Rassegna Stampa Libraria – 3 maggio 2026
Tra il 1800 e il 1927, la popolazione mondiale ebbe un incremento pari a un miliardo e raggiunse la quota di due miliardi. Per una simile crescita ha avuto bisogno di ben 127 anni. Dagli anni Sessanta ad oggi, per aumentare di un miliardo la popolazione mondiale ha avuto bisogno di circa dodici anni [Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione]. Ad oggi, la popolazione ha raggiunto la quota di 8,2 miliardi di persone. La prospettiva è in crescita, seppur con ritmi meno costanti. Questi rapidissimi e sostanziosi incrementi pongono un immenso carico sulle risorse naturali e non. Ogni giorno, più di otto miliardi di persone si nutrono, si spostano, si vestono, espletano funzioni biologiche in contesti economici, produttivi, estrattivi, fiscali non virtuosi. Continua a rimanere un mistero la ragione della preoccupazione generale per la denatalità che connota l’Occidente, anche in regioni dal welfare consistente e rassicurante, come la Finlandia e la Norvegia. La demografa Alessandra Minello in Senza figli. Scelte, vincoli e conseguenze della denatalità (Laterza) pone un focus di carattere sociologico alla questione, ravvisandone le ragioni. Recensione di Fabio Bacchini su Domenica de il Sole 24 ore.
Una raccolta di saggi, poesie e racconti di Raymond Carver si intitola Voi non sapete che cos’è l’amore, rievocando l’aria di Cherubino nelle Nozze di Figaro di Mozart. Tema decisamente non nuovo alla riflessione, fin dal Simposio platonico. Il commento quattrocentesco di Marsilio Ficino, intitolato De amore, fomenterà importanti riflessioni successive. La nuova edizione di Sull’amore di Marsilio Ficino (Fondazione Lorenzo Valla Mondadori) ci riporta all’origine del commento: su iniziativa di Lorenzo il Magnifico, il 7 novembre 1468 una ristretta cerchia di amici filosofi si ritrova nella villa di Careggi, presso Firenze, per celebrare il Maestro greco. Ogni partecipante fu invitato a commentare i sette interventi del Simposio e in quel frangente Marsilio Ficino raccolse sette orazioni interpretative dell’opera platonica, percorrendo teologia, antropologia, cosmologia, misteri ermetici ed orfici, tradizione neoplatonica e senso dell’eros. Recensione di Armando Torno su Domenica.
Il genere narrativo del thriller, il cosiddetto giallo nazionale, risponde alla necessità di riportare ad un ordine razionale il disorientante caos della premessa. Ma non tutti gli autori si assoggettano al disciplinare. I romanzi di Ruth Rendell non si risolvono nella soluzione dell’enigma ma, al contrario, lo percorrono nell’insondabilità approfondendo la natura ambigua dell’umanità. Ad esempio, ne La morte non sa leggere (66thand2nd, traduzione Marina Calvaresi) la Rendell costruisce figure crudeli quanto dolenti e belle persone che celano abissi di empietà: la fenomenologia epidemica del Male. Recensione di Giancarlo de Cataldo su Robinson de la Repubblica.
Generalmente, l’immaginario comune identifica l’Europa come un’emanazione dell’Occidente, ma è innegabile che gran parte del suo patrimonio culturale ritrova i suoi fondamentali in Oriente. L’esule bulgara Kapka Kassabova ne è profondamente consapevole, ed afferma: «Le radici della crisi del sogno europeo in Bulgaria affondano in un’Europa che rinnega l’Est, ma l’Oriente è dentro l’Occidente. Quando parlo di Est io non intendo solo la Russia, ma l’Asia, il Levante, il cosmopolitismo, la moschea accanto alla chiesa, una cosa antica». L’ultimo romanzo della Kassabova, Una strada senza nome (Crocetti Editore, traduzione Anna Lovisolo) è recensito da Alessandra Muglia su La Lettura del Corriere della Sera.
Chi può dire di conoscere veramente il complesso istituzionale italiano? Ne Le istituzioni della Repubblica italiana, l’autore Guido Melis (il Mulino) percorre la storia d’Italia, delineando ed esplicitandone i meccanismi istituzionali, le dinamiche di funzionamento dei gabinetti ministeriali, gli snodi dell’amministrazione dello Stato. Recensione di Umberto Gentiloni su Robinson de la Repubblica.
Andrea Oddone Martin
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