Recensione: Le parole sono importanti – Marco Balzano

Recensione: Le parole sono importanti – Marco Balzano

Questo libro nasce come contributo di resistenza versus la povertà dell’eloquenza nella quale progressivamente, nel tempo ormai di alcuni decenni, la nostra società si impegna. Certamente, la professione di insegnante ha favorito Marco Balzano nel costruire questo suo scritto: Le parole sono importanti è un testo divulgativo, rivolto a tutti. Mediante lo strumento dell’apertura etimologica, propone il racconto di una lista di parole, ciascuna selezionata con criteri personali dallo stesso autore. Vi possiamo trovare parole quali felicità, memoria, fiducia, ma anche parole più contestualizzate, come social, scuola, condivisione. Tutte passano attraverso la trama del setaccio interpretativo etimologico che propone Balzano e, nel mentre sono sottoposte all’analisi, si rivelano generatori di concetti e deduzioni altrimenti celate nella lettura strettamente funzionale. Diventano così l’occasione per rilevarne improprietà d’utilizzo, prospettive di significato non così immediate, aperture tridimensionali di concetti che si concatenano in ulteriori considerazioni.

Nutrito di una bibliografia orientata e varia, Le parole sono importanti è l’occasione per l’autore di manifestare il proprio pensiero in merito a tematiche sociologiche, antropologiche, d’attualità. Più propriamente, Balzano evidenzia le discrasie, le distorsioni, le differenze che un’attualità particolarmente digitale pratica nei significati originari e sostanziali delle parole, provocando una formazione distorta dello spirito critico. Approfittando dell’indifesa ignoranza diffusa, questa condizione indirizza le interpretazioni verso pratiche e usi interessati, prosaici e limitanti, quando non apertamente disonesti. «Noi siamo social sempre da soli» afferma Balzano, mettendo in luce gli sbandamenti dei significati letterali che l’ambiente digitale impone e l’impotente ignoranza accoglie. L’ipocrisia del termine condividere, l’uso falso del termine amicizia: via via che la raccolta di racconti prosegue, si coglie una realtà che nel mentre annuncia orizzonti di libertà inaudita si trasforma concretamente in prigione esistenziale.

Una consuetudine etimologica, che corrobori la pratica della lettura diventa perciò altamente consigliabile in quanto, dice Balzano: «L’uomo è la lingua e dunque, vale la pena ricordarlo, può in ogni momento migliorarla», e con essa la qualità della propria vita.

Andrea Oddone Martin