RECENSIONE: Alberto Manguel “Il libro degli elogi”

RECENSIONE: Alberto Manguel “Il libro degli elogi”

È un libriccino minuto, Il libro degli elogi di Alberto Manguel. Lo pubblica in Italia la casa editrice Archinto, che ha pubblicato numerosi titoli dell’autore argentino. È un libriccino minuto e risente del tono di grandiosità che Manguel probabilmente ricalca dalla lingua che inizia a parlare dall’età di sette anni, lo spagnolo. Nella raccolta è riunita una serie di scritti commissionati a suo tempo dal quotidiano spagnolo El País e inseriti di volta in volta nel suo supplemento letterario. L’idea di evocare atmosfere borgesiane con un titolo così dichiarativo è nello stile di Manguel il quale, avendo avuto tra il 1964 e il 1968 l’opportunità di leggere per Jorge Luis Borges notoriamente cieco, lo chiama perennemente in causa, ovunque. Direttamente o indirettamente, e non riusciamo a capire se questa attitudine corrisponda ad un doveroso tributo oppure ad un utilizzo opportunistico della fama di Borges, esagerandone l’amicizia e la famigliarità. Non esiste nessun legame, infatti, con la natura degli articoli che accoglie questa piccola pubblicazione e il termine “elogio”, se non l’evocazione del maestro argentino, il quale lo usava appropriatamente con ben altre intensità.

Nell’insieme degli articoli di questa raccolta, Manguel ci mette al corrente di molte sue considerazioni sul rapporto dei lettori con i libri, degli autori con i libri e con la vita, soprattutto la sua. Prevale il tratto autobiografico, peraltro l’autore in quell’epoca era già molto famoso ed è nota la sensibilità di un certo pubblico alle notizie personali dei suoi beniamini. Del resto la maggior parte delle considerazioni di Manguel, sebbene condite e spesso anticipate retoricamente da tesi colte si rivolgono con naturalezza ad un pubblico non specializzato ma ben disposto a godere di atmosfere più o meno suggestive. Considerata la finalità degli articoli, non sorprende che le citazioni colte (che spaziano con agilità tra storia antica, antropologia, letteratura, teologia, etc.) non abbiano il rinvio alle fonti. Per contro sorprende l’acribia tecnica con la quale sono riportate le descrizioni editoriali dei libri della biblioteca di Manguel. Il tono della scrittura è forzato dalla necessità della committenza (il quotidiano), risente di una inesistente ispirazione e non riesce a decidersi fra il saggio, l’autobiografia, l’intrattenimento che si sforza di essere spiritoso, l’aneddotica utile a evidenziare amicizie di un certo livello, il moralismo sociale, la fatua polemica politica. Rimane presente con uniformità un certo condizionamento che si presume dovuto allo scadenziario di consegna.

In definitiva, se riusciamo a collocare il libro nella sua effettiva realtà, ne possiamo cogliere tutte le qualità. Un libro che si presta particolarmente ad una lettura intermittente, ad essere piluccato gustosamente e senza pretese, che regala una soddisfazione media senza tema di delusione.

Andrea Oddone Martin

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Alberto Manguel

Il libro degli elogi

Traduzione Glauco Felici

Prefazione Enrique Vila-Matas

Collana Le mongolfiere

Archinto – RCS libri Milano, 2009

Brossura fascicoli legati

105 x 180 x 7 mm

pp. 91

100 gr.

12,00 €

ISBN 9788877685339