Rassegna Stampa Libraria – 27 aprile 2025

Rassegna Stampa Libraria – 27 aprile 2025

A fronte dell’emergenza climatica, il silenzio dei media, il boicottaggio politico, il disinteresse dei più fanno da contraltare la messe di pubblicazioni scientifiche in costante aumento (come le temperature della terra e dei mari, del resto). Roberto Danovaro è un’autorità mondiale nel campo dell’ecologia marina e della biodiversità delle acque profonde, docente universitario e Presidente del Consiglio scientifico del Wwf Italia. Nei suoi due libri intitolati Restaurare la natura. Come affrontare la più grande sfida del secolo (Edizioni Ambiente) e Rigenerare il pianeta. L’alleanza necessaria tra scienza ed economia (Laterza) è ben oltre la denuncia dello stato critico in evoluzione negativa. Infatti espone, con metodo rigorosamente scientifico e pertinente notifica di dati reali, l’urgenza di attivarsi per rigenerare gli ecosistemi in degrado, permettendo di ritrovare la loro struttura, le funzioni e le composizioni di specie, la stabilità e la robustezza, con l’obbiettivo di interrompere la curva di estinzione della biodiversità nella seconda metà di questo secolo. Riconoscendo l’importanza delle conoscenze tradizionali locali e superando la dicotomia tra naturale ed artificiale, sarà possibile immettersi nella prospettiva di ritrovare una coesistenza non autodistruttiva tra umanità e Natura. Recensione di Telmo Pievani su La Lettura del Corriere della Sera.

Tra le cause dello squilibrio climatico non figura solamente l’inquinamento dovuto ai trasporti su gomma ma, e in misura decisamente preponderante, le attività a supporto delle necessità alimentari di una demografia mondiale in costante aumento. Ne Il sale della terra (Touring Editore, traduzione Roberta Zuppet), Kerstin Hoppenhaus descrive il paradosso per cui tre sostanze nutrienti e naturali come il potassio, l’azoto e il fosforo sono diventate, grazie alle enormi concentrazioni dell’uso produttivo, tossiche. In sostanza, l’umano “ingegno” li ha selezionati, estratti e utilizzati a tal punto da trasformarli in inquinanti. Recensione di Luca Fraioli su Robinson de la Repubblica.

Le comunità riunite rigidamente attorno al codice non scritto di una sottomissione acritica e totale praticano l’emarginazione come un ricostituente interno, rinsaldano il loro fondamento cancellando letteralmente la presenza di un non allineato. Le domande proibite di Éric Chacour (Guanda, traduzione Luigi Maria Sponzilli) è un romanzo scritto sullo sfondo di un Egitto che ha smarrito il suo cosmopolitismo in seguito alla guerra e conosce il ritorno del radicalismo religioso. Tarik, il protagonista del romanzo, non si sottomette e perciò deve andarsene. Recensione di Michela Marzano su Robinson.

La classica narrazione della conquista del West è un copione trito e univoco. I pionieri europei diventati americani sono buoni, difesi dalle milizie orgogliosamente buone, mentre i nativi che da tempo immemore vivono su quelle terre sono cattivi, selvaggi e immorali: i buoni uccidono tutti i cattivi e si appropriano delle terre, e la “bontà” trionfa. Una storia tutto sommato recente, la conferma della natura violenta e atroce dell’Occidente. Una natura atroce, violenta e predatoria già confermata peraltro dalla precedente conquista del centro America da parte dei conquistadores spagnoli e portoghesi tra il XV e il XVII secolo. Isabella di Spagna donò alla Chiesa romana il primo carico di oro rubato alle civiltà centroamericane, con il quale venne dorato il soffitto della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Nel 1986, Glendon Swarthout scoprì la menzogna del mito della conquista del West, mentre conduceva delle ricerche. A partire dal 1850 si consumò una tragedia rimossa perché opposta al mito del sogno americano. Pionieri disperati, con la salute e lo spirito distrutti, i raccolti inariditi, le concessioni di terre rubate, banche fallite, alle spalle solo miseria e fame ritornavano indietro, verso l’est. L’accompagnatore di Glendon Swarthout (Jimenez Editore, traduzione Gianluca Testani) racconta questa storia fatta di malattie mentali diffuse, linciaggi, stragi di bambini, stupri abituali di mariti sulle mogli, abbattutasi sulla massa di bianchi diseredati. Recensione di Piero Melati su Robinson.

Oggi come ieri, la letteratura possiede il potere di indurre alla riflessione e al pensiero critico. Oggi come ieri, queste sono attività da convogliare in alvei di consuetudine, normalità, conformismo. Santiago Posteguillo, nel suo Scrittori maledetti (Edizioni Piemme, traduzione Adele Ricciotti) dimostra che i persecutori della letteratura continuano ad esistere, perfino nei Paesi democratici che proclamano totale libertà. Recensione di Paolo di Paolo su Robinson.

Boccanera di Michèle Pedinielli (Fandango, traduzione Luca Bondioli) è un giallo nel quale la protagonista Ghjulia Boccanera, investigatrice privata di origini italo-corse, spartisce il protagonismo con la città di Nizza, tessuto e forma di un caso originale. Una Nizza adorata, alla quale però l’autrice rimprovera, fra l’altro, «la gente felice di vivere in una monocultura di ristoranti e di ingozzarsi di hamburger vegetariani a 15 euro». Recensione di Alberto Anile su Robinson.

Come per una compensazione conseguente, nel mondo sempre più globalizzato si impone con forza la tematica identitaria. Formidabile l’incipit di Daniel Heller-Roazen in apertura del suo libro: «Ci sono diversi modi di non essere qualcuno». In un’epoca nella quale tutti vogliono «essere qualcuno», è tonificante la disamina accurata della fenomenologia del non-esserci presentata in Nessuno. Sui diversi modi di non esserci (Quodlibet, traduzione Giuseppe Lucchesini). Recensione di Marco Belpoliti sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Fin dagli inizi della cosiddetta era volgare, circolarono con continuità alcuni scritti che testimoni di una cultura complessa ed antica. Essi dettero fondamento all’ermetismo, dalla figura emblematica cui venne attribuita la paternità: Ermete Trismegisto. Questa cultura, a partire dalla progressiva sistemazione nel Corpus Hermeticum, fu indefessamente dibattuta, affermata e contrastata, attraversò i secoli della decadenza dell’impero d’Occidente, ebbe un poderoso rigurgito tra il XV e il XVII secolo, fu probabilmente fra gli elementi causali dell’avvento illuminista il quale l’affossò, ma non spense. Claudio Moreschini, uno degli studiosi più importanti della letteratura cristiana antica, ne esplora gli innumerevoli percorsi nel saggio intitolato Ermete Trismegisto. Dal tardoantico alla modernità (Morcelliana). Recensione di Armando Torno sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

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