Rassegna Stampa Libraria – 30 novembre 2025

Rassegna Stampa Libraria – 30 novembre 2025

Da sempre, gli erbari sono stati il gesto nobile e colto, l’abbraccio mentale al mondo naturale e culturale in cui siamo immersi. Abbecedari figurati, gli erbari antichi non si configurano secondo la classificazione linneana, sono lontani dalle disposizioni di ordinate ed astratte bacheche e perciò risultano veri e propri libri viventi. Un’esplorazione nel dedalo dei ricordi, Per un erbario di Sidonie-Gabrielle Colette (Elliot Edizioni, traduzione Elisabetta Ragonesi) nel quale le presenze vegetali si confondono con le presenze umane in un florilegio letterario di “essenze naturali”. Un estratto della stessa Colette su Robinson de la Repubblica.

Fra pochi giorni saranno trascorsi cinquant’anni dalla scomparsa di Hannah Arendt, filosofa resa celebre ai più per La banalità del male ma cui dobbiamo un’opera assai più articolata, nel confronto con le azioni dell’umanità, ponendosi di fronte a tematiche quali autorità, libertà, crisi dell’istruzione, crisi della cultura nella società e nella politica. Un lascito importante, ancor portatore di luce nel presente nostro, di cui ricordiamo due titoli: Vita activa. La condizione umana (Bompiani, traduzione Sergio Finzi) e La vita della mente (il Mulino, traduzione Giorgio Zanetti). Thomas Meyer ne ha percorso la biografia in Hannah Arendt. Una vita filosofica (Feltrinelli, traduzione Federico Zaniboni). Recensione di Federigo Argentieri su La Lettura del Corriere della Sera.

Peraltro, l’esercizio del pensiero edifica anche senza l’applicazione filosofica. Violetta Bellocchio rievoca il suo percorso terapeutico in Studio privato (66THAND2ND), sorta di memoriale realistico e di finzione, dalle qualità stilistiche indubbie, come afferma Orazio Labbate nella recensione al titolo su La Lettura.

Nello stile, infatti, si celano le verità dello scritto più che nell’estroversione dei contenuti. Nel virtuoso Pronomi, il linguista Enrico Testa (Einaudi) considera con sagacia l’energica tensione dei testi scritti, delle grammatiche parlate, degli sproloqui e delle citazioni, delle provvidenziali interruzioni, degli accoglimenti, dei discrimini e dei rifiuti, dei pronomi costitutivi: loro, noi, voi, tu, io. Recensione Gino Ruozzi sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Nel romanzo Decadenza e fascino, Eva Baltasar (Fandango Libri, traduzione Amaranta Sbardella) denuncia con estrema lucidità la crudeltà sanguinaria della città odierna, specchio della società decadente. Il romanzo si svolge a Barcellona, ma non è difficile riconoscervi una qualsiasi città odierna. Il realismo aderente e scevro da pose “politically correct” emerge nitidamente nell’intervista alla scrittrice spagnola di Virginia Nesi che troviamo su La Lettura. In un passo, afferma: «dobbiamo prima di tutto imparare a stare da soli: capacità sempre più difficile perché quando abbiamo un cellulare in mano, non siamo con noi stessi né con gli altri: siamo fuori».

A Firenze, nel dicembre 1943, il pittore e imprenditore Dario Neri rileva il marchio dell’Electa, casa editrice di testi giuridici e ne rivolge l’indirizzo al campo storico artistico. Grazie alla competente intraprendenza di Neri e nonostante le difficoltà del periodo, l’Electa ebbe successo internazionale. Attorno alla casa editrice si coagulò una rete di rapporti e frequentazioni, tra le quali Enzo Carli, Bernard Berenson e Carlo Emilio Gadda, che curò alcune traduzioni per la casa editrice. In Electa editore. Dal 1945 ottant’anni di grafica e cultura visiva, Carlo Vinti e Stefano Faoro (Electa) ripercorrono la storia editoriale di un’impresa italiana tra le più importanti. Recensione di Marco Belpoliti su Robinson de la Repubblica.

Andrea Oddone Martin

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