Rassegna Stampa Libraria – 19 dicembre 2021

Rassegna Stampa Libraria – 19 dicembre 2021

Chiunque lo può constatare ormai, toccare con le proprie mani: i figli hanno meno benessere e prospettiva economica di chi li ha preceduti. Si presenta un vero e proprio dramma sociale. Prese di posizione? Nessuna. Reazioni reali e costruttive? Nessuna. Chiacchere? Troppe. Forse troppo impegnati a raschiare il barile oppure troppo terrorizzati per un’osservazione onesta? Coincidente alla difficoltà, una delle cause è sicuramente da individuare nella condizione di solitudine a cui ci ha condannato la società (anche tecnologica) in questi ultimi trent’anni. La pandemia ha solo accelerato alcuni processi degenerativi della nostra società, denominati da Noorena Hertz “recessioni sociali”. Nel suo ultimo Il secolo della solitudine. L’importanza della comunità nell’economia e nella vita di tutti i giorni (il Saggiatore, traduzione Luigi Muneratto) descrive minutamente ed analizza il fenomeno, nelle sue ricadute sociali, economiche e politiche. Recensione di Marco Onado sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Leggende metropolitane? Complottismi? Cure miracolose? L’intera storia dell’uomo è costellata da atteggiamenti fraudolenti. Non è raro che raggiungano vertici manipolativi nel sostenere illusioni e desideri, e quindi si incarnino nella tradizionale figura del ciarlatano. Neri Pozza ripubblica un classico del 1937, Il potere del ciarlatano di Grete de Francesco. Un testo che ci fa capire quanto importante sia l’ampiezza della cultura (autentica, non quella degli attestati, spesso anche universitari) assieme allo sviluppo dell’abilità nell’esercizio del pensiero critico svincolato dai pregiudizi, anche e soprattutto al giorno d’oggi. Recensione di Gilberto Corbellini sul Domenicale. Le parole e la sintassi del linguaggio che usiamo quotidianamente non sono neutri nei confronti del nostro modo di pensare. La proprietà di linguaggio in un mondo che cambia troppo velocemente è necessaria, ci ha pensato una equipe intellettuale fornendo l’Abbecedario del postumanismo (Mimesis, introduzione di Roberto Marchesini). Le curatrici di questa raccolta di saggi, Elisa Bajoni, Lidia María Cuadrado Payeras e Manuela Macelloni sono consapevoli che un linguaggio nuovo e aggiornato sia l’unica possibilità che ha la comprensione di aprirsi a una realtà diversa da quella che ha generato il vocabolario tradizionale. La recensione di Fabio Deotto su La Lettura del Corriere della Sera ne approfondisce ampiamente alcuni importanti aspetti.

È nella letteratura che il linguaggio e il mondo si riconoscono profondamente, ancor più profondamente nella letteratura mitologica. Daniel Mendelsohn, nel suo ultimo Tre anelli. Una storia di esilio, narrazione e destino (Einaudi, traduzione Norman Gobetti) approfondisce l’opera di tre importantissimi letterati esuli: Erich Auerbach, Winfried Georg Sebald e Fénelon imperniando le sue riflessioni sulla vicenda omerica. Sono due le recensioni su La Lettura, sia Alessandro Piperno che Mauro Bonazzi scrivono ampiamente del libro di Mendelsohn. «La tua vita sarà finita quando non avrai più nessuna storia da raccontare» affermava un celebre bluesman, la narrazione ci costituisce e ci salva. Ce lo insegna anche L’inventore di storie di Charles Lewinsky (SEM Società Editrice Milanese, traduzione Valentina Tortelli). Ambientato nel medioevo, il libro è scritto dal ragazzino Sebi mentre descrive semplicemente la propria vita e ci trasporta con arte in un’atmosfera narrativa tangente alla fiaba. Recensione di Annachiara Sacchi su La Lettura. Il valore formativo delle fiabe, antiche e moderne, è più che confermato. Adelphi ripubblica il volume Zlateh la capra e altre storie, raccolta d’invenzione illustrate da Maurice Sendak di quel gran narratore di Isaac Bashevis Singer, pubblicata in America nel 1966. Recensione di Susanna Nirenstein su Robinson de la Repubblica. Ogni tradizione ha il suo repertorio fiabesco, esce per Iperborea la raccolta Fiabe Finlandesi (traduzione Giorgia Ferrari e Sanna Maria Santin) recensita da Dario Pappalardo su Robinson. La raccolta La più bella del reame di Maria Tatar (Donzelli, traduzione Bianca Lazzaro e illustrazioni Cinzia Ghigliano) riunisce le fiabe di ventuno paesi, tutte rivolte alle complessità del rapporto tra madre e figlia. Recensisce il volume Michela Marzano sulle pagine di Robinson.

È una giusta considerazione, quella di Vanni Santoni mentre recensisce due volumi: Il mestiere dello scrittore di John Gardner (Marietti 1820, traduzione Cinzia Toffani, introduzione Raymond Carver e premessa di Davide Rondoni) e Teoria della Prosa di Ricardo Piglia (Wojtek, a cura di Federica Arnoldi e Alfredo Zucchi, traduzione Loris Tassi): «i manuali di scrittura hanno pian piano divorato la sezione un tempo dedicata alla critica letteraria». Premesso che l’usma dello scrittore è in voga da molto, molto tempo, la mancanza di una critica colta e impegnata emerge dalla qualità diffusa delle scritture odierne, anche “di grido”. Indaffarati ad applicare le accurate indicazioni delle scuole di scrittura e dei relativi manuali, gli illusi scrittori ci illudono professionalmente con le loro vuote pubblicazioni. Che nostalgia degli scrittori della domenica, che non pretendevano nulla da quella che per loro era un’attività personale e, prima di tutto, privata. Un esempio? Italo Svevo, uno qualunque…

È un romanzo, ma di finzione ha ben poco Beati gli inquieti di Stefano Redaelli (NEO Edizioni). Si tratta del resoconto che il narratore porta con sé dopo aver trascorso una settimana a stretto contatto con la sofferenza psichica, come ospite di una struttura psichiatrica. Un libro che ci fa apprezzare la labilità del confine tra normalità ed eventi psicotici, che ci avvicina al prossimo e a noi stessi. Lo recensisce Demetrio Paolin sulle pagine de La Lettura del Corriere della Sera.

Andrea Oddone Martin

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