RECENSIONE: Anna Katharina Frölich “La trama dell’invisibile”

RECENSIONE: Anna Katharina Frölich “La trama dell’invisibile”

Come si sostanzia un memoriale autobiografico? Potremo ingenuamente pensare si tratti di una stesura lineare, di andamento cronologico, di eventi, scene, accadimenti occorsi al narratore nel decorrere della propria vita. Tuttavia, la struttura mnemonica di ogni immagine del passato presente alla nostra mente si comprende in una rete significativa nello stesso tempo consapevole ed inconscia. La nostra memoria potrebbe descriversi come un flusso di ricordi articolato in una rete di significati impliciti ed espliciti.

Probabilmente, è proprio in questa definizione che trova origine l’iridescenza delle pagine de La trama dell’invisibile. Fin dall’infanzia, Anna Katharina Frölich accompagna il proprio vissuto sulle pagine di un diario. E sarà proprio il diario a fornire traccia degli eventi raccontati nei capitoli della sua vita. Una vita costellata da presenze importanti, persone e contesti, luoghi di appartenenza profonda. Qualche tempo fa, Umberto Eco scrisse un articolo definendo la qualità della vita di coloro che leggono e fanno della letteratura un ampliamento della propria panoramica mentale. Affermava Eco: «La nostra [di leggenti] ricchezza rispetto all’analfabeta (o di chi, alfabeta, non legge) è che lui sta vivendo e vivrà solo la sua vita e noi ne abbiamo vissuto moltissime. Ricordiamo insieme ai nostri giochi d’infanzia, quelli di Proust, abbiamo spasimato per il nostro amore ma anche per quello di Piramo e Tisbe, abbiamo assimilato qualcosa della saggezza di Solone, abbiamo rabbrividito per certe notti di vento a Sant’Elena e ci ripetiamo, insieme alla fiaba che ci ha raccontato la nonna, quella che aveva raccontato Sheherazade».

Il susseguirsi dei capitoli di Frölich scompagina vivacemente la sceneggiatura del film del ricordo, rimbalzando costantemente fra quotidianità, frastagliature di un amore totalizzante, civetterie decisamente femminili, entusiasmi e lucidità narrativa. Una vitalità madida di letteratura, la madre di Anna Katharina Frölich ha avuto tre mariti, ognuno autore ed editore. Per Anna Katharina, nutrita di letteratura fin dalla più tenera età, intrisa inevitabilmente da una quotidianità di ordine editoriale, era probabilmente connaturato destino l’innamorarsi di uno dei più importanti editori italiani, Roberto Calasso. L’autobiografia è incentrata sulla figura, sull’opera del grande editore e sull’amore che la unì a lui.

La narrazione prende le fila dal primo incontro tra l’autrice e l’editore e possiede qualità di immediatezza introspettiva, di disarmante sincerità, di spirito d’osservazione, di malizia femminile, tale da spiazzare il lettore trovatosi di fronte la vitalità brulicante del molteplice letterario. La letteratura percorre come una vibrazione ogni frase del memoriale, dal mondo intellettuale dei genitori, alla polarità centripeta, anarchica e formativa di un luogo sul lago di Garda: la maison e il giardino di Mornaga. «Come sotto le volte di un monastero medievale, tra le mura di Mornaga mi sentivo protetta al pari di un giovane merlo nel suo nido. Quel pezzo di terra sul Lago di Garda, con il suo uliveto, la vecchia limonaia, le fontane e le piante, fin dall’infanzia, ma soprattutto da quando mi ero trasferita in Italia dalla Germania, aveva sempre fornito ricchissimo materiale alla mia fantasia, proprio come il regno di Angria inventato dai fratelli Brönte, dove Charlotte, Emily, Anne e Branwell ambientavano le loro storie in un mondo pieno di splendore orientale, con città di vetro e deserti infuocati. A otto o nove anni composi al pianoforte una canzone su Mornaga, che trascrissi nel mio diario. Si intitolava Mornaga, casa dei sogni di tutti i sognatori». Una lista, citata in calce, degli scrittori nominati a vario titolo nel libro darà l’idea di quanto l’universo letterario sia determinante e, assieme alla concretezza del dettaglio, alla ricca aneddotica, la pertinenza delle minute osservazioni, la completezza nella definizione delle immagini, costituisca la tangibilità gravante della trama riportata nel titolo, contraltare necessario all’individuazione dell’invisibile, indirettamente manifesto come luce intuibile nella rifrazione, complessa e disomogenea, di tutto ciò che ci circonda.

Gli scrittori e gli intellettuali presenti nel libro: Marcel Proust, Calderón de La Barca, Heinrich Heine, Franz Kafka, Mario Praz, i fratelli Brönte, Carl von Clausewitz, Ernst Kreuder, Charles Darwin, Marcel Jouhandeau, Joseph Arthur de Gobineau, Virginia Woolf, Katherine Mansfield, Anton Čechov, Henri Miller, Paul Verlaine, Lev Tolstoj, Molière, Gottfried Benn, Honoré de Balzac, Josif Brodskij, Federico Fellini, Karen Blixen, George Simenon, Ezra Pound, Léon Bloy, Charles Baudelaire, Baldassarre Castiglione, Ovidio, Stéphane Mallarmé, Louis Ferdinand Céline, Robert Musil, Giorgio Manganelli, Natalia Ginzburg, Cristina Campo, Roberto Bazlen, Luciano Foà, Edmund Gosse, Filostrato, George Ivanovič Gurdjieff, Georg Grodeck, John G. Neihardt, August Strindberg, Rainer Maria Rilke, Hugo von Hofmannstahl, Friedrich Nietzsche, Italo Svevo, Eugenio Montale, George Trakl, Zhuang-zi, Réné Daumal, Alfred Kubin, Claudio Rugafiori, Mazzino Montinari, Hermann Broch, Giorgio Colli, Bruno Schulz, Elémire Zolla, John Keats, Franz Schubert, Paul Valery, Jorge Luis Borges, Wystan Hugh Auden, William Butler Yeats, Osip Mandel’štam, Elias Canetti, Giordano Bruno, Emmanuel Swedenborg, Max Stirner, Blaise Pascal, Giandomenico Tiepolo, Emil Cioran, Lewis Carroll, Aubrey Beardsley, Bruce Chatwin, Jules Renard, Thomas Bernard, Ingeborg Bachmann, Milan Kundera, William Somerset Maugham, Jean Paul, Gerald Durrell, Adalbert Stifter, Fernando Pessoa, Wladimir Nabokov, Robert Walser, Kostantinos Kavafis, Porfirio, Pieere de Bourdeille detto Brantôme, George Büchner, Friedrich Hölderlin, Emmanuel Kant, Arthur Schopenauer, Daniel Paul Schreber, Martin Buber, Jean-Pierre de Caussade, Roger Callois, Enzo Turolla, Pietro Citati, Pierre Klossowski, Victor Klemperer, Joseph Roth, Peter Altenberg, Alfred Polgar, Alexander Lernet-Holenia, Karl Kraus, Adolf Loos, Ödön von Horvát, Alfred Brendel, Arthur Schnitzler, Ludwig Wittgestein, Ingo Schulze, Winfried Georg Sebald, Léon Gozlan, Sergio Quinzio, Guido Ceronetti, Joseph Conrad, Socrate, Nina Berberova, Enzo Biagi, Norberto Bobbio, Juan Benet, Italo Calvino, Camilla Cederna, Lautréamont, Theodor Wiesengrund Adorno, Suso Cecchi d’Amico, Raleigh Trevelyan, Ernst Jünger, Franziska zu Reventlow, Joseph de Maistre, Eugenio Corti,Thomas de Quincey, Alfred Hitchcock, Yājñavalkya, Robert Louis Stevenson, Salustio, Gustave Léon Schlumberger, Aldo Manuzio, Aristotele, Platone, Omero, Pindaro, Aristofane, Teocrito, Francesco Colonna, Theodor Däubler, Filone di Alessandria, Pavel Florenskij.

Andrea Oddone Martin

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Anna Katharina Frölich

La trama dell’invisibile

Collana Scrittori italiani e stranieri

Traduzione Agnese Grieco

Mondadori Libri S.p.a. Milano 2025

Rilegatura copertina rigida, pagine incollate

145 x 213 x 20 mm

360 gr

182 pp

19,00 €

ISBN 9788804801535