RECENSIONE – Edmund De Waal “Lettere a Camondo”

RECENSIONE – Edmund De Waal “Lettere a Camondo”

Accostarsi ad un libro come questo può comportare una messa a fuoco problematica. Innanzi tutto, si tratta di un tentativo, di una sperimentazione, di un intento conoscitivo da parte di «chi non vede più connessioni, più alcuna traccia di sistema, – come affermava a suo tempo Gottfried Benn – può ancora procedere solo per episodi». Gli episodi scandiscono le pagine di questo oggetto che si presenta in forma di libro ma non coincidono con gli eventuali capitoli, in questo caso presentati in forma epistolare. Gli episodi attraversano le missive, appaiono trasversalmente alla scansione.

Quelle aperture dirette, franche e leggere: «Caro amico», «Dunque, monsieur», «Cher monsieur», «Posso parlarvi delle camere dei ragazzi, monsieur?», «Mon cher monsieur», ricordano da vicino un altro prisma sfaccettato camuffato da libro: Operette morali di Leopardi. Tuttavia, le aperture del Poeta («Bella notte, amico», «Oh sei tu qua, figliuolo di Sabazio? Dove si va?», «Cara Luna», «Prometeo, salutati tutti cortesemente», «Come stai, Torquato?») rimandano infallibilmente allo schema dialogico seguente, mentre l’autore di Lettere a Camondo si affida ad uno stratagemma impossibile: il dialogo ad una voce.

Un interlocutore assente fa da sfondo a questa esplorazione eventuale, a codesta evocazione di eventi, a siffatta architettura indagante. Un’azione analogica, una flânerie tra memorie e disposizioni geometriche, tra immagini e ritratti, conduce il lettore nel dipanarsi di una inavvertita, trasparente ragnatela intellettuale. Approssimazioni graduali di avvicinamento, focali successive in cui appaiono luoghi, persone famigliari, usi e costumi, decorazioni ed architetture, volute polverose nelle trasparenze luminose, figure mitologiche compaiono sui tappeti, passaggi segreti materializzano l’arte. Dominano silenzi imperiosi nelle incisioni di Jean Baptiste Siméon Chardin, nella sintassi della prosa di Marcel Proust, angolazioni di prospettiva inusuali forgiano la quotidianità del destino, un lungo transito temporale, un interminabile periplo labirintico verso l’ineluttabile.

Questa stella octangula che sembra un libro, attraversata da una luce radente alla ricerca di una chiarezza onesta, della limpidezza arcaica ed eterna, è sollecito impegno nell’«ottenere una coerenza di atmosfera, che non è impresa da poco: spazi, opere d’arte, dimensioni di scala, colore, ritmi ed equilibrio, energia e rilassamento, intimità e poi grandeur». Lettere a Camondo è un’indagine condotta attraverso una silente “tavola dei destini”, dal rapido movimento verso l’ineludibile, la dissipazione di ogni senso.

Andrea Oddone Martin

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Edmund de Waal

Lettere a Camondo

Collana Varianti

Traduzione Carlo Prosperi

Bollati Boringhieri Torino 2021

Brossura fresata, con fotografie

138 x 210 x 15 mm

250 gr

190 pp

16,00 €

ISBN 9788833936796