Rassegna Stampa Libraria – 2 marzo 2025

Rassegna Stampa Libraria – 2 marzo 2025

I resoconti scientifici dell’etologia delineano la comprensione del vivente naturale. Il metodo delle osservazioni scientifiche certifica la conoscenza acquisita ma, nel caso di prolungata condivisione tra lo scienziato osservatore e l’animale oggetto della ricerca, risulta impossibile limitare un sapere, una conoscenza derivata dall’intuizione. Nel libro Alfie e io. Quello che i rapaci sanno, quello che gli umani credono di Carl Safina (Adelphi, traduzione Isabella C. Blum) viene descritta l’esperienza di osservazione di un piccolo rapace, una femmina di assiolo americano orientale chiamato Alfie. Ancora cucciolo, Alfie viene soccorso in fin di vita, curato e osservato in libertà durante la sua naturale crescita, riproduzione. Nel libro viene inoltre descritta l’esperienza dello scienziato osservatore, uno sviluppo progressivo che porta alla luce nella massima evidenza ciò che la frattura tra scienza e Natura risalente alla filosofia greca ha radicalmente espunto: la realtà del vivente si costituisce come una vera e propria ragnatela relazionale, in cui ogni specie precisa un nodo determinante per l’integrità ecosistemica universale. «Alfie è stata per me – afferma Carl Safina – un’artefice di connessione, di unificazione, non solo tra certi aspetti del suo mondo e del mio, ma anche fra me stesso e il mondo». Recensione di Danilo Zagaria su La Lettura del Corriere della Sera.

Le culture arcaiche hanno consolidato un’approfondita conoscenza dello psichico rendendone immagini icastiche e funzionali. Sùrbile è una strega della peggiore schiatta per la tradizione nuorese, perpetra il male succhiando l’energia vitale delle persone buone riducendole a un guscio vuoto. Esattamente la definizione odierna della manifestazione psicopatologica del “narcisista maligno”. Il romanzo Istella mea di Ciriaco Offeddu (Giunti) racconta la lunga e dolorosa battaglia tra il male della sùrbile e l’amore della giovane Rechella. L’immaginario arcaico percorre anfratti inconsci evocando reali fantasmi. Recensione di Patrizia Violi su La Lettura.

Fantasmi reali, spesso mostruosi eventi antichi, rimossi e controllati nella ripetizione dell’abitudine. Vive nella tranquilla ritualità quotidiana, la protagonista sessantenne del romanzo Ripetizione di Vigdis Hjorth (Fazi, traduzione Margherita Podestà Heir) fino a quando, al concerto di Natale, si trova seduta accanto una ragazza adolescente, evidentemente infelice, e i suoi genitori. Il campo di tensione che sprigionano è così forte da trascinare la protagonista nell’inferno dell’adolescenza in una famiglia abusante. Genitori che, dietro l’apparente normalità, nascondono l’incapacità di cura autentica, di riconoscere colpe e accettare responsabilità, campi minati di non detti e di emozioni represse, inferni di violenza visibile e invisibile. «Mi cacciarono via per poi incolparmi di essermene andata». È in quel momento che la protagonista ricorda tutto, un tutto di vissuti contraddittori e di sofferenza troppo orribile da dire apertamente. Recensione di Benedetta Tobagi su Robinson de la Repubblica.

La letteratura come gestione del rimosso: ogni opera di Thomas Mann è la storia di un cedimento interiore, del crollo personale, dell’io spezzato dall’insostenibilità del rimosso. In Thomas Mann, la vita come opera d’arte, Hermann Kunzke (Carocci, traduzione Anna Ruchat) si immerge totalmente nella vita e nell’opera dello scrittore tedesco, un imponente lavoro di scavo che restituisce il profilo del celebre autore nella sua luce autenticamente incongruente. Recensione di Paolo di Paolo su Robinson.

La letteratura, l’accuratezza linguistica scava nella memoria, garbuglia riferimenti razionali e puro immaginario, sollecita intuizioni improvvise nello sfarfallio di un’immagine apparsa negli aggettivi di una frase, scuote l’anima nel ritmo narrativo, nella sensazione complessa di presenti sovrapposti. Si svolge in una giornata, il romanzo Giorno di risacca di Maylis de Kerangal (Feltrinelli, traduzione Maria Baiocchi). Una mattina di novembre viene trovato il corpo di un uomo ammazzato, sul mare di Le Havre in Normandia. Recensione di Antonella Lattanzi su La Lettura.

La letteratura scandaglia coscienze nel vissuto delle esperienze, ma la ricerca scientifica non ha tutt’oggi identificato ciò che il termine coscienza indica. In Coscienza artificiale, come le macchine pensano e trasformano l’esperienza umana, Lorenzo Perilli (il Saggiatore) riflette sullo stato di fatto dell’AI, proponendo ipotesi, prospettive, futuri distopici ma non dimentica l’elemento umano: «siamo rimasti una specie indottrinabile, aggressiva e incline alla dominanza. Il problema siamo noi, non l’AI». Recensione Gilberto Corbellini sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Al giorno d’oggi, in cui perfino la fotografia ha perso ogni margine di attendibilità e le affermazioni di un balordo in primo piano sono sufficienti a manipolare realtà riconosciute e comprovate, è impossibile la certezza del vero. Ma nell’antichità? Adriano Prosperi, in Cambiare la storia. Falsi, apocrifi, complotti (Einaudi) dimostra, con l’esempio di quattro celebri casi di falsificazione, che il falso diventa vero quando risponde ad un bisogno diffuso. Recensione di Massimo Bucciantini sul Domenicale.

Esiste un longseller che rivaleggia con la Bibbia e con Omero, si chiama Re Artù. Francesco Marzella, nel suo Re Artù (Laterza) confeziona una biografia letteraria del ciclo arturiano, sviluppatosi nel tempo in complesse fasi e per diverse mani a partire dal VI secolo. Un ciclo avventuroso e suggestivo che popola da secoli l’immaginazione occidentale. Recensione di Claudio Lagomarsini sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

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