Rassegna Stampa Libraria – 9 febbraio 2025
«Bologna, 2 maggio 1951. Caro Longhi, sabato prossimo 5 corr. verrò a Firenze a portarLe il dipinto di fiori. Approfittando della Sua gentilezza, resterei da Loro per ripartire la domenica mattina. Se, per qualche ragione, non potesse ospitarmi La prego di dirmelo liberamente. Mi scusi la libertà e grazie. I più cordiali saluti a Lei e alla Sua gentile Signora. Suo affmo Giorgio Morandi». Così scriveva il maestro bolognese, protagonista della pittura novecentesca mondiale allo storico dell’arte Roberto Longhi. Furono due gli storici dell’arte, appartenenti a due diversi orientamenti artistici, incaricati di indicare il cammino della ripresa artistica italiana dopo il lungo buco nero del fascismo e della guerra: Lionello Venturi e Roberto Longhi. Claudio Strinati presenta su Robinson de la Repubblica la monografia Roberto Longhi. Il mito del più grande storico dell’arte del Novecento di Tommaso Tovaglieri (il Saggiatore). Si tratta di una corposa ed articolata ricostruzione del fondamentale ruolo svolto dalla celebre figura, nell’alternanza dei suoi Trionfi e dei suoi Lamenti.
Tutti i miei fantasmi (Sellerio, traduzione Matteo Galli) è un romanzo di formazione di uno dei maggiori scrittori contemporanei tedeschi, Uwe Timm. Oggi ottantacinquenne, Timm percorre con ricchezza di riferimenti e grazia espositiva la memoria della sua giovinezza, del suo apprendistato al contempo artigianale e letterario: come si scopre di essere uno scrittore. Recensione di Franco Cordelli su La Lettura del Corriere della Sera.
Negli anni Settanta, la regione inglese dello Yorkshire era funestata da due sciagure: i crimini di Peter Sutcliffe, lo “squartatore dello Yorkshire” e le politiche demolitorie di Maggie, alias Margaret Thatcher. Il romanzo La lista delle cose sospette di Jennie Godfrey (Bollati Boringhieri, traduzione Clelia Venturelli) è un thriller/comedy, un ritratto avvincente quanto commovente della provincia inglese, tessuto nella polarità tra lo squartatore e la “ladra di latte”. Recensione di Enrico Franceschini su Robinson.
Le politiche legate all’immigrazione sono latitanti, non si è ancora affrontato concretamente il tema della diversità culturale. Nel frattempo, l’immigrazione è già alla seconda se non terza generazione. Le problematiche da affrontare si accavallano generando ulteriori tematiche, sempre senza risposta concreta. Talvolta, la narrativa si sostituisce alle politiche presentando quadri di realtà vissuta. È il caso di Tutti i nostri segreti di Fatma Aydemir (Fazi, traduzione Teresa Ciuffoletti), autrice tedesca di famiglia turco-curda. Alessandra Iadicicco intervista Fatma Aydemir sulle pagine de La Lettura.
Non sono rimasti in molti in Italia, i testimoni delle distorsioni di ciò che si può considerare normale quando governa una dittatura. In Spagna, il regime franchista superò la fine delle dittature europee, sciogliendosi gradualmente tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta. Le testimonianze sono perciò ancora presenti e numerose. Il tempo delle ciliegie della scrittrice catalana Montserrat Roig (Mondadori, traduzione Amaranta Sbardella) ci riporta nella Spagna in cui “niente è come sembra”. Recensione di Virginia Nesi su La Lettura.
Manuela Monti insegna Istologia ed Embriologia all’Università di Pavia, Carlo Alberto Redi invece è biologo, Accademico dei Lincei e Presidente del Comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi. Il loro titolo Genomica sociale. Come la vita quotidiana può modificare il nostro DNA (Carocci) trova una seconda pubblicazione aggiornata a sette anni dalla prima. «Il concetto scientifico fondamentale espresso dal libro è molto chiaro – afferma Guido Bosticco recensendo il titolo su La Lettura – per quanto controintuitivo: l’ambiente in cui viviamo e tutti gli stimoli cui siamo sottoposti, dall’alimentazione allo stress, agli stati emozionali, dalla qualità dell’aria all’accesso alle cure, così come l’esposizione ad un clima di violenza o la scarsa coesione sociale intorno a noi, tutto ciò ha un impatto sui nostri processi biologici e causano modificazioni epigenetiche del DNA, alterandone l’espressione, trasmettendone i risultati alle successive generazioni». Come mai una seconda edizione aggiornata? Perché i dati, nonostante gli allarmi, sono peggiorati.
L’esperienza della Natura non può prescindere dalla modifica del punto di osservazione. Il punto di vista di un occidentale non comprende ciò che vede, ad esempio, un indiano Cree. Un anno nelle foreste del Grande Nord di John J. Rowlands (Corbaccio, traduzione Elena Bona) ci riporta la Natura canadese secondo la prospettiva autoctona del Capo Tibeash, guida indiana e grande amico dell’autore. Recensione di Sarah Savioli su Robinson.
L’odierna perdita del galateo amoroso alimenta l’ambiguità, lo spaesamento relazionale, il fraintendimento. Il codice galante non ammette l’equivoco, supporta con eleganza la determinazione nel rispetto, nella seduzione, nell’apertura all’ascolto, alla novità come illustra Si può ancora essere galanti? di Jennifer Tamas (Marietti 1820). Recensione di Francesca Barbiero sul Domenicale de il Sole 24 ore.
Andrea Oddone Martin
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