Franco Cosimo Panini Editore nel 1992. A ruota, il secondo più celebre: The Matrix, il film scritto e diretto da Andy e Larry Wachowski nel quale si prefigura una realtà analoga a quella rappresentata nell’opera di Disegni e Caviglia. Tecnopolitica, come la tecnologia ci rende soldati di Asma Mhalla (add editore, traduzione Chiara Bongiovanni) analizza con lucidità, precisione e senza edulcorazioni la nostra quotidianità e le linee di potere che la determina. Recensione di Paolo Giordano, nel quale viene riportato un dialogo con Asma Mhalla su La Lettura del Corriere della Sera.

Al diavolo i saggi filosofici, le ricerche dei sociologi, l’opera degli intellettuali, della scienza e le analisi concrete: nella società dominata dalla logica dell’utile e dello “storytelling” bugiardo, solo la realtà di finzione può riportarci con i piedi per terra. Paradossalmente, se un tempo il romanzo spesso assolveva ad una funzione d’evasione oggi svolge sovente una funzione conoscitiva, è nel romanzo che si ritrova uno specchio della realtà vera. Nel libro Il romanzo, il reale e altri saggi di Philippe Forest (Rosenberg & Sellier, traduzione di Gabriella Bosco) si indagano le possibilità di una scrittura commisurata alla comprensione del mondo, rivolta alla meditazione sul reale. Recensione di Raffaello Palumbo Mosca sul Domenicale.

Ed è un fenomeno oramai più che confermato, quello delle persone giovani che oggi devono espatriare per poter immaginare un loro domani. Mario Capello dedica agli expat il romanzo Ospiti (Bompiani), dove con la misura di un linguaggio adeguatamente piano non rincorre l’exploit emotivo ma rende con coscienziosità la qualità umana delle vite emigrate, nello specifico a Stoccolma. Recensione di Demetrio Paolin su La Lettura.

Utilizzare termini inappropriati per identificare un preciso evento è divenuto costume comune. Il risultato è una completa distorsione del significato originario, una specie di depistaggio cognitivo. Ma non possiamo confondere l’autentica amicizia con “l’amicizia” del social digitale, oppure il sopruso di una cultura maschilista con un fenomeno storicamente ben definito come il patriarcato. Ci soccorre la puntualità di Fabrice Tassel e del suo Sembrano uomini (Carbonio Editore, traduzione Francesca Bononi) Protagonista di questo noir di taglio sociale è Dominique Bontet, giudice istruttrice di una piccola regione della Bretagna. «È un ritratto della società odierna – scrive Michela Marzano nella recensione su Robinson de la Repubblica – dove le relazioni si sgretolano tra incomprensioni, silenzi e compromessi. Una riflessione sulla difficoltà di comunicare e costruire legami autentici».

Il mare non bagna Napoli, recitava un titolo di Anna Maria Ortese; Perduto è questo mare è il titolo dell’ultimo libro di Elisabetta Rasy (Rizzoli). Sullo sfondo della città di Partenope, uno struggente romanzo autobiografico e una potente riflessione sul concetto di paternità. Antonio Gnoli intervista Elisabetta Rasy sulle pagine di Robinson.

I cinema stanno lentamente scomparendo, è il momento delle memorie di un’epopea e dei suoi eroi: Hollywood. È uno di quei prodi immortali a narrare i fasti di un’avventura cinematografica irripetibile in C’era una volta Hollywood (Settecolori Edizioni, traduzione Claudio Gallo). David Niven in questo libro di memorie rievoca aneddoti e colleghi come, tra gli altri, Greta Garbo, Clark Gable, Errol Flynn, Charlie Chaplin. Recensione di Alberto Anile su Robinson de la Repubblica.

Andrea Oddone Martin

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