RECENSIONE: Abraham B. Yehoshua “Il signor Mani”

RECENSIONE: Abraham B. Yehoshua “Il signor Mani”

La recente recrudescenza del conflitto israelo-palestinese si aggiunge ad una storia ormai lunga, dai risvolti drammatici. Tutto il mondo, turbato dalla crudeltà della guerra, prende posizione manifestando e schierandosi per una parte o per l’altra. Tuttavia, l’informazione generale circa il passato più o meno recente di questa lunga contrapposizione conflittuale e delle specifiche qualità delle culture in gioco è spesso superficiale e generalmente si ferma alle questioni umanitarie, peraltro più che degne.

Non molte persone sono consapevoli della complessità dominante in quella geografia di confine (culturale tra Oriente e Occidente, spirituale tra la Terra ed il Cielo) che respira da tempo immemore multiculturalità etnica e religiosa. Raffinati e delicatissimi, gli equilibri incarnati nelle mura e nei vicoli di Gerusalemme vengono periodicamente incrinati dalla forza spropositata delle tensioni che li percorre costantemente. In aggiunta, il frastagliamento delle posizioni interne alle fazioni rende illeggibile una realtà che, per essere dipanata in maniera più adeguata, abbisogna di pazienti approfondimenti.

Il signor Mani è un romanzo scritto da Abraham Yehoshua circa trentacinque anni fa, articolato in cinque dialoghi “cancrizzanti”, orientati a ritroso nel tempo. Il primo dialogo è collocato precisamente nel Kibbuz Mashabé Sadé, il venerdì 31 dicembre 1982 alle sette di sera, l’ultimo in una locanda per viandanti ad Atene, all’incrocio tra via Dioscoron e via Polignotos, il martedì 9 novembre 1848.

Ogni dialogo è preceduto dall’accurata presentazione storica e personale di ciascuno dei protagonisti, e seguito dalla narrazione di ciò che sarebbe accaduto successivamente. Curiosamente, di ogni dialogo leggiamo solo un interlocutore mentre l’altro rimane in presenza pur se le sue parole non vengono riportate. Dal magistrale equilibrismo tecnico sorgono dei monologhi dialoganti densi, meravigliosi nella qualità narrativa, lungo i quali il lettore partecipa della complessità, di quella peculiare relazione con il mondo della cultura ebraica, così incline alla sinestesia, alla pratica di ragionamenti primari e secondari, al linguaggio nei suoi risvolti culturali e all’abilità costruttiva delle narrazioni. In ogni dialogo ritroviamo l’interlocutore parlante nello sforzo di vincere l’impazienza del corrispondente, percepiamo la stringente necessità di raccontare una storia nella sua completezza, nella sua compiutezza più larga.

Il signor Mani esprime con trasparenza il magistero della scrittura di Yehoshua, è il frutto di un ampio lavoro di documentazione storica e culturale, di un sopraffino esercizio di stile, di una indiscutibile proprietà letteraria, alla ricerca della frase perfetta, della parola esattamente significativa, in un compiuto e avvincente equilibrio formale. Il romanzo si presenta al lettore con spontaneità vitale, lo rende gradualmente partecipe delle vicende, delle emozioni, dell’azione storica, universale e personale, che vi si racconta. Stringiamo conoscenza intima con i paesaggi naturali e storici dei luoghi, e con alcune generazioni della famiglia Mani, nella stratificazione delle loro sensazioni, riflessioni, desideri, colpe, emozioni, dubbi, vocazioni e pensieri. Persone che scivolano da un capitolo all’altro «come se fosse un’unica parola posta in coda a una pagina scritta, in attesa che la pagina finisca per saltar su e iniziarne una nuova».

Questa pregiata architettura letteraria, sorta di nastro di Möbius narrativo, è dominata dalla storia universale e da Gerusalemme, la città dal tratto animalesco le cui pietre pulsano al ritmo della storia, feroce nel condensato multiculturale del quale riproduce nella materia la complessa vivacità spirituale e sanguigna, polarizzando tensioni immani. Violento gorgo centripeto della storia, centro dell’anima nella coscienza di milioni di persone.

Andrea Oddone Martin

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Abraham B. Yeoshua

Il signor Mani

Collana ET scrittori

Traduzione Gaio Sciloni

Einaudi Torino 2018

Brossura fascicoli cuciti

464 pp

14,50 €

ISBN 9788806239411