Rassegna Stampa Libraria – 27 marzo 2022

Rassegna Stampa Libraria – 27 marzo 2022

È stato il filosofo Mark Fisher a individuare la nostra condizione di apparente dinamismo, di ostinazione nel presente. Un presente fatto di slanci su futuri più o meno fantasiosi, ma inesorabilmente incapace di concretezza: inebriati da imprese spaziali e da “realtà” digitali sostitutive, non sappiamo immaginare la fine del capitalismo e tantomeno consistenti ed efficaci alternative ad esso. Il risultato è ciò che viviamo: l’assenza di aspirazioni, di tendenze solide verso possibili scenari futuri e la caparbia attività nell’intensificazione di servizi che, al contrario di ciò che promettono, rendono la quotidianità ancor più complessa e soffocante. La disamina storica che Roberto Paura raccoglie nel saggio Occupare il futuro. Prevedere, anticipare e trasformare il mondo di domani (Codice Edizioni) è precisa nell’individuare la capacità sociale di perseguire delle direzioni e di individuare obiettivi, e puntuale nell’indicare le tematiche che urgono un superamento dei paradigmi a cui siamo caparbiamente ancorati. Recensione di Danilo Zagaria su La Lettura del Corriere della Sera.

Spesso nella storia sono state personalità isolate dalla contemporaneità sociale quelle che hanno fondato e indicato percorsi che si sarebbero poi rivelati irrinunciabili. Possiamo citare la vivacità intellettuale che circonda oggi il metodo culturale che in origine propose Aby Warburg. Per non dire dell’intelligenza straordinaria delle opere di Walter Benjamin, o della filosofia di Baruch Spinoza, di Giordano Bruno. I loro pensieri gravidi di futuro incontrarono le resistenze di società pretestuose bloccate nel loro “presente esteso” e patirono l’esclusione, l’allontanamento, lo scetticismo, l’esilio. L’interesse per il pensiero, fondamentale per la modernità, di Niccolò Cusano (1401-1464) comincia nella prima metà dell’Ottocento. Enrico Peroli, tra i massimi esperti del filosofo di Kues, dedica un’importante monografia al pensiero complesso di colui che, ad esempio, anticipò di un secolo la proposta copernicana: Niccolò Cusano. La vita, l’opera, il pensiero (Carocci). Ne scrive Armando Torno sul Domenicale de il Sole 24 ore. E che dire della visione che ebbe nella Germania del 1189 il contadino Godescalco, quando trascorse una quindicina di giorni in uno stato di morte apparente? Memorie di una visione strettamente affine alla commedia dantesca, anticipata così d’un secolo, raccolte da un canonico di Neumünster dalle conversazioni che intrattenne con Godescalco stesso. Oggi ne abbiamo la prima traduzione in lingua italiana a cura di Rossana E. Guglielmetti e Giorgia Puleio intitolata Visio Godescalchi. Il mondo e l’altro mondo di un contadino tedesco del XII secolo (Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini). Recensione di Paolo Chiesa sul Domenicale.

Le ragioni che fondano il nostro comportamento fisico, mentale e sociale sono indagate scientificamente su vari versanti, non ultimo quello neurobiologico. Il prof. Karl Deisseroth racconta casi della propria esperienza e traguardi raggiunti grazie a innovative tecnologie esplorative nel volume Proiezioni. Una storia delle emozioni umane (Bollati Boringhieri, traduzione Giuliana Oliviero). Giorgio Vallortigara dedica un’ampia introduzione al volume sulle pagine de La Lettura.

Lo scrittore irlandese John Bainville, forse complice il suo trascorso di pittore, si esprime in un linguaggio particolarmente sagace ed efficace nel generare un’emotività intensa. È così che mentre leggiamo i suoi romanzi, peraltro di argomento vario, restiamo sopraffatti dalle immagini che la sua scrittura genera. Per Guanda esce Il dubbio del killer (traduzione Irene Abigail Piccinini), ne scrive Luigi Sampietro sul Domenicale.

I protagonisti di Le perfezioni di Vincenzo Latronico (Bompiani) sono una coppia di giovani «sopra i ventitré anni ma sotto i trenta» legati professionalmente al mondo digitale (web developer, graphic designer, online brand strategist) ed emigrati separatamente a Berlino. La loro professione non li lega ad alcun luogo, per cui Berlino si rivela una delle innumerevoli immagini digitali di cui è costituita la loro realtà immobile, priva di storia e di tensioni. Si ritrovano quando entrambi sono ormai vicino ai trenta, e si riconoscono immutati, immobilizzati in una bolla atemporale e perfezionata «dove l’iniziativa individuale significa consumo, gli interessi culturali pochi e vaghi, una politica affrontata lateralmente nel segno di donazioni, mail di partecipazione, […] dove non esistono amicizie ma solo contatti». Hanno la sensazione che qualcosa non sia come dovrebbe, ma spengono il disagio «in un perenne entusiasmo nervoso». Intensa ed appassionata la recensione di Ermanno Paccagnini su La Lettura.

Edizioni Elliot ci ripropone un titolo di Sinclair Lewis, Il nostro Mr Wrenn. Le avventure romantiche di un gentiluomo, del 1914. In origine sottotitolato Felicità borghese, è un’opera che anticipa di un quindicennio il Nobel attribuito al suo autore. Questa proposta editoriale prende decisamente quota nella traduzione del romanzo, che fece Cesare Pavese nel 1931 e nell’annessa postfazione dello stesso Pavese, raccolta in origine in La letteratura americana e altri saggi del 1951. Recensisce il volume Marco Ostoni su La Lettura.

Siamo certi di comprendere il concetto di emergenza climatica? Sappiamo ancora rispondere personalmente, per esperienza diretta, alla domanda: «cos’è la Natura?» Immersi continuativamente nella nostra comfort-zone, ininterrottamente “connessi”, sappiamo ancora riconoscere l’intensità, la potenza, la struggente bellezza della Natura? Nel volume, dotato di un ricco corredo fotografico, Atlante del Grande Nord. Alla scoperta di aurore, miti e paesaggi misteriosi (il Saggiatore) l’autrice, la vulcanologa e divulgatrice scientifica Sabrina Mugnos, ci coinvolge nei suoi innumerevoli viaggi in quel Nord che è contemporaneamente «un ambiente, un’atmosfera, uno stile di vita, uno stato mentale». Un incentivo, un’esortazione a lasciare periodicamente l’artificialità della nostra consuetudine per poter di nuovo percepire la grandezza della Natura, per amarla e difenderla. Recensione di Paolo Albani sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

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