Rassegna Stampa Libraria – 25 maggio 2025
Quel che il lettore si aspetta da un thriller è il ripristino dell’ordine in un mondo caotico e segnato dalla ferita dello scandalo: l’oltraggio del crimine. Lisa Jewell è una professionista del genere, ma nel suo ultimo La verità su Josie Fair (Neri Pozza, traduzione Giovanni Zucca) tradisce il classico fondamento. L’esistenza anonima di Josie Fair si confronta con la celebrità della podcaster Alix Summer, conosciuta durante i festeggiamenti del quarantacinquesimo compleanno di ambedue. L’intrico si avvia nel momento in cui Josie chiede ad Alix di registrare un podcast sulla sua vita, ed Alix accetta. Si stabilisce così un particolare legame tra due donne apparentemente così diverse, un rapporto speculare. Un doppio perturbante, ein Unheimliche di freudiana memoria, l’articolazione di un Doppelgänger che restituisce densità e tensione al thriller. Recensione di Sarah Savioli su Robinson de la Repubblica.
Il doppio inconfessabile abita in chiunque; con tale doppio lo spirito di sopravvivenza si misura, anelando ad un punto di equilibrio. Nel romanzo Climax del francese Thomas B. Reverdy (Edizioni Clichy, traduzione Tommaso Gurrieri) quattro vecchi amici d’infanzia, vissuta in un fiordo norvegese a nord del circolo polare artico, si ritrovano dopo vent’anni nel commisurarsi con sé stessi e con gli effetti dell’emergenza climatica. Il quinto protagonista è Sigurd, l’enorme piattaforma petrolifera e l’antica mitologia rappresentata dal nome. Recensione di Fabio Gambaro su Robinson.
I doppi fondi celati dalla consuetudine della apparente normalità famigliare sono abilmente smascherati in Bambine di Alice Ceresa (Edizioni Casagrande, cura Tatiana Crivelli). Il romanzo della scrittrice svizzera viene ripubblicato a distanza di trentacinque anni ma non risente dell’età, anzi. La “normalità” del piccolo nucleo famigliare viene scandagliato con un piglio scientifico, preciso e ironico; un tono letterario che irretisce immancabilmente il lettore, coinvolgendolo a poco a poco. Recensione di Patrizia Violi su La Lettura del Corriere della Sera.
Il campione del Doppelgänger viveva nella patria della psicanalisi, Vienna. Il medico, scrittore e drammaturgo Arthur Schnitzler, una sorta di alter ego nientemeno che del Professor Freud, scrive nel 1900 il romanzo La signora Berta Garlan (BUR, traduzione Renata Colorni, con un saggio di Vittorio Lingiardi). Un romanzo nel quale il sogno, il doppio proiettato dal desiderio della protagonista su un’altra donna aprirà la porta alla vita e alla disfatta. Recensione di Giorgio Montefoschi su La Lettura.
Antonella Anedda si immerge sapientemente nella collezione di frammenti pittorici intitolata La vita nei dettagli (Electa, postfazione Andrea Cortellessa), una divagazione iconografica nell’arte insigne condotta dalla poetessa con tratti di preziosa sensibilità. Uno stralcio della postfazione di Cortellessa sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Se esiste un’opera sulla quale la miglior intellighenzia di ogni epoca si è concentrata per dipanarne la matassa enigmatica, questa è senza ombra di dubbio l’incisione Melencolia I di Albrecht Dürer, realizzata nel 1514. Memorabile lo studio di Raymond Klibansky, Erwin Panofsky e Fritz Saxl intitolato Saturno e la melanconia. A rilanciare la sfida ci pensò un fisico, David Ritz Finkelstein con Manifesto della malinconia (Adelphi, traduzione Silvio Ferraresi, nota Carlo Rovelli), un viaggio alle soglie delle possibilità della conoscenza umana. Recensione di Anna li Vigni sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Andrea Oddone Martin
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