Rassegna Stampa Libraria – 29 giugno 2025

Rassegna Stampa Libraria – 29 giugno 2025

«Il piacere maggiore di una mente creativa è il potere accordato a un dettaglio apparentemente illogico rispetto a una generalizzazione apparentemente dominante». Così scriveva Vladimir Nabokov in uno scritto conclusivo alle celebri Lezioni di letteratura (Adelphi, traduzione Franca Pece). In diretta continuità, la serie di lezioni tenutesi ad Harvard e dedicate al romanzo dei romanzi, il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. In Lezioni sul «Don Chisciotte» (Adelphi, cura Luigi Giuliani) Nabokov circostanzia le inattendibilità, le anomalie e le lacune di un titolo che ha attraversato i secoli sfidando le mode: un “elogio della follia”, l’umanità letteraria. Recensione Wlodek Goldkorn su Robinson de la Repubblica.

Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll viene ricordato per la fantasia rigogliosa e per la bizzarria dei suoi personaggi. Ovviamente, pochi riconoscono in questo estroso capriccio il rigore matematico sotteso, il vero paese delle meraviglie. Una storia ingarbugliata (il Saggiatore, traduzione Duccio Valori, prefazione Stefano Bartezzaghi) è una raccolta di divertissements matematico narrativi, curiose storie coincidenti con prove d’immaginazione per il lettore. Sono accluse in appendice le relative soluzioni e le considerazioni dell’autore. Una ulteriore prova della meravigliosa abilità letteraria e logica del reverendo Charles Lutwidge Dogson, a suo tempo docente di matematica a Oxford. Recensione di Cristina Taglietti su La Lettura del Corriere della Sera.

Pochi intellettuali hanno scandagliato la sostanza, il valore gnoseologico del falso, della falsificazione, dell’inganno cognitivo. Tra questi mirabili certamente Giorgio Manganelli con, ad esempio, il suo La letteratura come menzogna (Adelphi), oppure Umberto Eco nei suoi romanzi come Il cimitero di Praga (Bompiani) o il suo migliore Il pendolo di Foucault (Bompiani), o ancora nei suoi studi sulla fenomenologia del falso, ad esempio il saggio Falsi e contraffazioni del 1986. Sulla coppia di apparenti antagonisti vero/falso, sull’arte pittorica e sui delitti (veri) è costruito il thriller La stanza delle ombre dell’autore romano Mirko Zilahy (Mondadori). Una lettura soddisfacente per il lettore esigente. Recensione di Severino Colombo su La Lettura.

In un’epoca esibizionista come la nostra, il corpo diventa superficie, strumento di attività di estroversione esplicita. La pelle diventa sede di messaggi iconografici, scritture, citazioni di amori “eterni”, date, nomi. La moda del tatuaggio ha trasformato l’incisione dolorosa di antropologiche complessioni arcane in esibizione pittoresca, leggera e consumistica. Cuoio di Gabriele Cavallini (Einaudi) tratta la materia mentre attraversa la crisi di una famiglia di conciatori industriali toscani. La superficie liscia, sottile quanto resistente della pelle conciata tiene memoria di ogni cosa che accade, diventa figura simbolica, oggetto magico. La concia della pelle in qualche modo ferma il tempo, lo scorrere degli anni, rende persistente qualcosa che non è più. Recensione di Demetrio Paolin su La Lettura.

Qualcuno ricorderà l’esilarante sketch nel quale Dario Fo raccontava la nascita della proprietà privata, la proprietà della terra, anticamente bene comune. L’origine della protervia e della prevaricazione tra gli uomini. Proprietà privata è il titolo dell’ultimo libro di Julia Deck (Prehistorica Editore, traduzione Lorenza di Lella, Francesca Scala) ed è ambientato ai giorni nostri. Racconta delle vicissitudini di una famiglia che si trasferisce nella periferia di Parigi. Hanno acquistato la casa dei loro sogni, ma non ha ancora fatto i conti con il vicinato. Recensione di Michela Marzano su Robinson.

La crisi del capitalismo mondiale morde da almeno trent’anni, progressivamente. L’impotenza della politica è sotto gli occhi di tutti, l’alternativa che si propone e che sembra riscuotere un deciso plauso è decisamente superata, si tratta di un deja vu storico. Il problema è che si presenta sotto mentite spoglie e risulta poco riconoscibile, così camuffata. In questo momento, quando lo scatto evolutivo politico è più che necessario, pare che si ritorni alle vecchie, illusorie ed inefficaci ricette. In aggiunta “mimetizzate”, come indica Anne Applebaum nel suo Autocrazie (Mondadori, traduzione Tullio Cannillo). Recensione di Stefano Folli su Robinson.

Non meraviglia l’impotenza della politica, in quanto «già Nietzsche aveva intuito la forma del nichilismo giuridico constatando che il tradizionale senso unitario del diritto era stato soppiantato dai tanti diritti arbitrari». «In che senso un diritto arbitrario?» chiede Antonio Gnoli al giurista Natalino Irti nell’intervista che troviamo su Robinson. «Non più legato a vincoli, né di sacralità religiosa né di tradizione profana. Un diritto dunque vuoto, nella cui manifestazione le leggi incoerentemente proliferano e si autolegittimano nei meccanismi legislativi mediante imposizione. Il diritto, insomma, non fonda più la legge ma la subisce». Natalino Irti è l’autore di Sguardi nel sottosuolo (La nave di Teseo), un volume nel quale, attraverso l’affilata disciplina del pensiero giuridico, l’autentica letteratura mostra la profondità dei suoi intenti.

Lo studioso irlandese Peter Mair è uno dei principali protagonisti della scienza politica contemporanea, suo il titolo Governare il vuoto. La fine della democrazia dei partiti (Rubbettino, traduzione G.L. Carlino). Un’approfondita disamina di una situazione politica nella quale i partiti politici finiscono per rappresentare il governo nella società, invece che la società nel governo. «Una riflessione straordinariamente efficace, analitica, ben argomentata, fondata su un attento esame di tutti i dati disponibili» conclude Sabino Cassese nella sua recensione al volume sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

© RIPRODUZIONE RISERVATA