Rassegna Stampa Libraria – 8 marzo 2026

Rassegna Stampa Libraria – 8 marzo 2026

Una sorta di malinconia sognante, di afflato fantasioso e surreale, di oblique prospettive caratterizza gli autori di quell’area padana e appenninica della riviera e dell’entroterra romagnolo. Per autori quali Federico Fellini, Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni, l’attenzione sguincia sulla realtà del presente, di personaggi, di memorie e ricordi, figure e paesaggi, apre finestre d’ispirazione non convenzionali. In Storia di un’amicizia (Quodlibet) Ermanno Cavazzoni rievoca la figura personale e letteraria di Gianni Celati, l’umanità della loro fratellanza, il loro sguardo libero sul mondo. Recensione di Gino Ruozzi sul Domenicale de il Sole 24 ore e di Emanuele Trevi su La Lettura del Corriere della Sera.

Nella mitologia abbondano le figure di gemelli. Portatori di analogie e diversità, ma uniti da un affetto proverbiale, possono essere tra loro divini e mortali, come Polluce e Castore, Eracle e Ificle, Anfione e Zeto. La loro complementarità è caratteristica, ad esempio Zeto era un atleta e un guerriero, Anfione un musico. Invariabilmente provati alla nascita da abbandoni, crudeltà ed esclusioni, tuttavia i gemelli recano con sé l’impronta del destino che li rende fondatori. Igino indica in Castore e Polluce i fondatori della città di Dioscorida; in una delle due genealogie della città di Tebe, furono Anfione e Zeto a fondarla e ne costruirono le imponenti mura (eloquente la rappresentazione della costruzione: Zeto portava sulle sue possenti spalle le enormi rocce delle mura, mentre Anfione disponeva pietre più pesanti del doppio, suonando la lira). I gemelli Paul e Peter sono protagonisti, assieme ai loro genitori, dell’appassionante romanzo d’esordio di Claire Adam: Golden Child (66and2nd, traduzione Emilia Benghi). Identici all’aspetto, Peter è razionale, di temperamento freddo, studioso e metodico mentre Paul è emotivo, sognatore, sensibile e sensuale. Recensione di Lara Ricci sul Domenicale.

Nel romanzo Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov la presenza inquietante del gatto evoca il demonio, pur il misterioso dott. Mandelbrod ne Le benevole di Jonathan Littell è decisamente una figura infera. Nel minuscolo villaggio di Sønderbøl, compare improvvisamente la figura solenne di colui che si qualificherà come principe di Carnevale. Elegante e sicuro di sé, grosso e piuttosto attempato, folti riccioli brizzolati ma stempiato, baffetti maliziosi e sguardo da fauno, scende disinvoltamente dalla carrozza tintinnante di campanelli, con due grosse valige. Da quel momento, tra gli abitanti del tranquillo villaggio ameno nulla sarà più uguale a prima. Siamo nel romanzo L’ospite regale del danese Henrik Pontoppidan (Iperborea, traduzione e postfazione Fulvio Ferrari). Recensione di Alessandra Iadicicco su La Lettura.

Formidabili strumenti di complemento alla scrittura, i taccuini si rivelano preziosi archivi pressoché inesauribili ai posteri. A differenza dei pur pregevoli epistolari, i taccuini possiedono l’innegabile qualità di non essere condizionati dagli obblighi derivanti da un interlocutore, per quanto confidenziale. Celebri quelli dell’architetto Le Corbusier, come quelli di Albert Camus, di Ernest Hemingway, etc. Oggi si aggiungono quelli del romanziere Henry James, raccolti in Ormai non poteva succedere più nulla. Taccuini (Adelphi, cura Ottavio Fatica con uno scritto di Roberto Calasso), un’immersione nell’universo mentale di uno tra i più importanti scrittori dell’ultimo Ottocento. Recensione di Viola Ardone su Robinson de la Repubblica.

La spiritualità occidentale si fonda sul libro, infatti viene comunemente definita come “la religione del libro”. Ed il libro dei libri è ovviamente la Bibbia, che però non è un libro ma una raccolta di libri. Allo stesso modo però, riuscirebbe azzardato definirla “la religione dei libri”. Nel 1892, nel monastero di Santa Caterina del Sinai, le gemelle (!) Agnes e Margaret Smith scoprono una traduzione siriaca dei quattro Vangeli e un codice del IV secolo. È uno degli episodi raccontati nel libro Le vie delle Bibbie del filologo Giovanni Maria Vian (il Mulino), la narrazione lunga un millennio delle scoperte relative a quella piccola biblioteca che continua tutt’oggi ad in-formare la cultura e la spiritualità dell’Europa e di gran parte del mondo. Recensione di Gian Guido Vecchi su La Lettura.

A questo punto è accertato, nell’indefinito nebuloso e privo di direzione di un futuro impossibile è intollerabile lo sguardo colto e approfondito, spesso costruttivamente critico, accurato e rivelatore dell’intellettuale. Indiscutibilmente preferibile la consolazione dell’opinionismo appiattito sulle correnti dei “grandi fiumi”, generici e autoindulgenti. Non è sempre stato così, grandi figure di un recente passato lo dimostrano. Isaiah Berlin. Il pluralismo preso sul serio di Dino Cofrancesco (Rubbettino Editore) ci riporta alla riflessione del filosofo e politologo britannico su questioni fondamentali come libertà, democrazia e liberalismo. Segnalazione di Stefano Folli su Robinson.

La cifra costruttiva del giallo, grande passione di innumerevoli lettori, risiede nel graduale dipanarsi del groviglio nel percorso che origina dall’orrifico caos dell’incomprensione e termina nella restaurazione ordinata della chiarezza. L’ultimo turno di Chris Pavone (Feltrinelli, traduzione Alfredo Colitto) non si ferma al collaudatissimo ed apprezzato meccanismo e aggiunge una funzione che potremo definire politica: il thriller in questione si rivela infatti un preciso affresco sociale del nostro presente. Recensione di Giancarlo de Cataldo su Robinson de la Repubblica.

Andrea Oddone Martin

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