Rassegna Stampa Libraria – 28 luglio 2024

Rassegna Stampa Libraria – 28 luglio 2024

Nell’epoca in cui si pone indistintamente sullo stesso piano ogni evidenza, nella quale viene riprodotta l’immagine sacra dell’Ultima Cena sostituendo i commensali con cosiddetti “drag queen”, un approfondimento sulla natura dei Dieci Comandamenti non può guastare (pur nel rischio di essere avvicinato, con l’ormai consueta naturalezza, al menù di una pizzeria da asporto). Dieci anni or sono, il docente di Antico Testamento e Bibbia ebraica ad Harvard prof. Michael Coogan pubblicò per la Yale University il testo I dieci comandamenti, ora disponibile in italiano (Paideia, traduzione Rita Torti Mazzi). Il prof. Coogan percorre l’articolata storia del decalogo dall’antichità alla storia recente, un’esegesi critica e puntualmente documentata. Recensione di Armando Torno sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Gli avatar delle cosiddette “realtà” parallele digitali possono apparire innocue modalità di ludici intrattenimenti su base tecnologica. Ma evocano inevitabilmente il tema sconfinato, antico e terribile dell’irriducibile “doppelgänger”. Un archetipo antropologico profondo e temibile, minaccia esiziale per la civiltà, frequentato inoltre dalla letteratura e dalla psicologia del primo Novecento, dalla cinematografia (ad esempio, il celebre Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick). Nel 1926, lo psichiatra Erich Mosse pubblica sotto lo pseudonimo di Peter Flamm il romanzo Io?, oggi disponibile in italiano nel catalogo Adelphi (traduzione Margherita Belardetti, nota di Manfred Posani Löwenstein). Recensione di Alessandra Iadicicco su La Lettura del Corriere della Sera.

Le abitudini posseggono un innegabile potere consolatorio ma, come tutti i farmaci, oltre una certa posologia conducono alla frustrazione e all’infelicità, se non alla patologia. Nel volume Guardate meglio. Perché l’abitudine ci rende ciechi di Tali Sharot e Ass R. Sunstein (Raffaello Cortina, traduzione Virginio B. Sala) si esamina la casistica dell’inerzia abitudinaria umana dal punto di vista neuroscientifico. Recensione di Fabio Bacchini sul Domenicale.

Nel romanzo Il Bird Hotel di Joyce Mainard (NN, traduzione Silvia Castoldi) ritroviamo il delirio, la crudeltà, la stupidità, la sofferenza umana nel destino infausto e la scommessa della speranza, la dimostrazione imprevedibile dell’umanità migliore, ma soprattutto i luoghi adatti, manifesti nella loro sintassi semantica, ricchi di energie universali di rinnovamento. Recensione di Marzia Fontana su La Lettura.

Il patrimonio mnemonico di una comunità ne definisce i riferimenti identitari. Cosa succede se, coll’andar del tempo, vengono perse le motivazioni delle ritualità comuni? Nell’immaginario e sonnolento paesino di Fürstenfelde dell’ex Germania orientale è la vigilia della festa di Sant’Anna, ma gli abitanti non sanno più di preciso cosa devono festeggiare. Prima della festa di Saša Stanišić (Keller, traduzione Federica Garlaschelli) è il microcosmo comunitario di cui lo scrittore si prende cura ricostruendo pazientemente il patrimonio disperso della memoria collettiva, riprendendo i ricordi di ciascun abitante. Un mosaico vivace, fantastico, sfavillante e pirotecnico: per non svanire assieme ai ricordi. Recensione di Alessandro Catalano su Robinson de la Repubblica.

Un Mondo di ieri tutto italiano, quello rievocato da Le muse in Versilia di Fabrizio Alberti e Francesca Bugliani Knox (Edizioni di Storia e Letteratura); una galleria d’élite colta ed europea frequentava la Versilia tra la fine della prima guerra mondiale e la fine della seconda. Una congrega internazionale di intellettuali ed artisti ospitati nelle dimore del paesaggio toscano. Fra gli innumerevoli altri, Bertold Brecht, i fratelli Mann, Erika e Klaus, Aldous Huxley, ivi Walter Benjamin concepì Infanzia berlinese, Max Reinhardt, l’editore Kurt Wollf, Pietro Calamandrei, Attilio Momigliano, Alberto Carocci, Leone Ginzburg. Tutto ciò accadeva prima dell’industria dello svago e del turismo. Recensione di Bruno Quaranta su Robinson.

Il coraggio di una letteratura selettiva, rivolta al lettore culturalmente “attrezzato” e sensibile, opposta al mellifluo nutrimento dell’inconsistenza diffusa. Nero celeste di Enrico Sibilla (Polidoro Editore) è una lettura stilisticamente densa, minuziosamente cesellato il lemma, scolpito il suono della parola, visionaria e biblica, scansionata nella frammentazione temporale dell’eternità. Recensione di Simone Innocenti su La Lettura.

A sdoganare il genere ci pensò Umberto Eco, appassionato lettore di fumetti, all’epoca relegati nell’intrattenimento per ragazzi. Lo status del fumetto è oggi consolidato e articolato: numerose si contano le case editrici specializzate. Due libri di approfondimento: L’arte del fumetto: regole, tecniche e segreti dei grandi disegnatori di Will Eisner (Bur Rizzoli, traduzione Fabio Gadducci, Mirko Tavosanis) e La grammatica delle nuvole: per un ritorno al fumetto popolare di Lorenzo Calza (Edizioni Low). Ampia recensione di Chiara Severgnini su La Lettura del Corriere della Sera.

Andrea Oddone Martin

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