RECENSIONE: Jamaica Kincaid “Autobiografia di mia madre”
Madre senza volto, madre senza voce, senza corpo né sostanza. Madre che abita il nulla. Madre oscura che vive nell’eternità buia. Madre di disperazione e assenza. Questa la madre di Xuela, fantasma di madre.
«Chi ero? Mia madre è morta nel momento in cui nascevo. Nel momento in cui si nasce non si è ancora niente». Xuela sente fin dal primo istante di appartenere ai vinti, agli sconfitti, senza sapere nulla di sé stessa. A chi deve la sua vita, e perché?
«Ero vissuta per tutta la vita fino alla fine del mondo». La sua nascita non è altro che un rapido passaggio tra un’oscurità e l’altra.
Autobiografia di mia madre, di Jamaica Kincaid, è la narrazione di un’assenza, della consapevolezza di una profondissima lacerazione, della spaccatura dalla quale ha avuto inizio la sua vita. Questo istante, viene esso a fuoco e scandagliato per tutto il libro con lucidità e consapevolezza e su di esso vengono poste saldamente le basi della sua esistenza che la condurrà inevitabilmente al disamore. La sua sarà una vita contrassegnata da profonde afflizioni, rinunce e abdicazioni. Anche il padre l’abbandonerà insieme ad un fagotto di panni sporchi, un padre assente e crudele, per metà scozzese e per metà africano.
In questo narrare, la natura si mostra violenta e ostile: se piove lo fa per giorni interi allagando e sommergendo ogni cosa; il buio della notte è davvero nero e profondo; il sole quando splende brucia e assorda. I colori dei Caraibi sono estremi, crudi con chiaroscuri violenti e improvvisi. L’isola è governata da forze primitive.
Eppure, il racconto della vita di Xuela, pur se all’interno di un guscio svuotato a causa di una legge innaturale, si trasforma nella narrazione di più vite, la sua, quella di sua madre, ma anche quella delle vite dei figli che non ha avuto, e paradossalmente il racconto che questi non-nati fanno di una madre mai esistita. Xuela, infatti, sceglierà di non avere mai figli, portandosi dentro il cordoglio per questa disperata decisione. “Dentro di me ci sono le voci che avrebbero dovuto uscire da me, i volti che non ho mai lasciato formarsi, gli occhi ai quali non ho mai consentito di guardarmi”. Una “colpa” che peserà sempre sul suo destino.
Jamaica Kincaid ha la profonda capacità di narrare l’assenza di chi non è mai neppure nato. Vite mai esistite che raccontano l’una dell’altra. Di negazione in negazione, di perdita in perdita si procede tra pagine di una pietrosità lirica, in cui crudezza del pensiero e slancio emotivo si susseguono. La lingua di Kincaid è sempre lucida e cristallina, non cede alla inclinazione di abdicare o al vittimismo. Al contrario, resiste ed usa la poesia nutrendola con parole feroci e crude, ponendo uno scudo al compiacimento e alla debolezza.
«Dentro di me resta la voce che non ho mai sentito, il viso che non ho mai visto, l’essere dal quale io vengo. Questo racconto è il racconto della persona alla quale non è mai stato permesso di essere e il racconto della persona che io non mi sono concessa di diventare». In buona parte autobiografico, il romanzo è il tentativo di ritrovare le proprie radici nella terra di provenienza, nell’isola caraibica di Antigua.
Scrittrice e intellettuale ebrea afro-caraibica, Kincaid nasce nel 1949 quando l’isola era ancora colonizzata dagli inglesi. Per questo i capisaldi della sua scrittura sono le devastazioni del colonialismo e dell’imperialismo, la migrazione e la diaspora, la perdita e l’esilio. «Chi era il popolo caribo? Perché questo popolo non c’era più, era estinto, poche centinaia di loro ancora vivevano, mia madre era una di loro, erano gli ultimi sopravvissuti. Erano come fossili viventi, il loro posto doveva essere un museo, su uno scaffale, chiusi in una teca di vetro. Che questo popolo, il popolo di mia madre, stesse in un precario equilibrio sull’orlo dell’eternità, dove aspettava di essere inghiottito nel grande sbadiglio del nulla».
Patrizia Parnisari
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Jamaica Kinkaid
Autobiografia di mia madre
Traduzione di David Mezzacapa
Collana Gli Adelphi
Adelphi Milano 2020
Brossura pagine incollate
125 x 195 x 15 mm
186 pp
180 gr
12,00 €
ISBN 9788845935251

