Rassegna Stampa Libraria – 8 settembre 2024
Inevitabilmente, la letteratura di Jorge Luis Borges continua a segnare profondamente l’immaginario dei suoi lettori. I soggetti delle narrazioni borgesiane sono tra i più fecondi, misteriosi, affascinanti, simbolicamente attivi. I labirinti, le tigri, le sovrapposizioni temporali, gli scacchi, il doppio, la memoria, la forma del tempo, gli specchi, il bagliore temporale dell’Aleph, i libri e …le biblioteche infinite. Talvolta, le fantasie di Borges hanno innescato intuizioni di tutt’altro respiro, ed è il caso raccontato da Telmo Pievani in Tutti i mondi possibili (Raffaello Cortina). Il racconto intitolato La biblioteca di Babele di Borges fu letto nel 1976 dalla studentessa Frances H. Arnold, ne influenzò l’opera scientifica futura per la quale in seguito fu insignita del Premio Nobel. Un’avvincente storia evolutiva del mondo delle idee. Recensione di Paolo di Paolo su Robinson de la Repubblica.
Nella mitologia greca, Laocoonte avverte i suoi concittadini dell’inganno del cavallo di Troia, ma gli Dèi (che parteggiavano per gli Achei) lo puniscono. I troiani pensano sia un segno favorevole e il cavallo viene accolto dentro le mura della città, che verrà poi sanguinosamente saccheggiata. Yuval Noah Harari, alla stregua di un moderno Laocoonte, con Nexus (Bompiani, traduzione Marco Piani) avverte la civiltà sulle conseguenze dei progressi tecnologici autonomi, sulle operazioni prive di supervisione dell’IA, che per collimare gli obiettivi non si cura degli effetti “secondari”, spesso devastanti. Lunga ed esaustiva intervista di Riccardo Luna a Yuval Noah Harari su Robinson.
Alcuni di noi ricorderanno la serie di volumi dedicati a suo tempo da Carlo Fruttero e Franco Lucentini al profilo fisiologico e sociale del cretino. Titoli come La prevalenza del cretino, Il ritorno del cretino, Il cretino in sintesi, sollevavano il velo ipocrita descrivendo la realtà per quello che è, scatenando umorismo e risate a denti stretti. Alessandro Gori ne segue le tracce, il suo ultimo Gruppo di leprecauni in un interno (Rizzoli) è l’ultimo di una trilogia. Fra le sue pagine incontriamo, ad esempio, l’adolescente che racconta sul social l’agonia e la morte di suo padre: «Sono già passate alcune ore, ma ancora non riesco ad accettare la morte di mio padre. Penso sia normale. Mettete like se pensate che è normale». Recensione di Claudio Giunta sul Domenicale de il Sole 24 ore.
L’acclamata scrittrice Olga Tokarczuk, Nobel del 2018, pone attenzione al fenomeno mondiale del turismo odierno, ne individua le origini e ne tratta le qualità. Ne Il tenero narratore e altri saggi (Bompiani, traduzione Silvano de Fanti) si occupa, tra l’altro, di questo fenomeno che ovunque ed immancabilmente si tramuta da risorsa a flagello. Un approfondimento della stessa Tokarczuk sulle pagine di Robinson.
Spesso le distopie riescono a far emergere contraddizioni reali normalmente non manifeste. È il caso del romanzo d’esordio della islandese Fríða Ísberg intitolato Il marchio (La nave di Teseo, traduzione Silvia Cosimini). Confermando la validità dell’adagio “L’ottimo è nemico del buono”, il romanzo della Ísberg descrive una società iper-protettiva mentre istituisce il referendum comunale per approvare l’iniziativa di marchiare le persone qualificandone l’empatia. Una realtà di assistenti vocali, pillole “risolutive”, social rutilanti, stalkeraggi e bullismi digitali, servizi sanitari psicosiciali, che evoca diffuse tendenze del nostro presente. Recensione di Pietro Melati su Robinson.
Condizione necessaria all’esercizio della libertà è la capacità di esprimersi adeguatamente, completamente e correttamente. Questa capacità viene realizzata pienamente nel potente mezzo della nostra espressione, la nostra dimora: la lingua. Purtroppo, per un ventaglio di motivi diversi spesso la nostra capacità espressiva è limitata. L’Accademia della Crusca ha mandato in stampa il volume Sbagliando s’impari (Mondadori). Diviso nelle quattro seguenti sezioni: Pronuncia e ortografia, Morfologia, Sintassi e testualità, Lessico, il volume si presenta come un vero e proprio manuale con tanto di esercitazioni ed approfondimenti. Un pratico ed autentico strumento per l’esercizio della nostra libertà e per la felicità di abitare confortevolmente la nostra lingua. Recensione di Eliana di Caro sul Domenicale.
Nella zona mediterranea ne siamo talmente circondati da ritenerlo scontato, cresce ovunque: nelle fessure dei muri, su spiazzi assolati, terreni poco fertili, come in giardini e nelle colture agricole. Da millenni, la pianta del fico accompagna modestamente le nostre esistenze, rivestendosi generosamente nel tempo di attributi culturali, curativi, nutrizionali, emblematici. Il libro I fichi a raggi x, curato da Jacopo Nori, Luca Zelari e Donatella Lippi (Polistampa) approfondisce il successo agronomico, letterario e pittorico della meravigliosa pianta e i suoi deliziosi frutti. Recensione di Giuseppe Barbera sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Andrea Oddone Martin
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