Rassegna Stampa Libraria – 7 agosto 2022

Rassegna Stampa Libraria – 7 agosto 2022

Nell’acceso dibattito tra coloro che considerano il genere poliziesco (il cosiddetto “giallo”) come vera letteratura e coloro che lo valorizzano esclusivamente per i suoi meriti d’intrattenimento viene dimenticato, per ragioni squisitamente partigiane, il fatto che non è sufficiente l’appartenenza a un genere per garantire la qualità di penna. Tuttavia, ricordiamo che George Simenon non valutava sullo stesso piano i suoi numerosi Maigret con i suoi, come li definiva lui, romanzi duri. Al di là della spassosa querelle, si tratta indubbiamente di narrativa d’intrattenimento in alcuni casi dotata di appeal considerevolmente longevo. Dal poliziesco classico si dipartono vari sottogeneri quali il thriller (a sua volta psicologico, medico, d’azione, tecnologico, etc.), il noir, l’americano hard boiled, etc. Al thriller psicologico appartiene Il conte Luna di Alexander Lernet-Holenia (Adelphi, traduzione Giovanna Agabio), pubblicato la prima volta nel 1955, e sono proprio gli anni in cui è ambientato il romanzo. Orazio Labbate, mentre recensisce il volume su La Lettura del Corriere della Sera, ravvisa una corrispondenza intima con la produzione di Leonardo Sciascia.

È l’interiorità psichica del protagonista a costituire l’ambiente del romanzo; spesso accade, l’anima buia di alcune famiglie (più frequenti di quanto si immagini) è ragione e ambiente di un romanzo, come in Le sorelle Lacroix di George Simenon (Adelphi, traduzione Federica e Lorenza di Lella). Presentazione di Antonio d’Orrico nella rubrica La Pagella de La Lettura.

Un autentico hard boiled all’americana, il romanzo L’uno dall’altro dello scozzese Philip Kerr, recentemente mancato (Fazi, traduzione Luca Merlini). All’americana ma ambientato nella Germania post-nazista, e intrecciato di storia autentica. Recensione di Susanna Nirenstein su Robinson de la Repubblica.

Altro poliziesco americano La farfalla bianca di Walter Moseley (21lettere, traduzione Mario Biondi), il cui detective protagonista, dai tratti particolarmente contraddittori, si confronta con la perpetua questione razziale. Recensione di Alberto Anile su Robinson.

La società dei consumi ha un solo cittadino: il consumatore. Che deve essere “informato” adeguatamente, massivamente e continuamente. L’etimologia del verbo informare rende particolarmente chiaro l’obbiettivo necessario alla società dei consumi, significa infatti “dare forma”, “plasmare”, “modellare” e non, come comunemente si pensa, “mettere a conoscenza, far sapere”. A plasmare la coscienza di quello che sarà il consumer ci pensa la pubblicità, la “comunicazione di massa”. Con il corposo Storia della pubblicità (UTET), Roberto Bernocchi propone un regesto di schede storiche per innumerevoli e celebri promozioni pubblicitarie, un libro zeppo di curiosità e notizie che riguardano campagne, slogan, immagini e personaggi celebri. Recensione di Aldo Grasso su La Lettura.

Ormai è chiaro per ognuno di noi: la società consumistica produce esclusivamente alienazione. E tutti i “sottoprodotti” conseguenti: solitudine, accidia, mancanza di motivazione, isterismo, sensi di colpa, aggressività, disturbi alimentari, angosce, conformismo acritico, sindromi persecutorie, comportamenti compensativi, etc. Il libro Il peso di Liz Moore (NN Editore, traduzione Ada Arduini) racconta dell’inadeguatezza, della solitudine e della sofferenza che asfissiano moltitudini di persone, oggi. Un libro composto con mano sensibile, profonda ed appropriata. Recensione di Michela Marzano su Robinson.

Perfino la Morte è stata esautorata, non esiste più per questo ammasso di persone dolenti ed indifferenti a sé stesse e al prossimo, qualunque sia. Alcune scritture, che sembrano provenire da un altro mondo, aprono degli squarci nella plastica avvolgente, danno respiro. Il mondo perfetto di Miwako Sumida (Carbonio, traduzione Viola di Grado) ribadisce nell’attualità antiche filosofie orientali, che non hanno dimenticato la Morte e conferiscono il giusto senso alla presenza e all’assenza. La recensione è di Zita Dazzi e si trova su Robinson.

L’uomo appartiene alla Morte, mentre gli dèi sono immortali. Nell’Odissea, gli dèi non invecchiano mai mentre Penelope, Ulisse e tutti i loro compagni sono senescenti. Il Tempo di Dio e il Tempo dell’uomo si distinguono radicalmente, con conseguenze estreme nella trasformazione avvenuta tra la cultura antica e la cultura cristiana, definitiva alla volta del IV secolo e.v. Daniele Guastini, autore di Immagini cristiane e cultura antica (Morcelliana) focalizza questa trasformazione analizzando i processi di secolarizzazione, sostituzione e ripetizione mimetica di un vasto repertorio d’importanti immagini. Recensione di Pietro Boitani sul Domenicale de il Sole 24 ore.

Non esiste Tempo senza Memoria e, come sapevano gli antichi, la Memoria necessita di una casa (o di un teatro) e degli oggetti in essa contenuti. Il libro della Memoria. Dimore, stanze, oggetti. Dove abitano i ricordi di Antonella Tarpino (il Saggiatore) è un’antologia di luoghi letterari e mnemonici ricavata da pagine di letteratura e da geografie territoriali. Recensione di Vittorio Lingiardi sul Domenicale.

Ma è sull’oggettistica d’autore che si condensa la maggior nube archetipica, come è certamente vero per il design del più grande intellettuale architetto italiano, Aldo Rossi. In occasione della mostra al Museo del Novecento di Milano, è disponibile Aldo Rossi. Desgin 1960-1997. Catalogo ragionato (Silvana Editoriale, cura di Chiara Spangaro). Recensione di Gabriele Neri sul Domenicale.

Anche Inventario siciliano di Enzo Sellerio procura ricordi immortali, oggi ristampato in anastatica dall’omonima casa editrice. Nello scatto di un’istantanea si fissa un momento che risente della parzialità del fotografo ma allo stesso tempo delle parzialità degli sguardi successivi e si inserisce in una costellazione immaginaria e mnemonica in costante espansione. Recensione di Tommaso Munari sul Domenicale.

Se non ci è riuscita la Morte per il COVID (del resto, come si diceva poco fa, è stata esautorata dalla modernità), nemmeno la siccità ormai endemica e le ondate di caldo insopportabile di questi giorni riusciranno a scuoterci dall’inerzia mentale che impedisce all’emergenza climatica di superare lo stadio che potremo definire “esotico”. L’unico fatto concreto che si è manifestato con prontezza è l’”opportunità” di acquistare automobili (oltre a falsi velocipedi) a propulsione elettrica o più o meno elettrica. Il solito prodotto da acquistare (vds consumer). Di mobilità pubblica e sostenibile, di fonti energetiche alternative al fossile, di ecologia nelle consuetudini quotidiane (acquisti senza packaging, smaltimento materiali plastici, etc.) si parla molto e non si fa nulla se non per piccole realtà di autogestione (cooperazione tra privati negli acquisti, nell’utilizzo di mezzi di trasporto, etc.). Il bla bla bla di Greta Thunberg. Peraltro, sono numerose le pubblicazioni che da anni, tra scienza e toni decisamente preoccupati, descrivono lo stato di fatto e ciò che ci aspetta. Esemplare il volume Il tempo e l’acqua dell’islandese Andri Snær Magnason (Iperborea), accorata la presentazione di Franco Marcoaldi su Robinson. Pure il libro Le rivolte del cielo di Jean-Baptiste Fressoz e Fabien Locher (Leg Edizioni, traduzione Daniele Ballarini) si occupa, in chiave storica, di definire le cause degli ultimi mutamenti climatici. Recensione di Armando Torno sul Domenicale. Di certo non potremo dire che non ne sapevamo niente…

Le mutazioni climatiche influiscono pesantemente sulla biodiversità, molte specie stanno scomparendo per l’ignavia vile ed autodistruttiva dell’umanità. E le nuove generazioni? Francesco Barberini ha quindici anni ed è già alla sua sesta pubblicazione dedicata alla gioventù. Si intitola I dinosauri che volano tra di noi. Un viaggio alla scoperta delle ali da salvare (Salani) e tratta della varietà e delle caratteristiche degli uccelli. La motivazione del ragazzo ha la concisione della limpidezza: portare la Natura tra le persone. Recensione di Ilaria Zaffino su Robinson de la Repubblica.

Andrea Oddone Martin

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