Rassegna Stampa Libraria – 27 luglio 2025
Più spesso di quanto si creda, il termine «Libertà» è frainteso, alterato nel significato, ridotto nella sua portata. Se ne parla senza davvero pensare cosa voglia dire; ci riferiamo generalmente alla libertà come opposta, ad esempio, agli obblighi di cittadinanza, alle regole e alle leggi. In linea di massima, si crede che la libertà sia conseguenza della rimozione di qualche istanza vissuta come ostacolo all’arbitrio. Timothy Snyder, nel suo Sulla libertà (Rizzoli, traduzione Daniele Didero) inizia dalla situazione odierna in Ucraina, che attraversa mentre scrive il libro. Infatti, è la crisi dei nostri tempi fatta di impoverimenti economici, drammatiche guerre, democrazie violentate, digitali profanazioni della persona, ridondanza informativa, a rompere ogni possibile certezza e a rendere urgente una riflessione sul termine che, prima di tutto, dev’essere riscoperto individualmente ed intimamente come responsabilità e quotidiano impegno, a prescindere dai lasciti aviti, tradizionali, ideologici. Recensione di Umberto Gentiloni su Robinson de la Repubblica.
Il fallimento di tutti i sottintesi: le tragiche guerre mondiali della prima parte del Novecento, cento milioni di morti imposero l’urgenza di un pensiero comune che superasse definitivamente le sanguinose conseguenze del nazionalismo europeo. La nascita dell’Europa ha una dimensione filosofica, come afferma Biagio de Giovanni, colto studioso di Friedrich Hegel nel suo ultimo Hegel. Fenomenologia dello spirito. Un racconto sulla formazione e lo svolgimento della coscienza europea (Editoriale Scientifica). Un testo nel quale, data la lunga frequentazione dell’autore con il pensiero del filosofo tedesco, l’approfondimento è frutto di una dimestichezza e conoscenza profonde. Hegel era persuaso della dialettica tra l’illuminismo francese e l’idealismo tedesco, un contrasto violento e fatto di sostituzioni, uno scontro filosofico generativo, alla radice della stessa idea di Europa. Recensione di Michele Ciliberto sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Il giurista Rudolf von Jhering visse l’intero Ottocento; le sue idee, pur raccogliendo numerose critiche, guidarono il pensiero successivo e in generale furono di riferimento alla consapevolezza del diritto. Il volume intitolato La lotta per il diritto e altri saggi (Castelvecchi, cura Pasquale Femia, Francesco Mancuso, traduzione Roberto Racinaro) offre al lettore la famosa lezione di commiato dall’insegnamento che il professore pronunciò a Vienna nel 1872, oltre a una silloge di altri scritti e conferenze. Difendendosi da coloro che gli attribuivano qualità da “attaccabrighe”, Von Jhering affermò: «Io mi sono espresso in favore soltanto di un sano, forte sentimento del diritto, che opponga resistenza ai maltrattamenti». Recensione di Sabino Cassese sul Domenicale.
Gli schemi e le procedure cui le persone sono soggette risultano altamente invasive, ma non solo da oggi. L’allineamento alle aspettative dei genitori, della scuola, della società, delle procedure dei social media, del marketing, comporta uno spaesamento camuffato da ordinarietà. Elsa M. Anderson è il nome della protagonista del romanzo Agosto blu di Deborah Levy (NN Editore, traduzione Gioia Guerzoni). Elsa è una pianista solista di fama internazionale, durante un concerto al Musikverein di Vienna interrompe la sua esecuzione lascia il palco e la sua attività di concertista. Inizia così una vita fatta di viaggi, di possibilità molteplici e impreviste, di una ricchezza inaspettata che la porterà finalmente a riconoscersi. Recensione di Cristina Taglietti su La Lettura del Corriere della Sera.
Più che un romanzo sembra un esperimento, il titolo Anni ombra di Alberto Casadei (Polidoro Editore), tanto da abbisognare di una posologia adeguata. Il testo, infatti, va letto «attraverso connessioni indeterminate, come nel cloud»; una scrittura, quella di Casadei, oscillante tra la configurazione semantica e l’onda sonora, il segno vocale o tracciato privo di significato, oppure investito di qualsivoglia significanza. Un esperimento nel quale l’autore «cerca di restituire una nuova complessità, biologica-cognitiva-virtuale» come afferma Chiara Fenoglio nella recensione su La Lettura.
L’opposizione tra Civiltà e Natura si manifesta macroscopicamente nella disparità tra urbe e landa, tra città e campagna. All’estremo margine della periferia urbana, si situa il luogo dell’ombra, del mistero, dell’inconoscibile: il Bosco. Di boschi sacri è piena la letteratura antica che riporta rituali e pratiche di devozione, presso monumenti naturali. Nel volume Sacra Silva (Viella, cura Carla Noce, Francesco Carta, Raimondo Michetti) sono raccolti saggi di una trentina di autori rivolti al rapporto tra bosco e religione in un arco storico compreso tra il IV e il XVI secolo, tra tarda antichità e medioevo. Recensione di mons. Gianfranco Ravasi sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Andrea Oddone Martin
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