RECENSIONE: Maruša Krese “Paura io?”

RECENSIONE: Maruša Krese “Paura io?”

Nel romanzo Paura io? la scrittrice slovena Maruša Krese ci sorprende raccontandoci la Resistenza dalla parte di quei nostri alleati nella lotta di liberazione dal nazifascismo, i partigiani jugoslavi che un’interpretazione politica italiana di parte ha finito, in seguito alle drammatiche vicende che hanno provocato l’esodo di istriani, fiumani e dalmati, per identificare con il nemico: gli “infoibatori”, gli assassini di italiani colpevoli solo di essere italiani.

Nel romanzo, Maruša Krese ci ricorda i giovani che abbracciavano la lotta per la libertà nei territori contesi d’oltre confine, giovani mossi dai sentimenti che animano con veemenza ogni gioventù: lo stesso afflato totalizzante, lo stesso anelito di libertà, la stessa speranza in un mondo migliore. Colpisce l’assoluta mancanza di retorica, la vena malinconica sempre a un passo dal divenire poesia, quella stessa raccontata nelle pagine indimenticabili dei romanzi degli scrittori che hanno vissuto la Resistenza; pagine sulle quali la penna dell’autore ha privilegiato l’umanità dei protagonisti, con i loro pregi, senza dimenticare i difetti.

Mi piace mettere in evidenza questa che potremo definire fratellanza, oppure sorellanza letteraria che abbatte ogni confine. Come nei libri di Italo Calvino, di Beppe Fenoglio, di Luigi Meneghello, nel romanzo di Maruša Krese vengono raccontati i rivolgimenti storici, gli ideali, le paure, le contraddizioni, le illusioni, le delusioni di una gioventù scaraventata suo malgrado nel vortice della guerra. Krese riporta la memoria alla sua auspicata essenza, al suo valore universale: il rifiuto della prigionia dell’odio.

Leandro Lucchetti

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Maruša Krese

Paura io?

Collana Passage

Traduzione Lucia Gaja Scuteri

Besa Muci Editore 2023

Brossura

216 pp

ISBN 9788836290826