Rassegna Stampa Libraria – 24 ottobre 2021

Rassegna Stampa Libraria – 24 ottobre 2021

Sovente accade di avere scarsa considerazione del patrimonio culturale; uno dei principali motivi è il fatto di esserne quotidianamente circondati. La consuetudine rimpicciolisce l’eccezionalità. Negli Stati Uniti, monumenti ottocenteschi sono custoditi con una cura straordinaria e godono di un prestigioso immaginario collettivo. Diversa la situazione in Italia, dove imbattersi in una testimonianza artistica dell’antichità è generalmente la normalità. Probabilmente, immaginarci abitanti di un altro pianeta ci aiuterebbe a riconsiderare lo stato attuale della nostra Terra, dell’attuale squilibrio della natura. Il punto di vista del personaggio disegnato da Leo Ortolani, protagonista del suo ultimo Blu tramonto (Feltrinelli Comics) è Marte, dove effettivamente il colore del tramonto del sole è tra l’oltremare e l’indaco. Un bell’incentivo alla nostra immaginazione ecologica; stimolante intervista di Chiara Severgnini a Leo Ortolani su La Lettura del Corriere della Sera. Un settore dove si concentra maggiormente lo sviluppo tecnologico è quello dell’intelligenza artificiale. Sono già numerose le tecnologie a disposizione del grande pubblico, ad esempio Alexa, Siri, Cortana: l’intelligenza artificiale viene considerata una delle pratiche dello sviluppo sostenibile che dovrebbe fronteggiare l’emergenza climatica. Di opinione nettamente contraria, Kate Crawford. Accademica, capo ricerca Microsoft, presenta una documentata relazione dove si dimostra che l’IA è tutt’altro che sostenibile. Il libro è pubblicato da il Mulino e s’intitola Né intelligente né artificiale (traduzione di Giovanni Arganese). Recensione di Giancarlo Bosetti su Robinson de la Repubblica.

Due testi che riepilogano e riflettono sul passato e il presente del capitalismo, sui motivi della crisi e sulle prospettive plausibili. L’illusione liberista di Andrea Boitani (Laterza) e Capitalismo. Il futuro di un’illusione di Fred L. Block (il Mulino, presentazione di Emanuele Felice). Ne scrive Alberto Orioli sul Domenicale de il Sole 24 ore. Per investire nel futuro è necessario riaccendere l’attenzione verso i valori universali, spesso resi opachi dalle consuetudini. È ciò che ci propone David Almond, rivolgendosi ai lettori più giovani, riscoprendo la speranza, l’amore, la vulnerabilità, il coraggio, l’immaginazione, l’amicizia. Il suo ultimo La guerra è finita è pubblicato da Salani (traduzione di Giuseppe Iacobaci, illustrazioni di David Litchfield), ne scrive Ilaria Zaffino su Robinson. Nel romanzo La balena alla fine del mondo (Bollati Boringhieri, traduzione di Simona Garavelli) scritto nel 2015 ben prima del Covid-19, lo zoologo John Ironmonger immagina gli esiti disastrosi di una pandemia, dalla quale si salva un unico villaggio. La recensione di questo libro profetico è di Giulia Ziino su La Lettura.

È l’immutabile destino dei profeti, quello di essere respinti come eretici, nemici, traditori, imbroglioni, sabotatori, pazzi. Lo storico Adriano Prosperi dedica la raccolta di saggi intitolata Eretici (Quodlibet) ai non allineati all’ortodossia, a coloro che hanno esercitato una vera libertà di coscienza. Presentazione di Michaela Valente su La Lettura. Ed è altrettanto invariabile, il destino delle opere capitali. Quello di essere oggetto di interpretazioni che, pur nel rischio del travisamento, si impegnano in riletture armonizzate alle mentalità correnti. Se l’intento è onesto e colto, apre scorci inediti e favorisce orizzonti edificanti. È questo il caso de Le selve di Dante. Piante sacre e boschi fatali nella Divina Commedia di Alberto Casadei (Aboca). Recensione di Giuseppe Lupo sul Domenicale. Caso al quale si aggiunge Dal tamburo mangiai, dal cembalo bevvi… Lo stato mistico e altre questioni di antropologia spirituale di Elémire Zolla (Marsilio, a cura di Grazia Marchianò) presentato dal saggio di Paolo Zellini che troviamo sulle pagine de La Lettura.

La scrittura di sé ha il connotato dell’autoriflessione, la meno personale possibile per incontrare sé stessi, lucidamente. L’irlandese Megan Nolan, nel suo Atti di sottomissione (NN edizioni, traduzione di Tiziana lo Porto), riesce a raccontarsi senza autocompiacimento, affrontando schiettamente le contraddizioni del mondo femminile, evitando moralismi e schemi di comodo. Recensione di Leonetta Bentivoglio su Robinson. Il perseguimento della chiarezza, la necessaria comprensione della qualità della nostra vita si auspica venga intrapresa fin dal nucleo famigliare d’origine. Infatti, riconoscere le prigioni delle disfunzionalità famigliari è fondamentale per potersene emancipare. Compito arduo e solitario, nel quale sicuramente alcuni libri si rivelano insostituibili. La meridiana di Shirley Jackson (Adelphi, traduzione di Silvia Pareschi) è un libro che spinge il lettore a spostare il proprio punto di vista sulle situazioni, sulle persone, a vederle nitidamente. Ne scrive Cristina Taglietti su La Lettura. Oggi, il concetto di benessere viene generalmente rifilato come controparte del concetto opposto, e ciò è stato anche per la psicologia degli anni settanta. Le dimensioni cliniche del disagio mentale si impegnavano in prevalenza sul versante del sollievo dalla sofferenza (subita o provocata). L’atteggiamento odierno è completamente mutato grazie all’influenza dell’evoluzionismo sullo sviluppo delle scienze cognitive, che peraltro sono assai progredite. Lo studio di Chiara Ruini, Psicologia positiva e psicologia clinica. Una prospettiva integrata (il Mulino) ci aggiorna sulla posizione attuale della cura psicologica. Ne scrive Paolo Legrenzi sul Domenicale, ricordandoci una delle massime di Rudolf Arnheim: «L’assenza di malattia mentale non è un indicatore sufficiente di benessere mentale».

Il Cinquecento italiano è stato indubbiamente il momento nel quale si sono determinate le basi di ciò che definiamo epoca moderna, ma non è nato sul nulla. Già fin dal XII secolo si concretizzano gli antecedenti, e prendono la forma di urbanistiche, di architetture che con la loro presenza testimoniano ancor oggi la ricchezza della vitalità italiana dell’epoca. Nel volume L’architettura italiana nel Duecento (il Mulino), Carlo Tosco ci conduce nel pieno del luminoso Medioevo italiano; recensione di Marco Carminati sul Domenicale.

Andrea Oddone Martin

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