Rassegna Stampa Libraria – 20 settembre 2026
L’arte nobile dell’architettura corrisponde idealmente al concretizzarsi reale, al massimo grado qualitativo, dei modelli di civiltà. In ogni dettaglio del manufatto si rende evidente l’idea fondante del mondo restituita dalla sapienza dell’architetto. Oppure del committente, come comprova l’architettura industriale e civile definita al tempo dalla volontà di Adriano Olivetti. La ricerca avviata nel 1991 da Laura Olivetti e Giovanni Maggia giunge al terzo volume, dedicato alle architetture rimaste allo stato di progetto. Architetture olivettiane a Ivrea. I progetti non realizzati di Daniele Boltri ed Enrico Papa (Archivio Cattaneo Editore), recensione di Paolo Bricco su Domenica de il Sole 24 ore.
Una delle innumerevoli dimostrazioni della fallacia del motto “volere è potere” si trova nel cuore della Sicilia, in quel di Borgo Schisina e nei suoi insediamenti satelliti, i Villaggi Schisina. Partiti come volontà del regime di ripopolare di contadini la montagna messinese, queste infrastrutture urbane, fornite di ogni genere di attrezzatura, non furono mai abitate, neppure nell’avvicendarsi di potenti volontà politiche, fino agli anni Sessanta. Unici testimoni della vicenda, i ruderi rimasti e il volume Nell‘isola che non c’è. Guida ai borghi fantasma della Sicilia di Beniamino Biondi (il Palindromo editrice) che ne ripercorre puntualmente la storia. Recensione anche fotografica di Marco Bonarrigo su La Lettura del Corriere della Sera.
Iduna Editrice ripropone le cinque meditazioni sull’esistenza del filosofo russo Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev nel libro L’io e il mondo (prefazione di Paolo Mathlouthi). Tra le riflessioni, Berdjaev sottolinea l’errore principe della modernità sintetizzato nel Cogito ergo sum cartesiano. In realtà «non è che io esista perché penso – afferma Berdjaev – ma penso perché esisto». Meditate gente, meditate… Recensione di Armando Torno su Domenica.
L’obbligo coatto alla comunicazione odierna viene filtrato dalle riflessioni di un professionista del settore. Giacomo di Girolamo è direttore di Tp24.it e Rmc 101 ed è l’autore di La vita in verticale (il Saggiatore), un’articolata summa di esperienza dai lucidi risvolti: l’apparente vivacità della comunicazione, anche mediata dalla popolarità Social, conduce ineluttabilmente all’apatia. Recensione di Orazio Labbate su La Lettura.
La retorica della responsabilità ambientale, civile, economica verso i posteri omette nascondendo realtà tutt’altro che responsabili, con le quali i posteri non potranno fatalmente confrontarsi. Lo scrittore statunitense George Saunders ha escogitato uno stratagemma letterario che invece permette ai posteri di confrontarsi direttamente con un presente temporalmente disassato. In Veglia (Feltrinelli, traduzione Cristiana Mennella) la protagonista Jill deve prendersi cura di un magnate del petrolio. Jill è l’incarnazione cosciente di colei che è scomparsa nel 1976 ed ora è di nuovo presente al capezzale di un orrendo ed avido plutocrate morente. Le contraddizioni distruttive salgono alla vista, ma rimane l’impossibilità di un agire tempestivo, resta lo sconforto dell’impotenza. Recensione Paolo di Paolo su Robinson de la Repubblica.
La riduzione scientifica della regione dello sconosciuto porta ricorrentemente a interpretazioni funzionalistiche, a pratiche linneane di catalogazione e a sterili giacenze museali. È così che una selezione dell’intero universo culturale del “magico” viene illustrato in Ars magica. Una storia in 20 oggetti di Marina Montesano (Carocci). Recensione di Hans Tuzzi su La Lettura.
In un celebre inciso sulla lettura, Umberto Eco affermò che la differenza tra chi leggeva e chi no si noterebbe allo scoccare del settantesimo anno d’età. A quel punto, chi non leggeva avrebbe vissuto solo una vita, la propria. Mentre colui che leggeva avrà vissuto almeno cinquemila anni, poiché la lettura è un’immortalità retrospettiva. Il protagonista del romanzo Camera singola di Marco Cassardo (Mondadori) è invece un lettore difensivo: i libri per lui sono baluardo, strumento di elusione della multiformità incontrollata della vita. Recensione di Ermanno Paccagnini su La Lettura.
Anche Sybil, protagonista del romanzo Tutte le mattine di Sybil di Virginia Evans (Rizzoli, traduzione Giuseppina Oneto), tenta di esercitare un controllo sulla propria vita, ma non leggendo. Sybil infatti, settantatreenne borghese, colta, bianca e benestante, farcita di pregiudizi e privilegi, da sempre per almeno tre giorni alla settimana scrive lettere. Il suo indirizzario è vastissimo e stratificato, dai figli ai vicini di casa, dal ricercatore coinvolto nella sua indagine di provenienza agli ex colleghi, all’ex marito, al fratello, etc. «Questo libro conquista chi lo legge, – afferma Cinzia Scarpino nella recensione che troviamo sulle pagine di Domenica – il segreto risiede nell’idea stessa che, in un mondo iperconnesso, la scrittura materiale delle lettere sia ancora possibile e continui ad alimentare le relazioni umane».
Cosa sono gli incunaboli? Si tratta dei libri realizzati con la tecnica della stampa a caratteri mobili metallici tra la data di pubblicazione della Bibbia 42 linee di Gutenberg, individuata intorno al 23 febbraio 1455 e il termine del 31 dicembre del 1500. Vengono anche definiti Quattrocentine, e sono una preziosa testimonianza aurorale della radicale trasformazione culturale che investì il vecchio continente. Giancarlo Petrella, dopo aver censito gli incunabola di due biblioteche centrali di Napoli, l’Universitaria e la Biblioteca dei Girolamini, dà alle stampe il censimento degli incunabola custoditi in luoghi minori, appartati, talvolta esclusivi. Un viaggio bibliografico puntiglioso, preciso, affascinante e ricco intitolato Patrimonio “diffuso”. Gli incunaboli delle biblioteche di Napoli (Editrice Antenore). Recensione di Massimo Gatta su Domenica de il Sole 24 ore.
Andrea Oddone Martin
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