Rassegna Stampa Libraria – 30 marzo 2025

Rassegna Stampa Libraria – 30 marzo 2025

La crisi delle manifatture, il dominio rapace della finanza internazionale nell’operato di giganti multinazionali anche digitali, l’impotenza della politica, la scomparsa dei mestieri e delle carriere lavorative, l’assenza atavica di un piano industriale ed economico, rendono oggi il comparto turistico prima e spesso unica risorsa economica italiana. Comprensibilmente, vi è un entusiasmo crescente in merito. Tuttavia, la prospettiva mediatica con cui viene descritta la realtà economica turistica è particolarmente unilaterale e parziale. Risto Reich, il lavoro del cameriere di Luigi Chiarella (Alegre) è la testimonianza diretta degli operatori del settore, più spesso di quanto si può immaginare fatta di emigrazione, sfruttamento, precarietà e vessazioni. Chiarella riporta nelle testimonianze dirette raccolte nel libro la meccanica e le dinamiche interne di un settore celebrato. Recensione di Angelo Ferracuti su La Lettura del Corriere della Sera.

Il declino salariale è come l’emergenza climatica: se ne parlava qualche tempo fa in termini confusi e contradditori, poi sono scomparsi dalle cronache di primo piano. Andrea Garnero è un economista dell’OCSE, insieme a Roberto Mania, giornalista esperto del lavoro e delle politiche economiche, fotografa dettagliatamente in La questione salariale (Egea) i paradossi e le incongruenze che determinano l’odierna Italia del lavoro. Uno dei risultati più evidenti della situazione contemporanea è l’aumento migratorio verso l’estero dei lavoratori italiani, giovani e meno. Recensione di Alberto Orioli sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Com’è noto, il fenomeno migratorio verso l’Europa da Paesi africani e mediorientali ha assunto proporzioni epiche e non accenna a ridimensionarsi. L’argomento viene regolarmente strumentalizzato dalle politiche, lasciando in ombra i contesti nei quali tale fenomeno origina. Conosciamo molto poco, se non per nulla, le realtà dalle quali milioni di persone sono costrette a fuggire a costo della vita. Il romanzo Un lampo di fortuna di Ayòbámi Adébáyò (La nave di Teseo, traduzione Maria Baiocchi, Anna Tagliavini) è una testimonianza della Nigeria recente, dominata da diseguaglianze, violenza e corruzione. Alessia Rastelli intervista l’autrice nigeriana su La Lettura.

Con mirabile tempismo, Adelphi ripropone l’autobiografia di Sándor Márai intitolata Confessioni di un borghese (Adelphi, cura Marinella d’Alessandro). Lo scrittore ungherese ripercorre con grazia descrittiva la Mitteleuropa del primo Novecento, nella quale «il nazismo era sconosciuto; nessuno pensava che l’Europa sarebbe stata travolta dalla carneficina della Prima guerra mondiale; gli ideali erano incarnati nella quieta, quanto ottusa, felicità borghese» scrive Giorgio Montefoschi nella recensione al volume su La Lettura. Di “felicità borghese” è improprio parlare al giorno d’oggi, ma del tutto attuale è l’ottusità quanto la «diffusa sensazione di spaesamento e di vuoto che albergava nel cuore degli uomini» cui tentavano di sottrarsi in vari modi: «per i nobili e i borghesi proseguiva la grande vacanza». Fino all’apparizione di un ussaro con una comunicazione urgente: è stato assassinato l’erede al trono.

Una ricerca storica fa riemergere da un passato non troppo lontano la misconosciuta e sconsolante vicenda della nave Arandora Star. Il documentato L’ultima crociera di Chiara Clini (Edizioni Piemme) restituisce la follia della guerra, dove l’imbecillità politica e la crudeltà umana collaborano spietatamente. Recensione di Michela Marzano su Robinson de la Repubblica.

Il neurologo Richard E. Cytowic, autorità mondiale nello studio del cervello, raccoglie nel saggio Un cervello dell’Età della pietra nell’Era degli schermi, affrontare distrazione e ansia senza farsi travolgere (Apogeo Editore) una collezione di riscontri scientifici recenti comprovanti le nefaste conseguenze neurologiche, biologiche, sociali, comportamentali di una connessione digitale costante. L’ambiente digitale crea problemi cognitivi diffusi, stress, dipendenze dopaminergiche, modificazioni biologiche importanti, distrazione e disregolazione emotiva con gravi ricadute sulle capacità sociali. L’autore condanna la superficialità con cui vengono diffusi falsi miti tecnologici. Il multitasking ad esempio, tanto celebrato, riduce l’efficienza e la capacità di memorizzazione. Cytowic propone inoltre l’adozione urgente di tecniche di riequilibrio funzionale, come il digiuno digitale, pratiche di mindfulness per recuperare capacità di concentrazione e regolari esposizioni al mondo naturale per ristabilire i ritmi circadiani e ritrovare benessere e prestazioni. L’aveva visto a suo tempo, il poeta Andrea Zanzotto, e definito precisamente come “progresso scorsoio”. Recensione di Gilberto Corbellini sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Andrea Oddone Martin

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