Rassegna Stampa Libraria – 26 aprile 2026

Rassegna Stampa Libraria – 26 aprile 2026

Le due ricorrenze vicine, colme di memoria e perciò di presente e futuro, del 25 aprile e del I maggio punteggiano il periodo nel quale la riconsiderazione di fondamentali quali libertà, lavoro, benessere è obbligata. Oggi, peraltro, l’avvento di tecnologie sempre più invasive e sostitutive rende impellente una riflessione che coincida con la concretezza delle pratiche. La società del post-lavoro. Ridurre, valorizzare e redistribuire di Helen Hester e Will Stronge (DeriveApprodi Editrice, traduzione Chiara Luce Breccia) affronta con pragmatica gradualità il percorso futuro già segnato: riduzione orario lavorativo, reddito universale, redistribuzione della ricchezza polarizzata e concentrata. Le resistenze ad affrontare la decadenza del capitalismo dovranno essere superate per evitare decenni di povertà, violenza e miseria. Recensione di Giuseppe Sarcina su La Lettura del Corriere della Sera.

L’esclusività dello sguardo, necessariamente limitato a ciò che viene imposto alla vista, impedisce una coscienza pluralista. Sfuggirà dunque, fra le innumerevoli, anche la storia di Nour, un giovane emigrato da quella terra dimenticata e violenta che è il Sudan, assieme al suo amico d’infanzia. La racconta Abdelaziz Baraka Sakin nel libro Il corvo che si innamorò di me (Emuse Editrice, traduzione Marcella Rubino), toccante favola moderna di amicizia e desideri, tra indifferenza e crudeltà. Recensione di Lara Ricci su Domenica de il Sole 24 ore.

In questi ultimi tempi non ci si capacita di come il popolo sionista possa essersi trasformato in un persecutore violento, aggressivo e mosso da pregiudizi totalitari. La memoria dello sterminio degli ebrei non ha impedito che proprio gli stessi ebrei trovassero giustificazione nello sterminio di un altro popolo. «Se non ci si richiama al valore di un monito universalistico che la memoria della Shoah deve avere, se le si attribuisce un valore solo ed esclusivamente per gli ebrei, se la si vede come una commemorazione e non come un forte strumento volto a combattere i genocidi ovunque si realizzino, questa memoria perde valore, importanza e senso» afferma Anna Foa in Mai più (Laterza). Recensione di Francesca Caferri su Robinson de la Repubblica.

Talvolta, le famiglie sono dei ricettacoli di follia, caratteristici per questo nella loro incapacità nel riconoscere il disagio, nell’accumulo smisurato di sofferenza e immancabilmente dell’impegno ad eclissare, a dissimulare ostinatamente. Brava Giulia di Anna Toscano (Nottetempo) rappresenta un quadro famigliare caratteristico: un terzetto dove il padre medico, la madre eccedente e la silenziosa figlia si scambiano di volta in volta il testimone della follia e dello sforzo di sottrarsi alla vista del mondo. Un intenso ed effettivo romanzo di formazione recensito da Carmen Pellegrino su La Lettura.

Sono le case, autentiche protagoniste dei racconti di Bewitched. Storie spettrali di Edith Wharton (Giunti, traduzione Gaja Cenciarelli prefazione Loredana Lipperini). Sono le case abitate dalle tensioni famigliari che strutturano il perturbante, celano minacce non esplicite, contengono anfratti spaventosi. «In questi racconti è la realtà a mostrarsi perturbante, orrifica, inaccettabile. I mostri siamo noi o vivono dentro di noi o serpeggiano negli altri e in tutte le cose che tocchiamo» afferma Antonella Lattanzi nella recensione che troviamo sulle pagine de La Lettura.

Nel Convivio dantesco, il pane è metafora della spiritualità trasmessa a tutti coloro che lo desiderano dalle briciole cadute dalla mensa dove gli angeli nutrono i sapienti. Il pane degli angeli. Il cibo della conoscenza da Beato Angelico ad Anselm Kiefer di Gaspare Polizzi (Aesthetica) tratta della profonda crisi pedagogica e culturale del nostro presente, di alcune sue particolarità e dell’accelerazione concessale dagli sviluppi tecnologici. Lo stesso Polizzi presenta il volume su Domenica de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

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