Rassegna Stampa Libraria – 19 gennaio 2025

Rassegna Stampa Libraria – 19 gennaio 2025

Dopo lunghi mesi di navigazione, i marinai di Cristoforo Colombo avvistarono all’orizzonte la terra segnata sulle carte nautiche che consultavano giornalmente. Si trattava di un’illusione, una situazione analoga alla storia vera che ha ispirato Peng Shepherd nella scrittura del brillante romanzo I cartografi (Ne/oN Libri, traduzione Sara Marzullo): nello stato di New York, l’illusione di una carta stradale della Esso determinò concretamente un nuovo insediamento umano, Agloe. Recensione di Alberto Anile su Robinson de la Repubblica.

Quale livello prioritario può presentare alla nostra mente una concreta realtà oppure la rappresentazione della stessa? Sono le immagini a determinare la realtà oppure la realtà determina le immagini? Che qualità di influenza esercita l’immagine nella nostra mente? L’impulso umano alla raffigurazione è fuor di dubbio, gli studi in merito coinvolgono da tempo antropologhi, psicologi sociali, neuroscienziati, paleontologi, biologi, archeologi cognitivi. Paleoestetica, alle origini della cultura visuale di Michele Cometa (Raffaello Cortina) percorre duecentocinquantamila anni di storia incrociando neuroscienze e studi culturali nell’indagine sul bisogno umano di raffigurare. Recensione di Serenella Iovino su Robinson.

Cosa vediamo quando guardiamo una fotografia? Lo scrittore e pittore britannico John Berger riflette in Capire una fotografia (il Saggiatore, traduzione Maria Nadotti, cura Geoff Dyer) sul significato delle immagini e sulla nostra capacità percettiva. «Le macchine fotografiche – scrive Berger – sono scatole per trasportare le apparenze. Le fotografie sono raffigurazioni non impregnate di esperienza e di consapevolezza, sono citazioni di apparenze». Recensione di Marco Belpoliti sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Nella nostra società dello spettacolo, apparire è imperativo. Obbligatorio apparire ad un maggior numero di occhi, pena l’inesistenza. Tecniche di nascondimento per adulti di Carmen Gallo (Italo Svevo Edizioni) e L’arte di vivere nascosti. Piccolo manuale epicureo di Stefano Scrima (il melangolo) sono due libri che si pongono coraggiosamente in controtendenza, contro la dittatura della visibilità nel ribadire la necessità (ed il piacere) di essere. Recensione di Paolo Albani sul Domenicale. Ascoltare veramente la musica significa comprenderne le forme e il linguaggio.

Nel suo Le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach (Astrolabio, traduzione Diego Procoli) Peter Williams offre l’opportunità a ciascuno di approfondire questo inesauribile monumento all’umanità. Recensione di Federico Capitoni sul Domenicale.

In tempi di chat, pseudo-social digitali, fotoscatti-invio compulsivi, videomaker-registi-influencer, ci sarà ancora qualcuno che appoggia la penna su un foglio di quaderno per meditare, raccontare, soprattutto per scandire il pensiero. Speriamo di sì, sarebbe l’unica possibilità di aver contezza di testimonianze altrimenti non recuperabili (i prodotti tecnologici invecchiano e muoiono velocemente). Altrimenti non avremmo il prezioso Diario 1935-1944 di Mihail Sebastian (Castelvecchi, cura Mauro Barindi, Horia Corneliu Cicortas), un enorme affresco della mondanità di Bucarest, nella Romania del periodo compreso tra la fine della Grande Guerra e la seconda guerra mondiale. Pietra miliare letteraria, testimonianza diretta e non mediata da revisioni storiche. Recensione di Pablo Maurette su Robinson.

«Chi può accettare una guerra? Gente annoiata e ridicolmente romantica, che sente la mancanza dell’azione e dell’avventura» dice quella creatura kafkiana di Luis Landero, quel Marcial Pérez Armel protagonista di Una storia ridicola (Fazi, traduzione Giulia Zavagna). «sì, di ridicoli marcialitos ne ho conosciuti – ammette Luis Landero nella recensione di Virginia Nesi su La Lettura del Corriere della Sera – il ridicolo ha origine nel solenne: Icaro è ridicolo mentre cerca di arrivare al sole con le sue ali di cera, sono ridicoli i costruttori della Torre di Babele mentre sovrappongono i mattoni per arrivare al cielo, lo è il politico che lotta per il potere, lo youtuber, lo sportivo, lo scrittore… Sembra che la nostra specie non riesca mai ad accettare la sua umile condizione umana». Ci viene in mente il cinema di Woody Allen, chissà perché…

Andrea Oddone Martin

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