Rassegna Stampa Libraria – 26 gennaio 2025

Rassegna Stampa Libraria – 26 gennaio 2025

Il luogo della maturazione civile ed identitaria della persona in crescita è oggi, in forma pressoché esclusiva, digitale ed astrattamente univoca, sommamente corrotta da interessi economici e finanziari, plurimi e derivati: il World Wide Web. Lo straordinario investimento psichico su questo versante corrisponde al drammatico impoverimento cognitivo riscontrato nella maggior parte delle persone. Indicare la gioventù come particolare laboratorio di tale modus è un modo di eludere, di smarcarsi da una situazione che invece compete a chiunque. Comunque, l’influenza sulla formazione individuale del delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza rimane fondamentale. Terumi è la tredicenne protagonista del romanzo Il giardino magico di Kaho Nashiki (Feltrinelli, traduzione Michela Riminucci), nel quale si intrecciano legami famigliari, meraviglie della Natura e crescita personale. «Chi voglio diventare? – si chiede Terumi – Sono stanca di essere un patchwork. E non voglio essere qualcun altro. Voglio solo diventare me stessa». Recensione di Ilaria Zaffino su Robinson de la Repubblica.

Storie di passaggi, di trasformazione come quella di Arfive dello scrittore statunitense Alfred Bertram Guthrie (Mattioli 1885, traduzione Nicola Manuppelli). Sesto romanzo del ciclo epico western di Guthrie, autore insignito del Pulitzer nel 1950, racconta l’espandersi del progresso nelle sconfinate praterie in cui sono immerse minute ed isolate comunità. Progresso sancito dall’arrivo del nuovo insegnante della scuola e dalla chiusura del bordello, eventi che gradualmente disperdono la vera cifra della frontiera, la libertà selvaggia. La scrittura di Guthrie è quella dell’abile ritrattista, la sua prosa disegna sulla pagina con un’efficacia stilistica evoluta, la sua qualità tradisce l’età ed «è riconciliante affrontarla oggi – afferma Marco Ostoni nella recensione su La Lettura del Corriere della Sera – in tempi di tanta, troppa narrativa di modesta e rabberciata fattura».

Prende origine dalla potenza nominalistica della parola, l’horror metafisico intitolato Lo studente del Divino di Michael Cisco (Mercurio Books, traduzione Viola di Grado, prefazione Ann VanderMeer). È la sostanza della parola che determina lo svolgersi di questo visionario e perturbante romanzo, stilizzato nella sua esposizione narrativa simbolicamente complice: la misteriosa materia di cui sono fatte le parole. Recensione di Orazio Labbate su La Lettura.

Probabilmente, si dovrebbe parlare di genere letterario partenopeo, considerata la narrativa di un gigante della letteratura italiana quale Anna Maria Ortese. Nel romanzo Di spalle a questo mondo della napoletana Wanda Marasco (Neri Pozza) riconosciamo le profonde tracce della poetica e dello stile letterario della Ortese. Il romanzo, costituito da vicende quotidiane di difficoltà, umano dolore, vivacità immaginaria, passione per la vita, penetra rilevanti questioni quali: cosa significa normalità? Cosa si intende per follia? Un romanzo autenticamente umano nel quale, confrontandosi vivacemente, coabitano visionarietà e norma. Recensione di Marzia Fontana su La Lettura.

Ricordate “il Signor G” di Giorgio Gaber? Un altro “Signor G” attraversa lo scritto Corteo di Rachel Cusk (Einaudi, traduzione Anna Nadotti, Isabella Pasqualetto), esplorazione dell’informale letterario e dell’attimo fuggente della creazione artistica, della creazione tout-court. Esplosione controllata della creatività, vorticosa e sregolata ma pur fissata nella consequenzialità della scrittura, sbriciola l’eventuale trama in frammenti. Ricognizione pratica di una scrittura che tenta di ovviare la determinazione nominale per approdare all’ambiguità del reale. Recensione di Lara Ricci sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Antony Molho è un esimio storico del Rinascimento originario di Salonicco, l’antica Tessalonica greca. La Salonicco in cui è nato Molho era esemplare crogiolo di culture, religioni, rispetto e civiltà. Durante la seconda guerra mondiale questa comunità poliedrica venne tragicamente lacerata e distrutta dalla ferocia cieca e ottusa degli uomini. Ne La gentilezza degli altri (Viella, prefazione Katherine Elizabeth Fleming, postfazione Carlo Ginzburg), il professor Molho raccoglie i ricordi della sua famiglia martoriata assieme a molte altre dal contagio della ferocia umana. Tuttavia, non tutte le persone presero parte alla fiera della crudeltà. In tale frangente furono diversi gli aiuti, i sostegni, le protezioni, i soccorsi prestati da coloro che non accondiscesero alla turpe vigliaccheria. Fu la madre a spingere Antony a scrivere della loro comunità sefardita spazzata via dall’odio, «scrivi su di noi – disse – racconta a chi non sa cosa è successo». Recensione di Umberto Gentiloni su Robinson.

Nell’estremo oriente della Russia sopravvive una specie di rapaci unica al mondo, sono gufi di dimensioni eccezionali, quasi un metro di altezza e due metri di apertura alare, che si nutrono di salmoni. Nel titolo I gufi dei ghiacci orientali il ricercatore statunitense Jonathan Slaght (Iperborea, traduzione Luca Fusari) racconta il proprio lavoro nell’estremo Est della Siberia. La ricchezza della scrittura di Slaght rende il resoconto un avvincente romanzo involontario, afferma Marta Morazzoni recensendo il libro sul Domenicale de il Sole 24 ore. L’ambiente sociale, le persone, le lande immense, il clima durissimo, i collaboratori, le piccole comunità insediate nella Natura impervia. E il meraviglioso gufo pescatore, specie rara che vive ancora in un magnifico e fragile ecosistema, grazie al disinteresse russo verso lo sfruttamento delle acque in quei territori liminali.

Andrea Oddone Martin

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