Rassegna Stampa Libraria – 19 ottobre 2025
«Secondo un mito – scrive Giorgio Manganelli nel trattatello ipotetico dedicato alla notte, Catatonia notturna (Nino Aragno Editore) – ella allora, e sol allora, inventò sé stessa come notte, e si avvolse nella propria oscurità di sé e fuggì nel deserto del proprio nulla, mentendo a sé medesima perché neppure da sé stessa si riconoscesse; e così perfetta a codesta simulazione e dissimulazione, che la notte restò perduta in sé medesima». Mai fidarsi delle donne insonni di Annabel Abbs (Einaudi, traduzione Federica Aceto) racconta l’esperienza di un’insonnia cronica seguita ad un triplice lutto. La trasformazione e il superamento nel sé notturno, protetto dall’invisibilità dialogante ed allucinata, popolata da una schiera di insonni celebri: Virginia Woolf, Emily Dickinson, Simone Weil, George Sand tra le altre. Recensione di Serenella Iovino su Robinson de la Repubblica.
Il silenzioso manto notturno viene traforato fittamente da luminosità stellari mentre l’attraversa, con nobile incedere, la Luna. Da sempre, l’umanità ha investito immaginario, sentimento e scienza sull’algido satellite terrestre. La nostra luna di Rebecca Boyle (Aboca, traduzione Laura Colosso) è un corposo saggio nel quale la giornalista scientifica americana descrive ogni versante interpretativo sulla Luna. Biologia, evoluzione, geologia, astronomia, scienze collegate, interpretazioni religiose, filosofiche e poetiche, calendari antichi e moderni, a supporto del ritratto storico di un’umanità con lo sguardo rivolto al satellite lattiginoso. Recensione di Marco Belpoliti su Robinson.
La creatività e lo sguardo sensibile di Giuseppe “Pupi” Avati, riconosciuto regista ma anche sceneggiatore e scrittore italiano, ha abbracciato l’umanità del secondo Novecento. La cifra dei suoi film, pur conservando sempre un intreccio narrativo peculiare, è nella delicata quanto puntuale osservazione delle qualità, delle emozioni, dello spessore umano nelle tensioni e negli affetti, nella tipicità dei personaggi. Il regista dà alle stampe il volume autobiografico intitolato Rinnamorarsi (Solferino Editore), dedicato alla moglie Amalia. Un autobiografismo, quello di Avati, che predilige il tono minore, quasi l’autocommiserazione: è una giocosa autoflagellazione che corrobora la sterminata aneddotica. Antonio Gnoli intervista Pupi Avati su Robinson de la Repubblica.
Andrea Oddone Martin
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