RECENSIONE: Tullio Gregory “L’eros gastronomico”
L’attenzione che un intellettuale d’alto lignaggio come il filosofo, medievista, storico della filosofia, importante studioso del linguaggio come il compianto Tullio Gregory dedicò al confezionamento del cibo, alla cucina è testimoniata da suoi numerosi scritti e si oppone radicalmente alla nostra contemporaneità di chef televisivi, giochi a premi di cuochi, gare contro il tempo nella preparazione di ricette “creative”. La concezione della dignità culturale culinaria di Tullio Gregory poggia solidamente il suo statuto sulla consapevolezza che nella cucina tradizionale vengono espressi sia l’anima più profonda che il sentimento particolare di ogni popolo. Alla cultura culinaria è necessario accostarsi con la stessa cura filologica cui ci si accosta ad un testo letterario, accorti nel penetrarlo senza tradirlo, nel decifrarlo con passione libera dal caleidoscopio rutilante, effimero quanto infimo delle mode.
Gianni Moriani ha curato la pregevole raccolta di articoli e scritti di Gregory dedicati alla cucina e ai libri sulla cucina, la maggior parte pubblicati tra il 1994 e il 2019, anno della sua scomparsa, nell’inserto culturale de il Sole 24 ore. Scorrendo le pagine di questa raccolta, intitolata sapidamente L’eros gastronomico, ci spostiamo nella storia, tra epoche remote e moderne, tra autori per lo più antichi, a conferma del portato antropologico della culinaria. Per Gregory, il luogo d’origine della cultura è il tavolo da pranzo, attorno al quale non si celebra solamente un cuoco, una pietanza o una buona bottiglia, ma si discute, ci si confronta, ci si riconosce in amistà.
L’amicizia infatti, il legante primo tra gli uomini spesso nasce, si manifesta e si celebra grazie al gusto, al piacere della cucina. La dimensione più amabile e ricca, antidoto alla solitudine e analoga alla pratica culturale come esperienza di libertà. Una libertà autentica, regolata dalla tradizione, dalla temporalità delle stagioni, dalla sapiente manualità, dalla fiduciosa conquista del piacere gustativo, del rapporto con il territorio, dal rispetto del commensale arguto: l’uomo buongustaio.
L’arte culinaria è, afferma Gregory, «quella particolare forma di attività con la quale l’uomo trasforma prodotti naturali in prodotti culturali destinati al piacere della tavola (non quindi alla nutrizione, che risponde a una necessità biologica, in comune con altre specie animali)». «Fin dalle società primitive la manipolazione degli alimenti non rispondeva solo al bisogno nutrizionale, ma si colloca in un cosmo intellettuale e fantastico ove si incontrano uomini e dèi, sacro e profano, morti e viventi, caricando il cibo di valori che trascendono la sua natura materiale».
Decisamente contrario alla “cucina internazionale”, ai piatti “mari e monti”, alla “cucina esotica” etc., per Gregory ogni cucina autentica è legata al territorio, ne rispetta le caratteristiche, le tradizioni, i prodotti, i modi di fare, la storia e il clima. Grande critico delle trasformazioni e delle mode, Gregory osserva il passaggio dal piatto di portata, in cui la pietanza è in trionfo per il convivio, alla porzione singola rivolta non al convivio, ma al singolo. L’indice di questo prezioso libro si sviluppa analogamente ad un ghiotto menù appetitoso: L’armonia dei sapori quale segno di civiltà, Quando la ragione pranza, Logica della squisitezza, Pasta buon cibo per l’essere, Assortimento di ricchi arrosti e poveri lessi, Bevo vino dunque sono, Crescendo con brodo, Sante anoressiche e mogli lussuriose, Alla tavola di popoli e re.
Una raccolta irripetibile, di sconfinata cultura storica, letteraria, filosofica, umanistica e culinaria, mossa da un’intensa ed irriducibile passione ed amore per la cultura e per la civiltà. Come afferma Michele Ciliberto ricordando Tullio Gregory nella postfazione: «La cucina era infine questo per Gregory: un riconoscimento del valore della vita, nonostante tutto; una maniera per sconfiggere le potenze della dissoluzione e della morte sia degli individui che delle civiltà, che ci insidiano in ogni istante».
Andrea Oddone Martin
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Tullio Gregory
L’eros gastronomico
Collana i Robinson/Letture
Cura Gianni Moriani
Editori Laterza Bari Roma 2021
Brossura fascicoli legati
140 x 210 x 19 mm
300 gr
186 pp
16,00 €
ISBN 9788858143117

